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TUTTO COME PREVISTO..
All'indomani della presentazione alla Procura della Repubblica di Roma del sottoriportato esposto-denuncia contro il Comando Generale della GG. di FF. ed il suo Comandante Generale Rolando Mosca Moschini, un mio amico avvocato mi chiese di conoscere, non appena possibile, il nome del P.M. delegato a trattare tale vicenda. Dopo più di due mesi di infruttuose visite in Procura, in data 25 Gennaio 2000, formulavo un "preoccupata nota" trasmettendola al Procuratore Capo di Roma. Appreso successivamente che il fascicolo era stato delegato al P.M. dott. Catello Pandolfi mi premurai di informare l'amico avvocato, buon conoscitore degli ambienti giudiziari romani, sperando che mi dicesse di stare tranquillo. Ma che tranquillità: Mario... non ti fare illusioni. Questo insabbia tutto ciò che riguarda personaggi importanti! Bene, da questo momento inizia la mia peregrinazione presso l'ufficio del P.M. Pandolfi. Sempre occupato. Fino a quando, il 17 Marzo del 2000, mi porto ancora una volta presso la sua segreteria per chiedere alla sua collaboratrice di informare il dott. Pandolfi che avevo importanti, nuovi elementi e conforto degli assunti rappresentati nella denuncia: nulla da fare.... neanche quando, dopo molte insistenze, faccio rappresentare al P.M. che non ho alcuna fretta e che sono disponibile ad aspettare che si liberi!!! Impossibile.. é troppo impegnato! Bene, tiro fuori l'Istanza già preparata con la data 17 Marzo 2000 e prego la segretaria di acquisirla agli atti. Copia di questa, scomparsa la busta preaffrancata con i diritti di cancelleria trasmessa al R.G. della Procura di Roma per la spedizione al mio nuovo recapito di Campobasso, veniva personalmente ritirata alla Procura di Roma il 7 Maggio successivo.
NESSUNA CONVOCAZIONE... SOLO LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE CONTRO IGNOTI!!!!!
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Esposto- Denuncia Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e residente in Fiumicino – Via Giorgio Giorgis n. 38, espone quanto segue a codesta Autorità Giudiziaria affinché tutto quanto rappresentato e documentato con la presente denuncia sia oggetto, per gli aspetti penalmente rilevanti, di approfondito esame al fine di consentire l’accertamento individuale delle gravi responsabilità all’interno del Corpo della Guardia di Finanza (Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari e/o Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma) e/o, ove questo dimostri di aver compiuto gli atti dovuti con la regolare trasmissione degli esposti alla Procura della Repubblica competente, all’interno stesso delle Procure della Repubblica di Bari e Roma per le gravissime negligenze, omissioni e quant’altro di più grave configurabile come reato. Con Verbale del 23 Dicembre 1996 (Allegato N. 1) redatto presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comando Generale della Guardia di Finanza in Roma, alla presenza degli Ufficiali di PG Ten. Roberto GIAMPIETRO, Mar. Rosario EACO e Mar. Michele BIANCO e del sottoscritto, veniva consegnata ed acquisita copia del "dossier Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 a firma dello scrivente, indirizzato al detto Comando per quanto di specifica competenza e costituito da una relazione di 19 pagine (Allegato N. 2) e 14 allegati. Alle pagine 8 e 9 – punto 2.5, 3.0 3.0-a/b/c/d di detto dossier, si fa menzione al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. aperto a Bari sulla base di una missiva datata 26 Luglio 1994 <con allegata lettera al P.M. dr. COLANGELO> rimessa in plico riservato e sigillato all’allora nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari, Procedimento poi archiviato su richiesta del P.M. il successivo 20 Settembre 1995. Come può leggersi nelle conclusioni dell’esposto <pagina 19>, il sottoscritto, rimanendo a disposizione per il proseguo delle indagini, chiedeva di poter essere informato sugli sviluppi dell’inchiesta, "ivi compresa ogni eventuale nuova ipotesi di archiviazione". In assenza (all'epoca e, purtroppo ancora a tutt’oggi) di convocazione da parte di alcun Magistrato o Organo di PG da questi delegato ne, tantomeno, dell’Ufficio operativo del Comando Generale, essendo venuto a conoscenza che altri accadimenti temuti e segnalati nella missiva del 26 Luglio ’94 avevano trovato puntuale attuazione, lo scrivente, in data 26 Agosto 1997, formulava l’Esposto-Denuncia – Integrazione al dossier Giustizia in Puglia" indirizzato specificatamente ed unicamente al Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma. In questo Esposto-Denuncia, consegnato personalmente al Ten. Roberto GIAMPIETRO presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comando Generale (Allegato N. 3) lo stesso 26 Agosto 1997, si anticipava che, "con promemoria a parte" e in relazione al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. archiviato a Bari, sarebbe stato fornito ogni ulteriore elemento "utile