BRUTTO F.D.P. CORROTTO, CORRUTTORE E PROTETTORE DI

EVASORI FISCALI E PROFESSIONISTI DELLA CORRUZIONE

 

Vanaglorioso, indegno e corrotto Ufficiale giá Comandante della Guardia di Finanza,

poi Capo indegno Dello Stato Maggiore della Difesa,

poi Presidente, indegno, del Comitato Militare della Unione Europea e

poi, per la sua professionalitá nel campo della criminalitá organizzata,

Consigliere Militare del Presidente della Repubblica

nonché Segretario del Consiglio Supremo della Massoneria!

 

 

VERGOGNA!!!

 

 

Il Gen. Mosca Moschini, come dimostrerò a tutti gli scettici ed anche agli psichiatri sicuramente già mobilitati dalla classe politica italiana e dai magistrati da me chiamati in causa perchè certifichino il mio squilibrio mentale, non è degno neanche di fare il Presidente della squadra di calcio dei detenuti del carcere romano di Regina Coeli!!!

 

Risulta a verità che al sottoscritto, con Verbale della Commissione Invalidi della USL BA/14, è stata riconosciuta una invalidità permanente nella misura dell'80%. Nessuno però dei tanti referenti, amici e protettori del signor Mosca Moschini, conosce i motivi che sono alla base del provvedimento. Non ci sono lettere anonime o segnalazioni al tanto decantato numero 117.

 

La vicenda ha avuto inizio il 26 Luglio del 1994 con l'invio, in plico sigillato, di un Esposto-Denuncia al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari che mirava ad impedire un reato annunciato che, si anticipava, poteva trovale puntuale attuazione con la copertura dei vertici della Guardia di Finanza. Tutto quello che ne è seguito.. dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996, l'Integrazione del 26 Agosto '97, i fax del 2 Settembre e 13 Ottobre 1997 ai quali ha fatto seguito la raccomandata del 25 Ottobre 1997, la "Riservata Personale" in doppia  busta e sigillo a ceralacca inviata il 20 Dicembre 1997 non appena lette le assai temerarie "dichiarazioni" rese dal Mosca Moschini al giornalista di Repubblica Aldo Fontanarosa che a pagina 4 dell'edizione del 20 Dicembre 1997 gli dedicò titoli a 5 colonne (in contrasto però con quanto in sesta colonna riportato circa un'ordinanza del giudice Mastelloni di Venezia) ha avuto dal signor Mosca Moschini un trattamento di assoluto silenzio.

 

Estimatori, protettori e turiboli del Generale Mosca Moschini, editorialisti indipendenti, elzeviristi più o meno importanti del quinto potere, ma soprattutto Eccellenze del C.S.M., della Corte di Cassazione, dei Ministero della Giustizia, dell'Interno, della Difesa, dell'Economia, della Corte dei Conti, delle Procure Generali della Repubblica e di quelle in Sede,  per passare poi ai Comandanti Generali, Regionali, Provinciali delle Forze Armate ivi compresi Comandanti e subalterni di tutte le Stazioni Carabinieri, i Prefetti, i Questori e tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato che ben conoscono l'art. 55 del c.p.p., come rispondete alle domande, legittime, che sorgono dalla lettura del titolo e sottotitolo, di "la Repubblica" del 20 Dicembre 1997?

 

  1.  "Il comandante assicura collaborazione ai magistrati che indagano sulla corruzione". Dopo oltre dieci anni, ho diritto o no a conoscere se e a quali magistrati sono stato affidate le mie numerose denunce e che fine hanno fatto,  considerato che avevo più volte richiesto di venire opportunamente ascoltato, ed informato (ai sensi del 408)  qualora il P.M. procedente ne avesse richiesto l'archiviazione?

  2. Le Fiamme Gialle promettono "Cacceremo le mele marce": Per quale motivo, ad una non richiesta, disinteressata collaborazione per l'individuazione di una "mela marcia"  contributo già fornito nell'Integrazione Dossier del 26 Agosto 1997, seguita dai solleciti fax (scaturiti dall'acquisizione di ulteriori elementi utili all'individuazione di altre "mele marce") del  2 e 13 Settembre 1997 il Comando e per esso il suo Comandante Generale Rolando Mosca Moschini ha con dolo e colpa grave ignorato gli obblighi posti a carico del Pubblico Ufficiale dall'art. 55 del c.p.p.???

 

Magistrati alla resa dei conti:

 

 

 

Illustre Presidente della Repubblica, ho sempre avuto molta stima per la sua persona, per la sua irreprensibilità, la sua coerenza e soprattutto l'Alto senso dello Stato che Lei ha sempre dimostrato di possedere: I Silenzi del Suo Segretario Generale mi hanno fatto ricredere. In Italia, per avere riconoscimenti, onorificenze, incarichi di responsabilità e di prestigio sembra non necessaria l'onestà. E' sufficiente non porsi scrupoli di coscienza, amalgamarsi nel "Sistema" e quando necessario scendere a compromessi, a danno di chi ha poca importanza! L'importante è il proprio tornaconto personale in barba alla legalità ed ai diritti garantiti dalla Costituzione della Repubblica.

 

Conosce Presidente un Paese del Terzo Mondo dove una formale denuncia per corruzione aggravata a carico di alti Magistrati ha avuto seguito con la convocazione presso gli Uffici di P.G. dopo 5 anni e due mesi?

 

In quale Paese del Terzo o Quarto Mondo, una formale denuncia presentata il 26 Luglio 1994 per impedire un reato annunciato, malgrado le successive denunce e sollecitazioni al Comando Generale della Guardia di Finanza ed al Suo Comandante Generale, trova puntuale e precisa attuazione per la dolosa volontà di evitare al "conosciuto protetto" il sequestro cautelativo dei suoi beni immobiliari non provenienti da lasciti ereditari ne tantomeno da vincite al lotto o al Totocalcio ma soltanto dall'illecito arricchimento consentitogli in questi ultimi quarant'anni dal nostro corrotto Sistema di Potere.

 

Signor Presidente Napolitano, cosa ne pensa del super decorato, onoratissimo generale Mosca Moschini uso a fare "soffiate" a colleghi chiamati in causa per gravi fatti di corruzione?

 

Panorama del 7 Marzo del 2002

 

 

Pagine in aggiornamento

 

 

 

 

LA GRAVE VICENDA CHE COINVOLGE IL CORPO DELLA GUARDIA DI FINANZA

e, nel periodo 1997 - 2001 il suo Comandante Generale Rolando Mosca Moschini

 

Inizio della storia: 26 Luglio 1994 - Termine...????

 


MARIO BROGLIO MONTANI
c/o Casa di Riposo - Ctr Piturno
        PUTIGNANO (Bari)

 

RISERVATA PERSONALE

 

                                         Al
                                         Sig. Comandante del NUCLEO
                                         REGIONALE DI POLIZIA TRIBUTARIA
                                         Via C Collodi, 37
                                         70124 B A R I

                                                                                                         Putignano, 26 Luglio 1994

 

Oggetto: Richiesta indagini

 

Pregiatissimo Comandante,

Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, da sempre impegnato nella lotta contro ogni tipo di corruzione, Le rimette l'allegata copia della comunicazione in pari data trasmessa al Sostituto Procuratore della Repubblica di Bari dott. Giovanni COLANGELO, titolare di alcune inchieste promosse dal sottoscritto in materia di di tangenti e corruzione politica.

