LETTERA APERTA al COMANDANTE GENERALE della GUARDIA
di FINANZA
Signor
Comandante,
con raccomandata
A.R. n.
4781 del 22 Dicembre a lei inviata in via strettamente riservata
<doppia busta e sigilli a ceralacca> regolarmente pervenuta al suo
Comando Generale in data 24 Dicembre 1997 lo scrivente,
prendendo spunto da un servizio giornalistico così
scriveva:
"Illustre
Comandante
Leggo su "la
Repubblica" di oggi - Sabato 20 Dicembre 1997 - sotto il titolo a
cinque colonne <Le Fiamme Gialle promettono - Cacceremo le mele
marce> - la Sua categorica affermazione:
Orbene, su tale suo
imperativo, espresso al plurale, ho fondate ragioni di dubbio se è vero,
come è vero, che una
comunicazione a mia firma datata 2 Settembre 1997
(argomento: corruzione a Bari) ed i successivi due solleciti del
13 e
25 Ottobre 1997
hanno avuto, da parte del Comando Generale della
Guardia di Finanza, un trattamento di assoluto
silenzio."
Dopo alcune mie personali
considerazioni, la missiva cosi concludeva:
"Nell'inviarLe, per
comodità, copia delle missive in oggetto, Le sarò grato se
riterrà di dissolvere i dubbi posti dalla grave circostanza che una
disinteressata offerta di collaborazione, non richiesta ed anzi per
ben due volte dal sottoscritto sollecitata, non abbia trovato la
dovuta considerazione da parte del Suo Comando
Generale.
Non è a me noto se le
citate missive sono state a suo tempo portate alla sua attenzione. La
prego, in ogni caso, di considerare quanto Le scrivo in via
strettamente confidenziale e, soprattutto, quale mia opinione
personale.
Con i migliori auguri per
le ormai prossime festività.
All.: n.
3
f.to Mario Broglio
Montani

Orbene, sette mesi sono
ormai trascorsi dalla mia prima missiva ma,
nonostante gli obblighi
previsti dall’art. 55 c.p.p., non ho ricevuto, ad oggi, alcuna
convocazione. Di una sola cosa sono certo: più di una persona, per il
solo fatto ch’io conosco la verità dei fatti, spera che non arrivi prima
dell’augurato trapasso!
Ed io, prima che ciò
accada, desidero riferire la verità! Per questo motivo ho tentato
ripetutamente di parlare con Lei o con la sua segreteria; ho perso solo
del tempo! Ora, come dovuto, la informo che il più che ragionevole tempo
da allora trascorso, giustifica appieno il venire meno di ogni mia
assicurata riservatezza.
Le ricordo. qualora se ne
fosse dimenticato, che nella missiva datata 2 Settembre 1997 inviata in
pari data al suo Comando Generale con Fax trasmesso al N 442.23.745
<ore 12:45 circa> si legge testualmente:
"Come preannunciato
nell’esposto-denuncia presentato a codesto Ufficio in data 26 Agosto
u.s., il sottoscritto omissis in relazione al Procedimento omissis
intende, per motivi di verità e di giustizia, rendere noti a
codesto Comando Generale ulteriori elementi e circostanze di cui è
venuto a conoscenza.
- Considerato l’oggetto e la
delicatezza delta vicenda il sottoscritto chiede di essere sentito
personalmente su:
-
- - omissis
- - omissis
- - omissis
Il sottoscritto potrà
essere convocato ..omissis."
Roma 2 Settembre
1997
f.to Mario Broglio
Montani
Preso atto del suo silenzio e
accentuato dunque ogni dubbio sulla dichiarata volontà di "pulizia" all
'interno del Corpo, rimango a disposizione del Magistrato precisando fin
d'ora che ogni mio utile contributo verrà fornito agli Organi di P.G.
competenti, Guardia di Finanza esclusa.
Fiumicino, 18 Marzo
1998