Racc. AR N. 4781 PP.TT. Fiumicino

                                                                                                                           Ricevuta dal Com. Gen. il 24 Dic. 1997

BROGLIO MONTANI MARIO                                                     
c/o Casa di Riposo " Romanazzi-Carducci"
Contr. S. Pietro Piturno - n.c.
70017 PUTIGNANO (Bari)
Rec. Fiumicino – Via G. Giorgis, 38

RISERVATA PERSONALE

Al Signor .......................................................................
Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI .........................
Comandante Generale della Guardia di Finanza
Viale XXI Aprile, 21 .......................  00141 R O M A

 

Fiumicino, 20 Dicembre 1997........................

 

Oggetto: Missiva del 2/09/97 e solleciti del 13 e 25/10/'97 -

 

Illustre Comandante,

Leggo su "la Repubblica" di oggi - Sabato 20 Dicembre 1997 - sotto il titolo "<Le Fiamme Gialle promettono> - Cacceremo le mele marce -" la Sua categorica affermazione:

"Espelleremo dalla Guardia di Finanza
chiunque sarà riconosciuto colpevole di aver intascato anche solo cento lire"

Orbene, su tale Suo imperativo, espresso al plurale, ho fondate ragioni di dubbio se è vero, come è vero, che una comunicazione a mia firma datata 2 Settembre 1997 (argomento: corruzione a Bari) ed i successivi due solleciti datati 13 e 25 Ottobre 1997 hanno avuto, da parte del Comando Generale della Guardia di Finanza, un trattamento di assoluto silenzio.

Non Le nascondo che, a caldo, ho avuto la forte tentazione di recapitare al giornale ed a "striscia la notizia", copie delle missive che, per il loro contenuto, contraddicono pesantemente ogni asserita volontà di "pulizia" tantopiù se si considera che uno dei punti specifici della mia spontanea, gratuita offerta testimoniale riguardava proprio l'indicazione di "una mela marcia" (Fax del 2/09/97 - rigo 14).

Ho deciso tuttavia di rinunciarvi, perché non sono affetto da manie di protagonismo ma solo di quel travaglio interiore che penso ben si evidenzia dalla lettura delle prime due pagine <Introduzione> del Dossier "Giustizia in Puglia" datato 20 Dicembre 1996, recapitato personalmente al Suo Comando Generale e acquisito dall'Ufficio Relazioni con il Pubblico con regolare Verbale del 23 Dicembre 1996.

Nell'inviarLe, per comodità, copia delle missive in oggetto, Le sarò grato se riterrà di dissolvere i dubbi posti dalla grave circostanza che una disinteressata offerta di collaborazione, non richiesta ed anzi per ben due volte dal sottoscritto sollecitata, non abbia trovato la dovuta attenzione da parte del Suo Comando Generale.

Consideri quanto Le scrivo in via strettamente confidenziale e, soprattutto, quale mia opinione personale.

Con i migliori auguri per le ormai prossime festività.

f.to Mario Broglio Montani

Alleg.: N. 3


SILENZIO ASSOLUTO - IL 18 MARZO 1998 VIENE TRASMESSA LA LETTERA APERTA


 

TRASMISSIONE DA MEMORIA INIZIO=18-MAR 11.55 FINE=18-MAR 11:57 - TO: TERMINALE FAX N. 44223266 – PAG. 01 - OK

al Comandante della Guardia di Finanza Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI
Trasmissione al Telefax N. 06 – 442.23.266

LETTERA APERTA al COMANDANTE GENERALE della GUARDIA di FINANZA

 

Signor Comandante,

con raccomandata A.R. n. 4781 del 22 Dicembre a lei inviata in via strettamente riservata <doppia busta e sigilli a ceralacca> regolarmente pervenuta al suo Comando Generale in data 24 Dicembre 1997 lo scrivente, prendendo spunto da un servizio giornalistico così scriveva:


"Illustre Comandante

leggo su "la Repubblica" di oggi - Sabato 20 Dicembre 1997 - sotto il titolo a cinque colonne <Le Fiamme Gialle promettono - Cacceremo le mele marce> - la Sua categorica affermazione:

"Espelleremo dalla Guardia di Finanza chiunque sarà

riconosciuto colpevole di aver intaccato anche solo cento lire".