Poichè, per quanto è a mia conoscenza, Bari non è poi tanto diversa da Milano, Napoli ed altre città ora sotto il ciclone dell'operazione Mani Pulite, Le chiedo cortesemente un incontro riservato affinché mi sia possibile renderLa edotta di fatti e circostanze di notevole gravità, che riguardano specificatamente l’attività istituzionale della Guardia di Finanza.

Potrà convocarmi, non appena Le sarà possibile, attraverso la locale Stazione dei Carabinieri che si premurerà avvertire la Casa di Riposo dove sono ospitato.

La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicare alla presente mia comunicazione e Le porgo distinti

f.to Mario Broglio Montani

 

All.: - Copia Raccomandata al dr. Giovanni COLANGELO del 26/071994

 

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MARIO BROGLIO - MONTANI
 c/o Casa di Riposo - Ctr. Piturno
        PUTIGNANO (Bari)

 

                                                                                              Al
                                                                                              Sostituto Procuratore della Repubblica
                                                                                              dott. Giovanni COLANGELO
                                                                                              presso il Tribunale di Bari

 

                                                                                              Putignano, 26 Luglio 1994

 

Oggetto: Fascicolo N. 427/94/21

 

Con riferimento al fascicolo in oggetto e, in particolare, all'istanza datata 14 Dicembre 1993 indirizzata al Giudice dr. Saverio NANNA della Sezione Fallimentare e da questi trasmessa all'Ufficio del P,M. in data 20 Dicembre 1993, avendo appreso che il signor Vittorio SPEDICATI sta cercando di vendere la villa acquisita a nome della figlia Carla FILOMENA per l'importo di lire 350.000.000 (vedasi Verbale datato 11/11/1993 allegato alla citata istanza del 14/12/1993) ho ritenuto opportuno recarmi presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Bari per una indagine conoscitiva; ho così scoperto che, in barba alla professionalità ed alle norme del libero mercato ma anche e soprattutto in stridente contrasto con quanto campeggia in tutte le Aule di Giustizia, il suddetto Vittorio SPEDICATI, subentrando al dimissionario sottoscritto nella Concessionaria Olivetti a fine ‘77 ha potuto, grazie alla corruzione, accumulare nel tempo i sottodescritti beni immobiliari:

A conferma di quanto riportato nella citata istanza del 14 Dicembre '93 relativamente alla segnalata volontà da parte dello SPEDICATI di nascondere, anche fittiziamente, l'illecito arricchimento, Le segnalo l'Atto N. 13115 del 19/04/1993 (Notaio dr. Maria LANZILLOTTA di NOCI) con il quale si è trasferita la proprietà dell'immobile acquisito a nome della figlia Carla Filomena nel Dicembre del 1992, a tale DALESSANDRO Annamaria, consocia dello SPEDICATI nella società NEWTEC s.r.l. con sede in   Bari  nei  locali  di   Via Postiglione 4-4/A in Bari, locali che risultano intestati alla moglie dello SPEDICATI ARABIA Flora ed alla figlia Anna.

E' altresì interessante seguire la storia della MOBILMET s.p.a. di Putignano - Capitale Sociale di lire 500.000.000 - la cui maggioranza venne acquisita a Luglio del 1989 dal predetto Vittorio SPEDICATI e le cui azioni sarebbero recentemente state riacquistate dal socio minoritario Raffaele CONTEGIACOMO notoriamente, si dice, sempre "in bolletta".

Essendo comunque stanco di sentirmi ripetere "lasci perdere! SPEDICATI è troppo potente, SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella Guardia di Finanza, SPEDICATI è intoccabile ecc. ecc. ritengo opportuno rimettere copia della presente al nuovo Comandante del NUCLEO REGIONALE di POLIZIA TRIBUTARIA di BARI affinché disponga, dopo l’acquisizione di ulteriori specificazioni che il sottoscritto si premurerà di fornire e sottoscrivere a verbale, tutte quelle indagini atte a confortare gli assunti accusatori prospettati, accertare il reale valore degli immobili al medesimo riconducibili e che risultano palesemente in modo vergognoso inferiori al loro effettivo valore nonché effettuare tutte quelle necessarie indagini di natura patrimoniale a carico del suddetto e delle altre persone che il sottoscritto ritiene coinvolte.

Copia della stessa viene da me rimessa, altresì, al dr. Carlo VULPIO corrispondente del Corriere della Sera ed al Dr. Oliviero BEHA della RAI che già ben conoscono la mia travagliata esperienza imprenditoriale.

Con la speranza di poter quanto prima riacquistare un po’ di fiducia nelle istituzioni preposte a garantire egualmente i diritti di tutti i cittadini, resto a Sua disposizione per quant’altro necessario alla unificazione di quanto in oggetto al Fascicolo N. 2945/92121 a Lei affidato e porgo, con l'occasione, distinti saluti ed ossequi.

f.to  Mario Broglio Montani


 
MARIO BROGLIO MONTANI
c/o Casa di Riposo - Ctr.Piturno
            PUTIGNANO
 
 

AI Sig. Prefetto di Bari

S.E. Dr. Corrado CATENACCI

 

 

Putignano, 13 Gennaio 1995

Eccellenza,

Faccio seguito alla conversazione telefonica intercorsa prima della scorso Natale, rimettendoLe copia della lettera riservata indirizzata in plico sigillato al nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria fin dal 26 Luglio 1994, unitamente all'allegata comunicazione inviata, in pari data, al Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Giovanni Colangelo, corrispondenza rimasta a tutt’oggi senza riscontro, malgrado il più che ragionevole tempo trascorso.

Le anticipo che …"le circostanze di notevole gravità, che riguardano specificatamente l’attività istituzionale della Guardia di Finanza" sono state da me a suo tempo riferite, fuori verbale, all'ispettore Sig. Galluzzi della Polizia di Stato presso Il Tribunale di Bari, al quale fornii anche nominativi e indicazioni che avrebbero potuto essere determinanti per l’accertamento del fatti. In tempi successivi però, appresi dal suddetto Ispettore Galluzzi che il magistrato dr. Gaetano De Bari avrebbe autorizzato le indagini solo nel caso di mia testimonianza resa e regolarmente sottoscritta a verbale.

Il mio rifiuto, Eccellenza, fu dettato solo ed unicamente dalle seguenti circostanze:

E' molto amaro constatare che persone disoneste e corrotte, trovino spaziano in alcuni quotidiani <per esternare vittimismo, ingiustizie assurde ecc. ecc.> e che questi non trovino spazio per le precisazioni delle persone oneste che, con documenti alla mano, dimostrano in modo palese tutto il contrario. Mi riferisco, in particolare, alla Gazzetta del Mezzogiorno ed al suo attuale direttore dr. Franco Russo che, suo malgrado, non dispone evidentemente di molta libertà di azione.