alla ricostruzione della verità che non è quella che si rileva dalla lettura della richiesta di archiviazione del P.M…..". Nelle conclusioni di rito, ovviamente, veniva reiterata la richiesta di essere informato su ogni eventuale richiesta di archiviazione. Il giorno 2 Settembre ’97 tuttavia, facendo riferimento a quanto preannunciato nell’Esposto - Integrazione del 26 Agosto 1997 in relazione al Procedimento N. 6968 R.G.N.R. di cui sopra, il sottoscritto confermava al Comando Generale della Guardia di Finanza – alla cortese attenzione del Ten. GIAMPIETRO – "l’intenzione di rendere noti, per motivi di verità e di giustizia, ulteriori elementi e circostanze di cui è venuto a conoscenza". Con tale missiva, trasmessa al Terminale Fax 442.23.745 alle ore 12:45 circa del 2 Settembre, si chiedeva inoltre, considerato l’oggetto e la delicatezza della vicenda, di essere sentito personalmente su precise e specifiche circostanze (Allegato N. 5). In data 13 Ottobre, con riferimento alla comunicazione del 2 Settembre 1997, il sottoscritto inoltrava al Terminale Fax 442.23.745 del Comando Generale un primo sollecito (Allegato N. 6). Un secondo sollecito veniva dal sottoscritto avanzato con la Raccomandata N. 5978 del 25 Ottobre 1997 che accompagnava l’Esposto-Integrazione N. 2 del 24 Ottobre 1997 indirizzato, oltre che al Comando Generale della Guardia di Finanza, ad altre Istituzioni della Repubblica (Allegato N. 7). Orbene, precisato che tutto quanto sopra rappresentato al Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari con le missive del 26 Luglio 1994 ed il successivo Verbale (con acquisizione di "copiosa documentazione") del 20 Gennaio 1995 prima, ed al Comando Generale della Guardia di Finanza in Roma con l’Esposto-Integrazione al dossier del 26 Agosto 1997 dopo, ha trovato preciso e puntuale accadimento come può riscontrarsi dalle Visure effettuate recentemente presso l’ufficio dei Registri Immobiliari di Bari <e ciò con gravissimo danno per i creditori rappresentati dalla curatela fallimentare e per gli interessi generali dello stesso sottoscritto> è opportuno, per motivi di verità e di giustizia, che l’intera vicenda venga esaminata alla luce delle gravi e ingiustificate "negligenze" e "omissioni" da parte del Comando Generale e per esso anche dello stesso Comandante Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI che, nel caso specifico, ha dimostrato una non indifferente dose di temerario menefreghismo e arroganza. La provata inerzia del Comando, nella fattispecie, non ha soltanto denegato giustizia al sottoscritto, ma ha impedito che anche a Bari, come già avvenuto a Milano ed in altre città, si potesse procedere ad una, se non radicale, di certo salutare "pulizia" riducendo il numero delle cosiddette "mele marce" che il Comandante Generale, solo a parole, afferma di voler "cacciare". Nella sostanza, infatti, il comportamento gravemente omissivo del Comando Generale <istituzionalmente delegato al controllo> nulla fa per individuare e gettare nella spazzatura queste "mele marce"; anzi, l’impunità che ad esse assicura rende ancor più temeraria la loro "attività" e agevola il deterioramento di altri "frutti" geneticamente predisposti. Quanto sopra esposto, peraltro, sembra trovare un preciso riscontro dall’inchiesta svolta a Venezia nel 1997. A pagina 4 del quotidiano "la Repubblica" del 20 Dicembre 1997 (Allegato N. 8) sotto il titolo a 5 colonne "Le Fiamme Gialle promettono – Cacceremo le mele marce", si leggono precise e categoriche promesse del Gen. MOSCA MOSCHINI. In 6° colonna però, sotto la fotografia del Generale, una corrispondenza da Venezia all’epoca sfuggita all’occhio del sottoscritto, cita un’ordinanza del Giudice Mastelloni: "Se volevano, al Comando Generale della Guardia di Finanza, avrebbero potuto far velocemente pulizia" e, più avanti, "C’è, infatti, chi aveva telefonato al Comando Generale di Roma per segnalare "l’illecito e vessatorio operato" nel Veneto del colonnello Mauro PETRASSI <ndr – quello stesso che era a Bari?!> ora arrestato, ma nessuno si mosse". Lo stesso 20 Dicembre il sottoscritto, convinto della assoluta buona fede del Comandante Generale ritenne di formulare personalmente al Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI una lettera - riservata personale – che, chiusa in doppia busta e sigillata, venne inoltrata con raccomandata A.R. n. 4781, regolarmente pervenuta al Comando Generale il successivo 24 Dicembre 1997 (Allegato N. 9). Il 18 Marzo 1998, a distanza di tre mesi dall’invio della missiva riservata, non riscontrata, il sottoscritto ha quindi formulato la "LETTERA APERTA al COMANDANTE GENERALE della GUARDIA di FINANZA" inviandola al Terminale fax della Segreteria del Comandante (Allegato N. 10). Copia della "Lettera Aperta …." veniva inoltre recapitata lo stesso 18 Marzo alla redazione del quotidiano "la Repubblica" all’attenzione dell’autore della corrispondenza, senza alcun seguito. Il sottoscritto, ritenendo quanto mai grave che precise e circostanziate segnalazioni