Orbene, su tale suo imperativo, espresso al plurale, ho fondate ragioni di dubbio se è vero, come è vero, che una comunicazione a mia firma datata 2 Settembre 1997 (argomento: corruzione a Bari) ed i successivi due solleciti del 13 e 25 Ottobre 1997 hanno avuto, da parte del Comando Generale della Guardia di Finanza, un trattamento di assoluto silenzio."

Dopo alcune mie personali considerazioni, la missiva cosi concludeva:

"Nell'inviarLe, per comodità, copia delle missive in oggetto, Le sarò grato se riterrà di dissolvere i dubbi posti dalla grave circostanza che una disinteressata offerta di collaborazione, non richiesta ed anzi per ben due volte dal sottoscritto sollecitata, non abbia trovato la dovuta considerazione da parte del Suo Comando Generale.

Non è a me noto se le citate missive sono state a suo tempo portate alla sua attenzione. La prego, in ogni caso, di considerare quanto Le scrivo in vie strettamente confidenziale e, soprattutto, quale mia opinione personale.

Con i migliori auguri per le ormai prossime festività."

All.: n. 3

 

f.to Mario Broglio Montani


 

Orbene, sette mesi sono ormai trascorsi dalla mia prima missiva ma, nonostante gli obblighi previsti dall’art. 55 c.p.p., non ho ricevuto, ad oggi, alcuna convocazione. Di una sola cosa sono certo: più di una persona, per il solo fatto ch’io conosco la verità dei fatti, spera che non arrivi prima dell’augurato trapasso!

Ed io, prima che ciò accada, desidero riferire la verità! Per questo motivo ho tentato ripetutamente di parlare con Lei o con la sua segreteria; ho perso solo del tempo! Ora, come dovuto, la informo che il più che ragionevole tempo da allora trascorso, giustifica appieno il venire meno di ogni mia assicurata riservatezza.

Le ricordo. qualora se ne fosse dimenticato, che nella missiva datata 2 Settembre 1997 inviata in pari data al suo Comando Generale con Fax trasmesso al N 442.23.745 <ore 12:45 circa> si legge testualmente:

"Come preannunciato nell’esposto-denuncia presentato a codesto Ufficio in data 26 Agosto u.s., il sottoscritto omissis in relazione al Procedimento omissis intende, per motivi di verità e di giustizia, rendere noti a codesto Comando Generale ulteriori elementi e circostanze di cui è venuto a conoscenza."

Considerato l’oggetto e la delicatezza delta vicenda il sottoscritto chiede di essere sentito personalmente su:

- omissis

- indicazioni sul militare del Corpo protetto dal concusso (si veda Rapporto... omissis>

- omissis

Il sottoscritto potrà essere convocato omissis

Roma 2 Settembre 1997

f.to Mario Broglio Montani


Preso atto del suo silenzio e accentuato dunque ogni dubbio sulla dichiarata volontà di "pulizia" all 'interno del Corpo, rimango a disposizione del Magistrato precisando fin d'ora che ogni mio utile contributo verrà fornito agli Organi di P.G. competenti, Guardia di Finanza esclusa.

 

Fiumicino, 18 Marzo 1998

 f.to Mario Broglio Montani


 

BROGLIO MONTANI MARIO

Contr. S. Pietro Piturno n.c. - Tel. 080-4057623

70017 PUTIGNANO (Bari)

Domicilio in Fiumicino: Via G. Giorgis, 38 - Tel. 6522923

 

RACCOMANDATA A.R.