Non potendomi permettere la consulenza di un legale non so se, nel caso più sopra esposto, ci siano gli estremi per configurare eventuali reati per "omissione di atti dl ufficio". Due cose sono comunque certe:

I miei due esposti, datati rispettivamente 30 Novembre e 14 Dicembre 1993, trasmessi dal Dr. Nanna del Tribunale Fallimentare all'Ufficio del P.M., sembra siano rimani in qualche cassetto. Pur essendo trascorso più di un anno, infatti, la Procura della Repubblica di Bari non ha ritenuto di convocarmi, sia pure per dei semplici chiarimenti, sui fatti esposti e sulla documentazione allegata.

E' vero ch'io sono stato chiamato dal Tribunale dl Potenza che è in possesso di copia dei miei esposti (e questo, dovuto sicuramente al Suo intervento) ma le indagini li condotte mirano ad accertare soltanto eventuali responsabilità da parte di magistrati della Procura di Bari.

Non è strano, Eccellenza, che lettere come quella da me inviata in plico sigillato al nuovo Comandante del NUCLEO REGIONALE di POLIZIA TRIBUTARIA e da questi, come riferitomi dal Magg. MARANGIO dello stesso NUCLEO, trasmessa alla magistratura, non suscitino l’interesse di qualcuno? E dire che il mio prima Promemoria datato 25 Maggio1992, oltre alla recente sentenza che mi riguarda personalmente, ha consentito l'apertura di oltre otto filoni d'indagini, con un arresto ed il rinvio a giudizio di una ventina di persone tra politici e amministratori. Dunque ciò che ho riferito, e la recente sentenza lo ha confermato, ha trovata obiettivi riscontri.

Molte delle cose da me segnalate e temute, si stanno già verificando! E’ possibile, Eccellenza, un Suo autorevole intervento affinché qualcuno, affidabile e determinato, possa ascoltarmi?

Neve permettendo Lunedì o Martedì prossimi sarò a Roma per conferire con il Magistrato che segue l’inchiesta Piano Nazionale per l’Informatica. Subito dopo rientrerò a Putignano dove spero di trovare Sue comunicazioni attraverso La Stazione Carabinieri.

La ringrazio anticipatamente e Le porgo sinceri saluti rinnovandoLe i migliori auguri per il 1995.

F.to Mario Broglio Montani

All.: - Copia Racc. al Nucleo Reg. con allegato
        - Copia lettera al Ministro Jervolino del 27/7/1993.

 

VERBALE DI DICHIARAZIONI RESE

L’anno 1995, addì 20 del mese di gennaio, presso gli uffici del Comando in intestazione, alle ore 10,26 si è presentato innanzi a noi ufficiali di p.g. –Cap. Giovanni Falcone e Br.Carlo Benvenuti- il Sig. BROGLIO MONTANI mario, nato a Roma il 09.12.1937 e residente in Putignano (BA) alla via Rosselli, identificato a mezzo Pat. Guida cat. C. rilasciata in data 11.03.1982 dal Prefetto di Bari nr.BA 2225913G, per fornire possibili ed utili riscontri in ordine ad una delega d’indagine della Procura della Repubblica di Bari datata 28.11.1994. Al riguardo, il citato BROGLIO MONTANI, attraverso il Comando Stazione dei CC di Putignano, nella mattinata del 17 c.m. è stato convocato presso questi uffici per le ore 09,00 del 19.01.1995. (NDR- Da leggere perché molto significativa, la Missiva 13 Gennaio 1995 al Prefetto di Bari Dott. Catenacci). Non avendo ottenuto la presenza del teste alla data concordata con il Comandante della Stazione CC, nella stessa mattinata (19.01.95) il sottoscritto Cap. FALCONE ha proceduto a ritelefonare al ripetuto Comando CC. Verso le ore 12,00 dello stesso giorno, il predetto Ufficiale veniva telefonicamente contattato dal ripetuto Sig. BROGLIO con il quale veniva fissato l’incontro presso questi uffici alle ore 10,00 odierne.------------------------------------------------------------------------------------------------------------

All’interessato, previa conferma delle proprie generalità, viene posta in visione una denuncia datata 26.07.1994 ed indirizzata al Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria (corrispondente al civico del Comando in indirizzo) presentata a Suo nome. Il medesimo, preliminarmente, afferma:---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Prendo atto della denuncia presentata a mia firma e nel riconoscerne l’autenticità, confermo interamente il contenuto. Al riguardo, per quanto di possibile interesse alle indagini, desidero fornire copia della sottonotata documentazione:

- NR.1 – Promemoria datato 25.05.1992 e riguardante la prima denuncia da me presentata in ordine alle vicissitudini sofferte nell’attività imprenditoriale inerente la commercializzazione e l’assistenza nel settore informatico; tale promemoria ,a suo tempo, fu consegnato presso l’Ufficio del Dr. NANNA del Tribunale Fallimentare di Bari;

 

s e g u e

segue verbale di dichiarazioni rese redatto in data 20.01.1994 nei confronti del Sig. BROGLIO MONTANI Mario

-------------- 2° FOGLIO ---------

 

NR.2 – Esposto denuncia datato 12.06.1993 indirizzato al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari;

NR.3 – Istanza datata 05.01.1994 indirizzata al GIP –Dr. Piero SABATELLI- del Tribunale di Bari.

NR.4 – Nota datata 23.12.1994, a mia firma, indirizzata al Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno corredata di un allegato datato 19.12.94 e indirizzato al S.P.R. Dr. DE CRESCENZO ed al Proc. della Rep. del Tribunale di Roma;

NR.5 – nota datata 13.01.1995, a mia firma, ed indirizzata al Sig. Prefetto di Bari Dr. Corrado CATENACCI.

Relativamente all’esposto postomi in visione e più precisamente, alla nota allegata ove intesi riepilogare la situazione patrimoniale di tale Vittorio SPEDICATI, desidero aggiungere in questa occasione che alcuni aspetti ivi rappresentati si sono rivelati puntualmente accaduti:

- la villa acquistata dallo SPEDICATI nel novembre 1993 all’asta giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un compromesso a favore di tale VALENZA n.m.i.;

- a conferma di quanto già detto nella nota allegata all’esposto del 26.07.94 aggiungo che la MOBILMET SPA (ndr. Contegiacomo Angelo Raffaele)di Putignano verserebbe in condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune fidejussioni prestate dallo stesso SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di Credito.-----------------

Relativamente alla citata documentazione desidero precisare che alcuni temi ivi segnalati, sono stati e/o sono tuttora oggetto di specifiche indagini da parte di altri organi di polizia (Carabinieri e Polizia di Stato presso il Tribunale di Bari) sotto la direzione della Procura di Bari e Roma, Tali problematiche, sono riferibili:

                   s e g u e

segue verbale di dichiarazioni rese redatto nei confronti del Sig. BROGLIO MONTANI Mario in data 20.01.1995

--------------3° FOGLIO---------

 

- ipotesi di concussione per i quali vi è stata già una prima condanna il 21/12 u.s. (vgs art. di stampa Gazzetta del Mezzogiorno del 22.12.94);

- ipotesi di reato connesse alla inchiesta in ordine al piano nazione di informatica curata a Bari dal S.P.R. Dr. DE BARI ed a Roma dal Dr. DE CRESCENZO.

