Per opportuna informazione ed al fine di evitare che altri abbiano a subire le gravi ingiustizie e le dolorose sofferenze patite dal sottoscritto, copio di seguito il messaggio trasmesso ieri al Gen. Mosca Moschini e, per conoscenza, alla Presidenza della Repubblica ed al Consiglio dell’Unione Europea.

Prego leggere con attenzione, riflettere e dare il proprio contributo all’inderogabile processo di moralizzazione e di ripristino della legalità, calpestata quotidianamente da una banda di malfattori che si nascondono nel Parlamento, ai vertici delle massime Istituzioni, nelle Procure e Tribunali di quella che era la Patria della Civilà e del Diritto, ora trasformata in un Paese fondato sulla corruzione e sull'arbitrio quotidiano. Una Lobby di stampo massonico - mafiosa che è riuscita a cancellare sprezzantemente i valori morali tramandati dai nostri antenati dalle coscienze civiche collettive.

Da:

A:

CC:

Oggetto:

 

Mario Broglio Montani  [mario_broglio@hotmail.com]                                               Invio: venerdì 02/11/2006  13:19

Rolando Mosca Moschini [rolando.moscamoschini@consilium.europa.eu]

Presidenza della Repubblica <tramite form sito quirinale>; Consiglio d'Europa <pressunit@coe.in> 

Lettera Aperta al Gen. Rolando Mosca Moschini, Presidente del Comitato Militare UE

 

 

Egregio Presidente del Comitato Militare Europeo e, dal prossimo lunedì, nuovo Consigliere Militare del Quirinale. Essendo questa la Terza “Lettera Aperta” che invio alla sua attenzione mi corre l’obbligo, innanzitutto, di ricordarle le due precedenti che mi consentono, questa volta, di essere breve e conciso:

·        Lettera Aperta al Gen. Rolando Mosca Moschini del 18 Marzo 1998;

·        Lettera Aperta al Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. R. Mosca Moschini 14 Gennaio 2002.

Premetto subito, con cognizione di causa, responsabilità e con invito a formulare senza indugio una denuncia-querela nei miei confronti, che lei non era degno di essere nominato alla Presidenza del Comitato Militare Europeo che, tra i suoi compiti, aveva ed ha anche quello di contrastare la corruzione nelle Amministrazioni Pubbliche dell’Unione Europea ne, tanto meno, di essere chiamato dal nuovo Presidente della Repubblica (che si ostina ad ignorare, nonostante la sua laurea in giurisprudenza, le assai gravi omissioni all’art. 55 c.p.p. da lei commesse) ad assumere l’importante incarico di Consigliere Militare del Quirinale.

Il motivo è semplice: lei è da sempre un protettore di corruttori e di corrotti come si dimostra virtualmente in queste pagine che trovano però conforto documentale negli Archivi  del Comando Generale della Guardia di Finanza (e con le conferme testimoniali che il Ten. Roberto Giampietro ed i M.lli Bianco ed Eaco potranno rendere all’A.G.) del C.S.M., del Ministero della Giustizia, della Corte dei Conti, delle Segreterie di Presidenza della Camera e del Senato, della Direzione Nazionale Antimafia ecc., fino alla data del 24 Ottobre 1997 e, successivamente, alla Procura della Repubblica di Roma dove la mia Denuncia del 17 Novembre 1999 (Proc. N. 35048/00R) è stata dal suo amico P.M. Catello Pandolfi ignominiosamente archiviata contro “ignoti”.

Lei, per la dimostrata assenza di valori etici e morali nei confronti del prossimo in generale, fatti salvi tutti coloro che l’hanno immeritatamente aiutata nella folgorante carriera e nel soddisfacimento dei suoi desideri di gloria, è indegno di poter rappresentare, come Presidente, anche la squadra di calcio dei detenuti del carcere romano di Regina Colei! 