 

Al Direttore del Quotidiano.........

"La Repubblica"............................

Piazza Indipendenza, 11/b.........

00185............................... R O M A

 

Egregio Direttore,

Lo scorso 20 Dicembre 1997, a pagina quattro del suo giornale, sotto il titolo di cinque colonne

 

"Le Fiamme Gialle promettono - Cacceremo le mele marce"

 

un suo giornalista riportava, con evidenza, la categorica affermazione del Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI, Comandante Generale della GG.FF.:

 

"Espelleremo dalla Guardia di Finanza chiunque sarà

riconosciuto colpevole di aver intascato anche solo cento lire"

Dopo aver letto con molta attenzione l’intera pagina, dedicata tutta a problemi istituzionali della Guardia di Finanza, il sottoscritto, nutrendo seri dubbi sulla rigorosa dichiarazione del Comandante Generale del Corpo, inviava a quest’ultimo una Riservata Personale allegandogli copia di tre missive trasmesse precedentemente al suo Comando Generale in relazione ad una vicenda oggetto di un Procedimento archiviato a Bari che riguardava appunto il coinvolgimento, secondo la sua definizione, di alcune "mele marce".

Anche la missiva citata, ancorché indirizzata personalmente al Gen. MOSCA MOSCHINI in modo strettamente riservato <doppia busta e sigilli a ceralacca> ha avuto, non senza sconcerto, medesimo trattamento delle precedenti: silenzio assoluto!

In data 18 Marzo 1998 ho pertanto formulato una "Lettera aperta al Comandante Generale della Guardia di Finanza" recapitandola al terminale fax n. 442.23.266 come risulta dal relativo rapporto di trasmissione.

Poiché nella missiva si fa specifico riferimento al servizio del suo quotidiano, mi sono opportunamente astenuto dall’inviare copia ad altri giornali. Rimetto quindi a Lei copia di tale lettera <con documentazione allegata> pregandola, nel caso la ritenga utile al processo di moralizzazione e quindi meritevole di pubblicazione, di ometterne il mittente.

Le sarò grato, in ogni caso, se disporrà per un cortese cenno di riscontro, anche telefonico, da parte della sua redazione in modo da consentirmi una eventuale, diversa diffusione.

Ringraziandola anticipatamente, Le porgo distinti saluti ed auguri di Buona Pasqua.

 

Mario Broglio Montani


 

P.S. - Allego copia della corrispondenza del Corriere della Sera del 12 Ottobre 1993. Il successivo 21 Dicembre 1994 alcuni degli imputati furono condannati, pur in assenza di costituzione di parte civile e di avvocato, ad uno anno ed 11 mesi (Sentenza: <> diritto <> Fatto <> )e poi assolti in Appello il 20 Novembre 1995. Con un esposto-dossier "Giustizia in Puglia" del 20.12.1996 ed una integrazione del 24.12.1997, entrambi corroborati da "documentazione esplosiva", spero finalmente di aver dimostrato al C.S.M., alla Corte dei Conti, al Ministro di Grazia e Giustizia ed alla Procura Nazionale Antimafia la gravità della situazione giudiziaria a Bari (Procuratore Generale, sei alti magistrati della Corte di Appello, tre P.M., due G.I.P. ed un G.I. chiamati in causa con reati che vanno dall’abuso ed omissione di atti di ufficio alla falsità ideologica e materiale) e Potenza (due P.M. e un G.I.P.). Tralascio la Procura di Roma in quanto è già nota la scandalosa degenerazione.

La invito, con l’occasione, a disporre affinché il suo corrispondente da Potenza intervenga all’udienza (che mi vede imputato per il reato di cui all’art. 368 C.P. Tribunale) del 6 Luglio 1998 - Aula Ferrara. Allego anche il relativo Decreto di anticipazione dell’udienza a seguito di mia espressa richiesta del 21 Gennaio 1998.

Fiumicino, 30 Marzo 1998