Da ultimo evidenzio che, nel luglio 1994 sono stato convocato per ben due volte presso la Proc. della Repubblica di Potenza (locale p.g. – CC) per essere sentito in ordine ad una precedente inchiesta sollecitata dallo scrivente per la quale il Dr. DE BARI della Proc. della Rep. di bari ne aveva chiesta l’archiviazione inerente accertamenti sulla ditta individuale Vittorio SPEDICATI –concessionario OLIVETTI per Putignano- e ipotesi di turbative d’asta al Comune di Castellana Grotte.-------------------------------------------------------------------------

Non ho altro da aggiungere. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Si da atto che la documentazione fornita in copia dalla parte viene siglata dai verbalizzanti e dallo stesso Sig. BROGLIO.

Il presente atto, costituito da n. 03 fogli dattiloscritti, viene concluso alle ore 12,40 di oggi stesso.

Fatto, letto e chiuso il presente atto viene confermato e sottoscritto dai verbalizzanti e dalla parte.

 

     I VERBALIZZANTI                                                                                                                LA PARTE


 
Al Sig.                                                          
Procuratore Generale della Repubblica   
c/o  il Tribunale di BARI                            
Corte di Appello                                          
 
Oggetto: Esposto - Denuncia del 7/031996
      Fasc. 8808/93/21 e 427/94/21 unificato al 2945/92/21

 

Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e domiciliato in Putignano presso la Casa di Riposo "Donna Giulia Romanazzi Carducci" sita in Ctr. Piturno -Putignano, con riferimento all’esposto-denuncia indirizzato alla S.V, al Sig. Ministro di Grazia e Giustizia, alla Procura Nazionale Antimafia ed alla Procura Generale della Corte dei Conti, particolarmente per quanto attiene la l'unificazione del Procedimento N. 427194/21 al Fascicolo N. 2945/92/21 chiusosi questo con Sentenza dì Assoluzione della Corte di Appello, intende portare a conoscenza della S.V. quanto segue:

1) - In data 12 Giugno 1993, al fine di sollecitare opportune indagini non sviluppate con il Procedimento N. 2945/92/21, lo scrivente indirizzava esposto al Procuratore della Repubblica a seguito del quale veniva aperto il Procedimento N. 8808/93/21 affidato al Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Gaetano DE BARI;

2) - In data 23 Luglio 1993, venuto a conoscenza di una denuncia presentata nel 1989 alla Procura della Repubblica da parte di due consiglieri comunali di Castellana Grotte (denuncia che coinvolgeva il da me denunciato sig. Vittorio SPEDICATI) mi recavo presso gli uffici del Registro Generale dove apprendevo che l'esposto datato 13 Febbraio 1989, iscritto al N. 569/90 e affidato al P.M. dr. Vincenzo Maria BISCEGLIA, risultava "incredibilmente" archiviato. Dopo aver inviato, in pari data, raccomandata al P.M. dr. DE BARI chiedevo copia della citata denuncia e del Decreto di Archiviazione e, con plico datato 5 Agosto 1993, inoltravo il tutto alla D.D.A. e per conoscenza al C.S.M., per segnalare dubbi e perplessità sia sull'operato del dr. BISCEGLIA sia sull'operato del PM. dr. COLANGELO che, nell'istruire il Procedimento 2945/92/21, non ritenne di indagare sui lamentati illeciti relativi al finanziamenti alle scuole di Bari, fatti che emergevano chiaramente dai diversi fax allegati al Promemoria del 25 Maggio 1992 (Per questa vicenda sono stati presentati esposti contro il PM di. DE BARI e, a Roma, contro il PM. dr. DE CRESCENZO, per omissione di atti di ufficio e favoreggiamento nei confronti del dr. Giuseppe BRIENZA già Provveditore agli Studi di Bari).

3) - in data 30 Novembre e 14 Dicembre 1993 venivano dal sottoscritto rimesse due Istanze al Giudice Delegato del Fallimento dr. Saverio NANNA, istanze (e allegata documentazione) che venivano trasmesse all'ufficio del P.M. rispettivamente in data 3 e 14 Dicembre 1993;

4) - in data 5 Gennaio 1994, non risultando le suddette istanze ancora iscritte al R.G., appresa l'esistenza di una richiesta di archiviazione datata 4 Dicembre 1993 da parte del P.M. dr. DE BARI al G.I.P. dr. Piero SABATELLI, lo scrivente inoltrava istanza di opposizione all'archiviazione, allegando copie dei citati fascicoli previamente convalidati, per conformità, dal responsabile della Cancelleria Fallimentare di Bari dr. FLORIDIA;

5) - Nel mese di Aprile 1994, stante anche l'interessamento di S.E. il Prefetto di Bari, tutta la documentazione di cui al Fascicolo 8808/93/21 già affidata al P.M. dr. DE BARI nonché' la successiva sopra descritta, veniva trasferita e riscritta al Fascicolo N. 427/94/21 affidato al Sostituto Procuratore dr. Giovanni COLANGELO che, con disposizione dei 22/04/1994, ne disponeva la riunificazione al fascicolo principale N. 2945/92/21;

6) - In data 26 Luglio 1994, con oggetto "Fascicolo N. 427/94/21" e particolare riferimento all'istanza datata 14 Dicembre 1993, lo scrivente rappresentava al P.M. dr. COLANGELO (Raccomandata N. 8452 del 27/07/1994) quanto appreso da una indagine conoscitiva esperita presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Bari nonché la notizia che il medesimo aveva messo in vendita la villa riveniente dal fallimento SERIO di Putignano. Chiedevo quindi al dr. COLANGELO di voler disporre tutte le necessarie indagini, soprattutto di natura patrimoniale, a conforto degli assunti accusatori prospettati;

7) - Che la suddetta richiesta è stata completamente disattesa, e che il Procedimento N. 6968/94/21 aperto dal medesimo a seguito dell’invio di copia della stessa lettera al NUCLEO DI POLIZIA TRIBUTARIA, risulta essere stato archiviato in data 20/09/1995 avendo preso in esame soltanto quanto da me riferito in relazione a fatti che riguardavano l'attività istituzionale della Guardia di Finanza. Tutto quant’altro attinente all'oggetto della comunicazione al P.M., verbalizzato nell'ufficio del predetto Cap. FALCONE, né la documentazione al medesimo consegnata, risulta allo scrivente essere stata oggetto di indagine alcuna.