Ricorda l’intervista resa al suo amico Aldo Fontanarosa del quotidiano “la Repubblica” che le dedicò il 20 Dicembre 1997 quasi interamente la pagina 4,  ignorando la corrispondenza presente in 6° colonna, sotto la sua fotografia, palesemente in contrasto con le sue categoriche assicurazioni e pienamente concorde con quanto, responsabilmente, ho ripetutamente denunciato? Chieda al Ten. Roberto Giampietro quante volte, dopo aver preso cognizione del mio Esposto-Denuncia del 26 Agosto 1997 (con il consiglio, da me disatteso, di depositare copia alla Procura della Repubblica di Roma) si è negato, per ordini superiori, alle tante telefonate fatte al suo Comando Generale per riferire e sollecitare la mia convocazione, dopo i Fax del 2 Settembre e 13 Ottobre 1997, affinchè potessi essere finalmente ascoltato in relazione al fascicolo archiviato a Bari e su altre vicende, assai gravi, riguardanti specificatamente l’attività Istituzionale della Guardia di Finanza.

Ebbene, per i suoi referenti politici, per i suoi amici di merende, per i suoi tanti estimatori, elenco più sotto la corrispondenza a senso unico fatta pervenire a partire dall’ormai lontano 1994 al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari prima e, successivamente, al suo Comando Generale in Roma.

Si legge su “la Repubblica” del 20 Dicembre 1997 “Il Comandante assicura collaborazione ai magistrati che indagano sulla corruzione”. La sua temerarietà, come scrissi al P.M. Vincenzo Barba, supera ogni decenza! 

Lei ha mentito, consapevole di mentire e, con l’arroganza consentitagli dai suoi protettori, ha dolosamente ignorato gli obblighi imposti al Pubblico Ufficiale dall’art. 55 del c.p.p. e questo nonostante che nell’esposto del 26 Luglio 1994 venisse esplicitato che la dismissione fittizia delle proprietà immobiliari del “corruttore poteva godere, come puntualmente e vergognosamente accaduto, del favoreggiamento da parte dei vertici della Guardia di Finanza.

Il trattamento di assoluto silenzio seguito alla Riservata-Personale inviatale in doppia busta e sigilli in ceralacca, non trova giustificazioni e identifica nella sua persona il protettore del corruttore ed evasore fiscale che, dopo la mia rinuncia, subentrò alla “Concessionaria Esclusivista Olivetti per la zona di Putignano”, con le conseguenze che dovrebbero interessare i suoi amici Proff. Visco e Padoa Schioppa leggendo l’elenco delle acquisizioni immobiliari indicate nell’esposto del 26 Luglio 1994 di cui sotto: anzi, visto che la presente viene trasmessa anche ai predetti che possono disporre dell’Anagrafe Tributaria, chiedo loro di invitarla a dare una spiegazione del perché un tale affronto all’intelligenza di onesti cittadini non abbia trovato, anche nell’interesse delle disastrate casse dell’erario, la sua professionale attenzione.

Nel lontano 1975 prenotai, in cooperativa, un appartamento in periferia di soli 52 m2 del costo di 55 milioni e, nel 1983, acquistai, grazie alla legge sui misuratori fiscali, i locali aziendali con un finanziamento agevolato dell’Artigiancassa pagando, in zona periferica, 230 milioni.

Sarei curioso di conoscere come il suo protetto abbia potuto acquistare, con soli 85 milioni, un locale commerciale (piano terra e seminterrato) ben più grande del mio ed in zona centrale più un appartamento di ben 4 vani ed accessori nello stesso edificio, con box, piano cantinato e adiacente locale di 10m2 oltre alla cantina, per soli 48 milioni e come e grazie a chi ha potuto godere della protezione dei PP.MM. di Bari e di Potenza oltre, ovviamente, al suo amico presso la Procura di Roma P.M. Catello Pandolfi:

 

Esposto 26 Luglio 1994 al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari

Trattasi della comunicazione inviata a P.M. e Polizia Tributaria di Bari per impedire un reato annunciato;

Lettera al Prefetto di Bari dott. Corrado Catenacci del 13 gennaio 1995

Trasmissione al Prefetto di copia dell’esposto e richiesta di cortese interessamento;

Esposto al Procuratore Generale di Bari del 16 Settembre 1996

Segnalazione su omissione dolosa di indagini nei confronti di corrotti e corruttori;

Esposto-Denuncia 26 Agosto 1997 c/ Comando GG.FF. – (Verbale Ten. Giampietro e M.lli Eaco e Bianco)

Scaturisce dalla scoperta che l’alienazione fittizia annunciata nell’esposto del 1994 continua indisturbata;