su annunciati comportamenti penalmente perseguibili, rappresentati, documentati e responsabilmente sottoscritti al Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari il 20 Gennaio 1995 ed al Comando Generale di Roma con il citato dossier "Giustizia in Puglia" consegnato il 23 Dicembre 1996 e l’Esposto Integrazione del 26 Agosto 1997, non abbiano impedito al denunciato Sig. Vittorio SPEDICATI di vedere realizzati i suoi intendimenti, intende perseguire nelle opportune sedi giudiziarie, tutti coloro che venendo meno ai propri doveri, hanno omesso di adempiere responsabilmente, e con la dovuta diligenza, ogni atto dovuto. Valga, ad esempio, quanto riportato nella missiva datata 26 Luglio 1994 indirizzata al P.M. dott. COLANGELO e allegata alla missiva indirizzata in pari data all’allora nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari circa l’intendimento del citato SPEDICATI di porre in vendita <non appena appreso dell’Istanza del sottoscritto tesa ad ottenere l’autorizzazione per sequestro cautelativo dei beni a lui riconducibili> la villa acquistata l’11 Novembre 1993 all’Ufficio Fallimenti di Bari per l’importo imponibile di lire 350.000.000.- Ed a nulla è servito l’aver partecipato al Cap. Giovanni FALCONE e fatto mettere nel Verbale redatto il 20 gennaio 1995 presso il Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria le significative due circostanze: "- la villa acquistata dallo SPEDICATI nel novembre 1993 all’asta giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un compromesso a favore di tale VALENZA n.m.i." " a conferma di quanto già detto nella nota allegata all’esposto del 26.07.94 aggiungo che la MOBILMET S.p.A. di Putignano verserebbe in condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune fidejussioni prestate dallo SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di Credito". Ebbene, si riscontra oggi, dalle Visure dell’Ufficio dei Registri Immobiliari di Bari (allegato N. 13) che tutto quanto rappresentato con gli esposti-istanze del 30 Novembre (allegato N. 11) e 14 Dicembre 1993 (Allegato N. 12) e solo parzialmente confermato con la più volte citata missiva del 26 Luglio 1997, ha trovato puntuale e preciso accadimento: SPEDICATI Vittorio
SPEDICATI Carla Filomena
ARABIA Flora in SPEDICATI
A pag. 2 – II° paragr. della missiva 26 Luglio 1994 si legge:
Orbene, la conferma delle operazioni fittizie si ha dall’esame della Visure della Camera di Commercio del ‘93, dagli accadimenti successivi ed infine dall’esame delle recenti Visure dei Registri Immobiliari di Bari: la Mobilmet, dichiarata fallita, vede prossimamente processato per bancarotta il prestanome Raffaele CONTEGIACOMO, Vittorio SPEDICATI, proprietario occulto, risponde solo ed unicamente per le fidejussioni bancarie prestate, entrambi dovranno rispondere alle citazioni dei due Istituti bancari per presunte, simulate, compravendite. A pag. 2 – III° paragr. della stessa missiva, a proposito di "protettori", si legge:
Orbene, la notizia " SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella Guardia di Finanza" non ha trovato, a differenza delle altre due, riscontro nella realtà. Oggi tuttavia, alla luce di nuovi elementi che hanno suggerito la necessità di procedere ad un più approfondito riesame cronologico degli avvenimenti, il sottoscritto è però in grado di rappresentare responsabilmente e con sufficiente fondatezza quanto allora avvenuto, consentendo altresì l’individuazione dell’Ufficiale della Guardia di Finanza che molto probabilmente, sia pure per un semplice scambio di cortesia, potrebbe avere influito negativamente sull’esito di alcune delle azioni penali promosse e, da non escludere, sulla sospetta e ingiusta archiviazione del Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. a Bari. Per quanto riguarda il contenuto della missiva del 2 Settembre 1997 <alleg. 5 > inviata al Comando Generale della Guardia di Finanza, specificatamente per rendere noti ulteriori elementi acquisiti in relazione al citato Procedimento, il sottoscritto rimane a disposizione di codesta Procura della Repubblica per ogni proseguo di Legge. Lo scrivente, in attesa di venire opportunamente ascoltato, anticipa la ferma volontà di perseguire, anche con la costituzione di parte civile nell’eventuale giudizio penale, tutti coloro, siano essi appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza che hanno omesso, pur obbligati, di informare la competente Procura della Repubblica e/o (se risulti tale atto adempiuto) il P.M. che per grave negligenza e/o per dolo e colpa grave, hanno omesso di compiere gli atti dovuti impedendo nella fattispecie il normale corso di giustizia. Per i suesposti motivi lo scrivente chiede fin d’ora che, nei limiti consentiti, possa venire informato sulla evoluzione delle indagini e che, soprattutto, venga preventivamente informato, secondo le vigenti norme di Legge, su ogni eventuale richiesta di archiviazione da parte del P.M. procedente.
Allegati:
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