Tutto quanto sopra non può non costituire conferma di quanto da me in passato segnalato e ripetuto al 3° paragrafo della citata lettera del 26 Luglio 1994 e cioè che l’ex collega Sig. Vittorio SPEDICATI è sicuramente da considerare tra le persone "ritenute intoccabili" dalla Procura della Repubblica di Bari tanto consentire al medesimo di superare, indenne, ogni intralcio di natura giudiziaria.

Orbene, poiché al Registro Generale la documentazione di cui ai già citati Fascicoli N. 8808/93/21 prima e N. 427/94121 poi, sarebbe stata unificata al fascicolo 2945/92/21 (relativo solo ed unicamente ad un episodio di concussione avvenuto nel 1982) chiuso con Sentenza della Corte di Appello del 20 Novembre 1995; che, in assenza di ricorso da parte della S.V. tale sentenza è stata dichiarata irrevocabile in data 4 gennaio 1996; considerato che tutta quanto sopra riferito e documentato è mai stato oggetto di esame dibattimentale da parte del Tribunale di Bari, chiedo cortesemente che la S.V. voglia effettuare gli accertamenti che il caso richiede, fornendo notizie certe sulla reale situazione.

Con riserva, per quanto attiene eventuali altre responsabilità di magistrati (che non siano già all'esame dei Tribunali di Potenza e di Perugia) di presentare formale esposto-denuncia, l’istante confida nella indiscussa probità della S.V. sia per eventuali revoche di sentenze istruttorie di proscioglimento, sia di quant'altro che, nell'ambito delle proprie competenze, sia a tutela di quelle garanzie di onestà, obiettività e indipendenza della Magistratura.

In attesa di cortese riscontro si porgono distinti ossequi.

 

Putignano, 16 Settembre 1996

f.to Mario Broglio Montani

All.:
1) - Esposto del 12/06/1993 al Proc. Repubblica (§1);
2) - Racc. 23/07/1993 al P.M di. DE BARI ed Esposto alla D.D.A. e C.S.M. (§2);
3) - Istanza Opposizione al G.I.P. del 5/01/1994 con allegati esposti datati 30/l1 e14/12/1993 (§3 e 4);
4) - Raccomandata al P.M. dr. COLANGELO del 26/07/1994 (§ 6);
5) - Comunicazione a S.E il Prefetto del 13/O1/1995;
6) - Appello-Denuncia del 25/12/1995.
 
                                                                                                                  

  Allegato 1

 