Esposto dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996

Acquisito in data 23 Dicembre con Verbale di PG redatto dal Ten. Roberto Giampietro e M.lli Rosario EACO e Michele Bianco

Fax del 2 Settembre 1997 al Comando Generale

Inviato due giorni dopo le dimissioni dal reparto cardiologico dell’Ospedale Grassi di Ostia per sollecitare la convocazione presso gli uffici del Comando Generale per riferire ulteriori elementi di cui è venuto a conoscenza;

Fax del 13 Ottobre 1997 al Comando Generale

Secondo, inascoltato, sollecito di convocazione;

Raccomandata A.R. del 25 Ottobre 1997 al Comando Generale

Trasmissione dell’Esposto-Integrazione 2 al dossier “Giustizia in Puglia” del 20.12.1996 e ulteriore sollecito di convocazione;

Quotidiano “La Repubblica” del 20 Dicembre 1997 – Le bugie del Generale Mosca Moschini

Pagina 4 di “la Repubblica” – 5 colonne dedicate al Generale da Aldo Fontanarosa e, in 6a colonna, l’ordinanza del Giudice Mastelloni di Venezia che afferma:  “Se volevano al Comando Generale della Guardia di Finanza potevano fare velocemente pulizia”;

Riservata Personale del 20 Dicembre 1997 al Comandante Gen. Rolando Mosca Moschini

Missiva, in doppia busta e sigilli a ceralacca, per esprimere fondati dubbi sulle promesse del Generale;

Raccomandata al Direttore del Quotidiano “la Repubblica” del 30 Marzo 1998

In omaggio all’intoccabile personaggio e in dispregio della libertà di stampa, silenzio assoluto;

Esposto-Denuncia 17 Novembre 1999 presentato alla Procura della Repubblica di Roma

Due mesi di attesa per l’iscrizione e la scelta di un P.M. professionista in “insabbiamenti”;

Fax del 25 Gennaio 2000 al Procuratore Capo della Repubblica di Roma Salvatore Vecchione

Segnalazione sull’eccessivo ritardo nell’iscrizione e nella delega del fascicolo al P.M.;

Istanza al P.M. delegato Catello Pandolfi del 17 Marzo 2000

Formulata dopo due mesi di inutili visite in Procura: “il dottore non può riceverla perché è troppo impegnato!”;

Lettera Aperta al P.M. Catello Pandolfi del 7 Aprile 2006

L’ironico ringraziamento al magistrato inquirente specializzato in archiviazioni, senza ascoltare le parti lese;

Consapevole che farà di tutto per impedire la sua degradazione e salvare il consistente patrimonio conquistato grazie ai suoi carissimi amici la informo, qualora pensasse di farmi passare per pazzo, che già nel lontano 1993 ci fu un pubblico amministratore che all’indomani del suo rinvio a giudizio inviò al TG Regionale ed ai quotidiani di Bari “Puglia” e “Gazzetta del Mezzogiorno” un comunicato per precisare, fra l’altro, che era “notorio il non buono state di salute dal punto di vista neurologico del denunciante* (Semplice Promemoria). Legga la Sentenza del 21 Dicembre 1994, ottenuta senza la costituzione di parte civile, riformata il 20 Novembre del 1995 dalla Corte d’Appello di Bari con l'assoluzione degli imputati con il ricorso a falsità in atti giudiziari e la Denuncia, per omissione d’atti d’ufficio e corruzione aggravata nei confronti di un luminare del foro barese e degli alti magistrati della Corte d’Appello la cui convocazione da parte della P.G. è avvenuta dopo ben 5 anni e due mesi e subito archiviata senza che venissi rinviato a giudizio per calunnia.

So bene che lei, come sostiene anche l’ex Presidente Cossiga, è una persona di rara intelligenza: tre lauree (Sociologia - Scienze Strategiche -  Scienze Internazionali e Diplomatiche), una “honoris causa dell’Università di Perugia, ben tre alte onorificenze al merito concesse dai Presidenti Scalfaro e Ciampi ecc. Il sottoscritto ha solo una laurea, “ad honoris per onestà” concessagli non da una Università ma da un probo e coraggioso giornalista che, per aver sempre detto la verità, è da molti anni condannato all’esilio.