Al Procuratore della Repubblica

c/o .. il Tribunale di..........  BARI

Il sottoscritto Mario BROCLIO MONTANI fu Pompeo e di Pasqualina GROSSO, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e domiciliato in Putignano al Viale della Repubblica n. 21, nella sua qualità di ex titolare della ditta STILE UFFICIO, azienda individuale originariamente sorta nel 1974 come Mario BROGLIO MONTANI - concessionaria Esclusivista Olivetti - con sede in Via Roma 9/a Putignano, e dal Novembre 1977, con la cessazione dei rapporti con la Ing. C. Olivetti & C., trasferita al Viale della Repubblica con la nuova denominazione di STILE UFFICIO di Mario Broglio Montani
PREMESSO
- che in data 25 Maggio 1992 ha presentato un Memoriale alla Cancelleria Fallimentare del Tribunale di Bari nel quale ha evidenziato fatti e circostanze di rilevanza penale subiti nel corso della trascorsa attività imprenditoriale;
- che copia del memoriale stesso è stato passato agli organi di Polizia Giudiziaria che hanno ritenuto di indagare solamente sui presunti illeciti commessi in Acquaviva delle Fonti e che riguardavano la USL BA/14;
- che, per i segnalati, presunti illeciti relativi ai finanziamenti del Piano Nazionale di Informatica, non allora indagati per asseriti "problemi giurisdizionali" il sottoscritto, in data 12 Novembre 1992, ha rimesso documentazione all'On. Ministro della P.I., copia della quale in data 4 Marzo 1993 è stata dal sottoscritto consegnata al Sostituto Procuratore della Repubblica di Bari dott. Gaetano De Bari;
- che, a tutt'oggi, non risulta invece si sia proceduto ad alcuna indagine su quanto esposto relativamente alla nascita della ditta STILE UFFICIO e delle difficoltà intervenute nei rapporti con Comuni, Ospedali e Istituzioni Varie allorquando, alla rinunciata attività quale Concessionario Esclusivista Olivetti per la zona di Putignano, subentrava il più "lungimirante" collega signor Vittorio SPEDICATI che, alla seria, corretta e trasparente politica commerciale nei confronti degli Enti Locali, riteneva di contrapporre una politica ben più generosa e aperta alle aspettative dei politici e amministratori locali, entrando così in quel sistema di complicità incrociate atte a favorire in modo illecito il rapido espandersi delle sue attività;
- che, parimenti, non si è indagato sull'attività e sui "comportamenti di tipo mafioso" del Consulente Commerciale Rag. Angelo BARONE di Castellana Grotte che, potendo vantare amicizie all'ufficio IVA ed alla Guardia di Finanza, ha esercitato ricatti sulla quasi totalità delle ditte dal Suo Studio assistite obbligandole, nella circostanza, ad acquistare prodotti per ufficio e/o registratori di cassa esclusivamente dalla ditta Vittorio SPEDICATI, Concessionaria Olivetti di Putignano;
- che, a tutt'oggi, dopo oltre tre anni dalla circostanziata denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Bari da tale Sig.Tommaso FRANCAVILLA, Consigliere Comunale di Castellana Grotte, denuncia che coinvolgeva l'Amministrazione Comunale e la ditta Vittorio SPEDICATI, nessuna indagine risulta "inspiegabilmente" essere stata esperita;
- che la connivente complicità di politici e amministratori da una parte, e il più "lungimirante" sopravvenuto mio concorrente dall'altra, legati insieme da una sorta di inumana vocazione alla frode e al lucro, ha fatto si che la mia azienda venisse sempre e comunque penalizzata, spesso con una solo apparente regolarità delle procedure di acquisto quando non addirittura impedita dal partecipare come verificatosi con le Amministrazioni Comunali di Castellana Grotte, Noicattaro, Rutigliano e Conversano;
- che l'attività connessa ai servizi di Manutenzione e Assistenza dei "parchi meccanografici" degli Enti Locali, dal sottoscritto impostata fin dal 1975 con trasparenti contratti "tutto incluso" o "assicurativi", sono stati in seguito aggiudicati alla concorrenza solo apparentemente a migliori condizioni perché, di fatto, la connivente complicità di funzionari, assessori o chi per essi, ha consentito all'aggiudicatario di trasgredire e violare impunemente molte clausole previste nei contratti stessi che, da trasparenti e a "costi predeterminati" per ogni esercizio finanziario, sono stati trasformati in incontrollabili strumenti di "business commerciale" a favore dei collusi e con grave danno, oltre che all'attività economica del sottoscritto, agli interessi della Pubblica Amministrazione;
- che, come certamente emerge dalla documentazione in possesso del Magistrato Dr. Colangelo relativamente alla USL BA/14 oggetto della sua indagine, nonché dalla documentazione che si allega alla presente denuncia nonché dalle indicazioni che il sottoscritto si premurerà di fornire al Magistrato, si evidenziano e potranno avere riscontro ipotesi di reato aggravato e continuato a carico di politici, amministratori e imprenditori, complici tutti di un Sistema corrotto dove ognuno ha potuto contare sulla protezione e solidarietà dell'altro per garantirsi ciascuno la propria impunità;
- che meccanismi perversi possono e sono stati in una circostanza attivati da parte di amministratori pubblici per arrivare comunque a tornaconti personali e ciò con conseguenze gravissime per l'attività futura del sottoscritto;
- che neanche l'intervenuto fallimento della mia azienda, obiettivo questo da sempre perseguito dal mio più "lungimirante" concorrente, ha messo fine alle azioni di distruzione della mia immagine come potrà risultare dall'acquisizione dei documenti di gara presso l'Istituto Tecnico Commerciale e all'ospedale De Bellis, entrambi di Castellana Grotte, dove il sottoscritto ha operato per conto della Soc. CENTRUFFICIO s.r.1. di Casamassima;
CONSIDERATO
- che l'attività commerciale del sottoscritta, iniziata nel 1974 dopo 14 armi di permanenza in aziende del gruppo Olivetti con la piena consapevolezza di aver maturato una sufficiente professionalità, è stata da subito e sempre improntata alla massima onestà, correttezza e trasparenza commerciale come potranno testimoniare i responsabili delle più importanti aziende industriali e commerciali della zona ed i funzionari non politici" delle Amministrazioni Comunali, ospedali, USL, Istituzioni Scolastiche ecc. ecc.;
- che, viceversa, nessuna delle garanzie previste dalla Costituzione della Repubblica Italiana a salvaguardia del libero esercizio delle Attività Autonome, si sono potute reclamare a causa del consolidarsi nella Pubblica Amministrazione di quel sistema clientelare-tangentizio le cui regole, pur se non scritte, sono state in questi ultimi decenni rigidamente applicate dalla classe politica e regolarmente recepite, con reciproca soddisfazione, da tanti imprenditori evidentemente diversi dal sottoscritto;
- che a seguito della intervenuta dichiarazione di fallimento il sottoscritto è stato radiato in data 3 Maggio 1993 anche dall'albo degli Agenti e Rappresentanti, e privato quindi dall'unica, onesta possibilità di lavoro per la sopravvivenza di se stesso e dall'anziana madre perlopiù colpita recentemente da ictus cerebrale;
- che, a seguito della situazione in essere nel settore delle Istituzioni Scolastiche oggetto peraltro della sopraccennata denuncia al Ministro della P.I., 10 mesi di collaborazione con la Società CENTRUFFICIO s.r.l. con sede presso ILBARICENTRO di Casamassima, sono stati spesi quasi esclusivamente per raccogliere notizie, informazioni e documentazione che lasciano intravedere una serie di illeciti molto vicini all'associazione a delinquere;
- che, a seguito dei deludenti risultati ottenuti, i rapporti con l'amico Michele LUCENTE amministratore della CENTRUFFICIO si sono deteriorati e, per questo, è stata eliminata la Divisione End-User della quale ne era stato il promotore, con la conseguente interruzione di ogni possibile fonte di guadagno;
- che, a seguito degli interrotti pagamenti dei canoni di affitto, è stato notificato al sottoscritto documento di sfratto e citazione per la convalida;
REPUTATO
- che, risolvere subito e bene, tutti i sopra lamentati problemi di carattere economico, aprendo una nuova fase di illeciti profitti che potrebbe chiamarsi RICATTOPOLI, e cosa contraria ai propri principi e alla propria coscienza;
- che riesce difficile capire come lo Stato possa preoccuparsi della sopravvivenza di persone che, macchiatesi di reati gravissimi decidono di pentirsi, mentre "dimentica" tutti coloro che non hanno nulla da farsi perdonare se non l'unica "colpa", come il sottoscritto, di essere onesto e per ciò di aver sempre rifiutato ogni intrallazzo con quella classe politica che, invitandolo a "non essere ingenuo", gli aveva offerto l'opportunità di arricchirsi e godere cosi di ogni privilegio e agiatezza;
- che, a seguito dei tanti soprusi e ingiustizie subite, il sottoscritto è afflitto da diversi mesi di ricorrenti dolori alla testa le cui cause, secondo quanto diagnosticato dal Neuro1ogo, sono da addebitare a sindrome depressiva e tali da impedire, al momento, una qualsiasi impegnativa attività lavorativa;
- che in nessun caso intende ricorrere, per la propria sopravvivenza, ad atti contrari ai Comandamenti né tantomeno, per dignità personale, all'attività di accattone preferendo a queste il ricorso al suicidio
CHIEDE
- che l'Autorità Giudiziaria, sulla base della documentazione allegata e delle indicazioni che verranno fornite, dia immediato avvio alle indagini per accertare e configurare i reati commessi dal Sig. Vittorio SPEDICATI in concorso con eventuali politici e amministratori;
- che il Tribunale, nelle more di un ricorso per risarcimento dei danni morali, economici, delle sofferenze fisiche e psichiche patite per "la sola colpa di essere onesto", provveda direttamente o attraverso il curatore fallimentare ai mezzi di sussistenza e di terapia medico-farmacologica che, pur prescritta da oltre un mese, non si è potuta a tutt'oggi iniziare;
Con riserva di costituirsi Parte Civile allega la sottospecificata documentazione restando a disposizione per ogni necessaria integrazione e opportuno chiarimento:

 

1> - interpellanza al Sindaco di Putignano e risposta del 8/4/1980;
2> - Documenti relativi alla Delibera 255 del 12/3/81;
3> - Copia richiesta Delibera 281 del 26/3/81;
4> - Copia Delibera 562 del 9/3/1982;
5> - Copia Delibera 350 del 21/5/1985;
6> - Delibera 1353 dell'11/11/85 <A.T.> e 253-7/3/86 acq.ET111
7> - Delibera USL BA/la n.424 del 18/4/86 acquisto ET111
8> - Richiesta riparazione Comune di Putignano dell'8/10/1987;
9> - Rapporto intervento 1299 USL BA/18 (contr. ass. con BDB);
10> - Delibere Ass.Tecnica USL BA/18 anni 1984-1985;
11> - Richiesta e offerta al Comune di Putignano del 18/01/91;
12> -Offerta Assistenza Tecnica della ditta SPEDICATI al Comune di Putignano per l'anno 1988, da confrontare con i canoni dalla stessa praticati a:
Amministrazioni Comunali di Castellana Grotte, Conversano, Noicattaro e Rutigliano – Istituto Tecnico Industriale di Castellana Grotte;
Putignano, 12 Giugno 1993
f.to Mario Broglio Montani

23 DICEMBRE 1996

IL SOTTOSCRITTO, PRESO ATTO CHE NULLA E' STATO POSTO IN ESSERE DALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA DI BARI (PROCURA DELLA REPUBBLICA E COMNADO DEL NUCLEO REGIONATE DI POLIZIA TRIBUTARIA) PER IMPEDIRE AL CONCESSIONARIO OLIVETTI DI PUTIGNANO DI PORRE IN ESSERE IL SUO INTENDIMENTO DI DISPERDERE FITTIZIAMENTI I SUOI BENI IMMOBILIARI, COME SEGNALATO NELLA MISSIVA DATATA 26 LUGLIO 1994, SI PORTA PRESSO IL COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA - VIALE XXI APRILE - ROMA PER FAR ACQUISIRE COPIA DELL'ESPOSTO DOSSIER "GIUSTIZIA IN PUGLIA" FORMULATO IN DATA 20 DICEMBRE 1996 E DIRETTO ALLE MASSIME ISTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. VERBALIZZANTI IL TEN. GIAMPIETRO ED I MARESCIALLI EACO E BIANCO.

     

On. OSCAR LUIGI SCALFARO
Presidente della Repubblica    
nella sua qualità di Presidente del C.S.M.
Palazzo dei Marescialli .................... ROMA


Alla PROCURA GENERALE presso la CORTE dei CONTI - ROMA
Al PROCURATORE GENERALE della REPUBBLICA di POTENZA         
consegna presso COMANDO STAZIONE CARABINIERI - PUTIGNANO
Al COMANDO GENERALE della GUARDIA DI FINANZA - ROMA



Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e domiciliato in PUTIGNANO presso la Casa di Riposo "Donna Giulia Romanazzi-Carducci" - Ctr. S. Pietro Piturno N.C. - stanco delle tante, troppe ingiustizie subite nel corso della sua trascorsa attività imprenditoriale e post imprenditoriale, dello strapotere dei magistrati baresi e potentini che insabbiano ogni inchiesta che vede coinvolti personaggi "intoccabili", si pone l’auspicio che quanto andrà ad esporre e documentare dopo una breve "introduzione", possa essere attentamente valutato per gli aspetti penalmente rilevanti, al fine di contribuire, nell’interesse dello stesso prestigio della Magistratura, alla messa sotto accusa di tutti quei magistrati infeudati in lobby politico-affaristiche che tutto hanno fatto, tranne il proprio dovere; se è vero, come è vero, che il sottoscritto, nell’analizzare quelle stesse carte oggetto delle loro inchieste (e, stando a quanto pubblicato sui quotidiani "Puglia" e "Gazzetta del Mezzogiorno" del 26 e 27 Ottobre 1993, malgrado "il notorio non buono stato di salute, dal punto di vista neurologico ...") è rimasto raccapricciato per l’estrema superficialità con le quali le indagini sono state dirette ed esperite, tanto da non far escludere che ufficiali di P.G., magistrati inquirenti ed alti magistrati della Corte di Appello di Bari che hanno trattato tali vicende, potessero essere stati colpiti da grave patologia agli organi visivi.


Introduzione


"Non mi sento un eroe ma solo un modestissimo essere venuto alla luce in un mondo che non è suo!". Questo si legge alla fine del Promemoria datato 25 Maggio 1992 <alleg. 1>.


Oggi, alla luce degli avvenimenti che si sono succeduti, alla constatazione che la voce degli onesti non viene ritenuta degna di attenzione soprattutto da chi, per compiti istituzionali, è chiamato a verificare ogni ipotesi di illiceità penalmente rilevante, è amara la sensazione di inutilità, di impotenza, contro lo stato di degrado morale dell’ordinamento giudiziario. Molti, troppi sono i giudici che hanno tradito e tradiscono ancora oggi, (a quasi cinque anni dall’inizio di Tangentopoli) la propria coscienza per clientelismo, per asservimento e condizionamento al passato strapotere politico ed economico.


Prima di completare questa breve introduzione, intendo tuttavia dare spiegazione del perché il sottoscritto, modestissimo cittadino della Repubblica Italiana, ha inteso affermare di "...essere venuto alla luce in un mondo che non è suo". La risposta deve necessariamente farsi risalire alle origini dello scrivente: nato nel 1937 da un padre classe 1872 (uno dei pochi sopravvissuti della colonna del Generale Oreste Baratieri nella battaglia di Adua del 1896) e da una madre molto più giovane ma anch’essa educata alla ingenua schiettezza del primo novecento, non poteva non avere inculcati, nelle mente e nell’animo, tutti quei sani principi di natura etica e morale, riassumibili in una educazione che non concepisce, ne giustifica, tradimenti della propria coscienza.


Ed è sotto gli occhi di tutti lo sfacelo in cui i troppi politici del malaffare hanno ridotto il nostro Paese. Un disfacimento peraltro da me previsto e rappresentato in una lettera dell’Aprile del’ 93 inviata alla On. Rosa RUSSO JERVOLINO (anche nella sua qualità di Presidente della D.C.) quando, compiaciuto dei primi successi di Tangentopoli e assai speranzoso dell’auspicato, cessato letargo della GIUSTIZIA, affermavo: ..."Ben poca cosa, comunque, rispetto allo spettacolo vergognoso e indegno che la nostra corrotta e depravata classe politica sta offrendo al mondo intero ed a quello, ben più grave e devastante che io prevedo per i prossimi mesi".
Oggi, dopo 31 anni ininterrotti di attività lavorativa (14 quale funzionario commerciale della Olivetti e ben 17 consumati nella travagliatissima attività imprenditoriale) sono giunto alla soglia dei 60 anni ed il consuntivo della mia vita non può non risultare drammatico: senza un lavoro fisso, radiato dall’Albo degli Agenti e Rappresentanti per non essere più in possesso dei necessari requisiti morali <fra l’altro ho perso anche il diritto di voto!>, senza pensione o indennità alcuna, impedito fin dall’Ottobre del 1992 a contribuire alle spese di mantenimento dell’unica mia figlia all’Università di Siena, sono rimasto, con la morte di mia madre avvenuta il 23 Luglio 1993, completamente solo (ho solo una mia sorellastra a Roma-Fiumicino che il prossimo 17 Gennaio compirà 95 anni).


Ed è dal 10 Gennaio del 1994, grazie all’interessamento dell’allora Prefetto di Bari dr. Corrado CATENACCI, che sono ospite della Casa di Riposo per Anziani "Donna Giulia Romanazzi-Carducci" di PUTIGNANO. Non nascondo che molto spesso, nella solitudine della mia stanza, pensando alle molte ingiustizie, alle inconcludenti mie battaglie moraliste, mi viene meno la determinazione e la forza per lottare!


Se ancora una volta, nonostante tutto, sono qui per battermi per un mondo migliore, ebbene ciò lo devo all’affetto dei tanti anziani ospiti della Casa di Riposo, all’Assistente Sociale, agli operatori tutti ed alla Direzione della struttura che, all’occorrenza, provvede all’acquisto dei farmaci antidepressivi e a quant’altro a me necessario che non rientri nei medicinali somministrabili dal Servizio Sanitario Nazionale.