Per il suo carissimo amico On. Vincenzo Visco, al quale lei sicuramente chiederà informazioni riservate in materia di evasione fiscale, le anticipo la Certificazione INPS delle mie contribuzioni pensionistiche dal 1960 al 1990. Potrà rilevare, dalla tabella esplicativa, che dopo ininterrotti 14 anni trascorsi in Casa Olivetti, decisi di dare le dimissioni per avviare una “Concessionaria Esclusivista Olivetti”, quella che, dopo la mia rinuncia del 1977, consentì al suo protetto di acquisire in poco tempo un consistente patrimonio immobiliare. Il sottoscritto, al contrario, nei tre anni di attività come “Concessionario….” avendo testardamente rifiutato lo scambio del fogli di carta intestata con i colleghi vicini per formulare in casa i necessari tre preventivi da fornire all’Ente locale per l’espletamento delle gare d’acquisto, si è visto svanire non solo la liquidazione di 14 anni di lavoro ma anche tutti i suoi sudati risparmi!

Certo… ho avuto problemi di salute ed anche un paio di condanne successivamente al fallimento. Interessante quella ottenuta dal P.M. barese Gaetano de Bari, al quale ho inviato ben due “Lettere Aperte” con invito a querelarmi: la prima, del 18 Marzo 1999 e la seconda, recentissima, il 6 Aprile scorso ma, come per i PP.MM. Santucci e Spagnolo sono ancora in attesa delle richieste di rinvio a giudizio.

Voglio sperare che lei non faccia altrettanto. E’ infatti dal Marzo del 2000, che tutta la documentazione di cui sopra è presente in Internet e, malgrado due sequestri ed una condanna anticipata (senza processo) per calunnia e diffamazione anche a danno della Guardia di Finanza, non ho ancora avuto il piacere di essere da lei querelato.

Coraggio… e, se pensa di poter evitare l’inevitabile crollo del mito vanaglorioso e arrogante che i suoi referenti non potranno impedire, magari ricorrendo ad un prezzolato sicario, faccia pure: non ho problemi, la morte per me sarebbe la fine di un travaglio interiore iniziato nel lontano 1974 e del lungo calvario profetizzato il 13 Ottobre del 1993 dal P.M. barese Nicola Magrone nella diretta radiofonica con Oliviero Beha ed il corrispondente da Bari del Corriere della Sera.

La mia unica colpa è quella di aver ereditato principi e valori che non mi hanno consentito di poter scendere a compromessi e di questo, anche se ciò ha comportato lo stravolgimento totale della mia esistenza, ne vado orgoglioso! Per evitare una vittima innocente, signor Mosca Moschini, le consiglio di affidare al sicario l’ultima mia foto che risale ad appena dieci giorni fa: i recapiti, per l'esecuzione e/o per la notifica degli atti giudiziari, li trova in calce al presente messaggio.

 

Le onorificenze ai reprensibili

 

Il premio per gli onesti

 

Poiché il  Consolato d’Italia si rifiuta di legalizzare la mia firma, mi avvalgo della legalizzazione effettuata da uno studio notarile in occasione dell’Appello-Denuncia dell’11 Luglio scorso inviato alle massime Istituzioni della Repubblica. La legalizzazione integrale, con la postilla della Convenzione dell’Aia e visibile in calce all’ Appello-Denuncia dell’11 Luglio 2006 inviato anche, inutilmente, al suo nuovo datore di lavoro!

E dire che una volta il Presidente della Repubblica ci teneva ad essere considerato padre di tutti gli italiani.

A presto.

 

Mar del Plata, 2 Novembre 2006

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                  

 

Dati per la querela

Nuovo Domicilio a decorrere dal 10 Dicembre 2006

Olavarria, 2422 – 07600 Mar del Plata

Repubblica Argentina

Blog: http://giustizia.blog.kataweb.it

http://www.vergogna-italiana.info

MSN: mario_broglio@hotmail.com

Skype: mario.brogliomontani

 

 

Indirizzo per la Notifica di Atti

Consolato d’Italia - Ufficio Notarile

Olavarria/Falucho – 07600 Mar del Plata

Tel. 0054-223-4517703 – Fax: 0054-223-4518623