PREMESSA


1.0 - A seguito di un "Promemoria" rimesso al Tribunale Fallimentare in data 25 Maggio 1992 e da questi trasmesso all’Ufficio del P.M., veniva aperto il Procedimento N. 2945/992/21 R.G. Bari. Il P.M. tuttavia, rilevato che a seguito delle indagini esperite dalla P.G. emergevano fatti ed episodi suscettibili di penale valutazione, ma non tutti connessi tra loro, ordinava lo stralcio e la separazione dell’indicato Procedimento iscrivendo a Mod. 21, quali autonomi procedimenti, ben 8 diverse inchieste. (Allegato N. 1)


1.1 - Preso atto, da parte dell’Ufficiale di P.G. Brig. Berardo TOSCANO che quanto esposto e documentato nel "Promemoria" del 25 Maggio 1992 (Pag. 9 - 3° Prg. - e allegati Fax a COMUFFICIO del 16.11, 20.11, 1.12 e 12.12.1991) relativamente al malcostume e corruzione nel mondo della scuola, non era di competenza della Procura di Bari, mi preoccupai di raccogliere ulteriori informazioni e documentazione che, con "Promemoria" datato 12 Novembre 1992, rimisi all’indirizzo privato dell’allora Ministro della P.I. On. Rosa RUSSO JERVOLINO. Tale mio esposto, come appreso successivamente, venne iscritto al Fascicolo N. 10004/92 Deleghe presso la Procura della Repubblica di Roma ed affidata al Sostituto Procuratore dr. DE CRESCENZO (Allegato N. 2)


1.2 - In data 4 Marzo 1993, avendo appreso dalla Gazzetta del Mezzogiorno che il P.M. barese dr. Gaetano DE BARI stava compiendo indagini nei confronti del Provveditore agli Studi di Bari dr. Giuseppe BRIENZA, mi recai nell’ufficio del citato P.M., il quale, preso visione del contenuto del Promemoria indirizzato alla On. JERVOLINO e delle preoccupazioni da me espresse circa un possibile "inquinamento delle prove" <avevo appreso, infatti, che il dr. BRIENZA stava contattando i Presidi degli istituti da me citati e quindi risultava chiaro che al medesimo fosse stato riportato, se non addirittura fotocopiato l’intero fascicolo> mi suggerì di consegnare a lui tutta la documentazione accompagnata da una comunicazione dal medesimo suggerita. Il giorno successivo 5 Marzo, così come consigliato, il fascicolo venne consegnato e acquisito dal citato P.M., con verbale redatto dall’Ispettore di P.G. sig. LUIU. (Allegato N. 2-a)


1.3 - Con raccomandata del 27 Aprile 1993 il sottoscritto rimetteva al Ministro della P.I. On. JERVOLINO, anche nella sua qualità di Presidente della democrazia Cristiana, una raccomandata dove rappresentava le difficoltà incontrate per avere notizie sull’evoluzione dell’esposto (soprattutto il rifiuto di qualsiasi colloquio da parte del suo capo di gabinetto dr. TRAINITO, geloso custode dell’esposto ma probabile informatore del Provveditore BRIENZA - <N.d.R. - entrambi componenti del Comitato per l’Automazione del Ministero P.I.>) e la doverosa informazione che copia integrale della documentazione a Lei rimessa il 12.11.’92, era stata da me affidata nelle mani del P.M. dr. gaetano DE BARRI, Sostituto Procuratore della Repubblica di Bari (Allegato N. 2-b);


1.4 - In data 26 Maggio 1993 il sottoscritto inviava una comunicazione al Presidente della COMUFFICIO (Associazione Nazionale degli operatori del settore) Rag. Enore DEOTTO, ex dirigente della Olivetti. In tale lettera, oltre che a lamentare lo scarso interesse dimostrato dall’associazione nell’affrontare gli scandalosi intrallazzi nel mondo della Scuola) (forse per tenere sotto silenzio l’altrettanta scandalosa convenzione tra il Ministero della P.I. e la FINSIEL <a partecipazione Olivetti>) chiedevo al Presidente dell’Associazione se non fosse giunto il momento che COMUFFICIO invitasse tutti gli associati, comunque coinvolti, a mettersi al più presto a disposizione dei giudici (Allegato N. 2-c);


1.5 - In data 12 Giugno 1993, dopo essere venuto a conoscenza di un esposto-denuncia presentato anni prima da due consiglieri comunali di Castellana Grotte (Bari) nei confronti dell’Amministrazione Comunale e della ditta Vittorio SPEDICATI (Concessionaria esclusivista Olivetti per la zona di PUTIGNANO) presentati un documentato Esposto al Procuratore della Repubblica. Questo fascicolo, affidato al P.M. dr. Gaetano DE BARI, venne iscritto al N. 8808/93/21 con delega alle indagini al Dr. DE PAOLA, responsabile dell’Ufficio di Polizia di Stato presso il Tribunale (Allegato N. 3);


1.6 - In data 23 Luglio 1993 (dopo aver avuto maggiori informazioni dal sig. Tommaso CIUFFETTI, co-firmatario della denuncia di cui al punto precedente) mi recavo presso gli uffici del Registro Generale della Procura della Repubblica di Bari dove apprendevo, non senza sdegno, che l’esposto datato 13 Febbraio 1989 erra stato iscritto al N. 1416/89 del R.G. e affidato al P.M. dr. Vincenzo Maria BISCEGLIA che successivamente ne richiese l’archiviazione. Dopo aver fatto immediata richiesta del D.A. mi recavo nell’ufficio del P.M. dr. DE BARI per segnalare questa notizia <N.d.R. - l’Ufficiale di P.G. Ispettore GALLUZZI, peraltro, mi aveva più volte richiesto notizie più precise sull’epoca della denuncia> ma fui dal medesimo malamente trattato. La sera stessa, pur con il dolore per la morte di mia madre, decisi di rappresentare al P.M. quanto appreso inviandogli, come dallo stesso richiesto, comunicazione a mezzo raccomandata postale. Con raccomandata datate 5 Agosto 1993, inoltre, esponevo alla Direzione Distrettuale Antimafia al C.S.M. i dubbi e le perplessità sui comportamenti e decisioni di alcuni magistrati della Procura di Bari. Il C.S.M., con nota del 12 Maggio 1994 (Prot. -P-94-08375) dava riscontro allo scrivente informandolo della deliberata archiviazione (Allegato N. 3-abc);


1.7 - In data 30 Novembre 1993, dopo aver letto le diffamatorie affermazioni del sindaco di Sammichele di Bari Geom. Nicola MADARO sui quotidiani "Puglia" del 26.10.993 e "Gazzetta del Mezzogiorno" del 27.10.93, inoltravo istanza al Giudice Delegato dr. NANNA al fine di ottenere l’autorizzazione a costituirmi parte civile. Il G.D., autorizzando il sottoscritto a costituirsi parte civile, disponeva la trasmissione degli atti all’Ufficio del P.M. (Allegato N. 4);


1.8 - Con istanza datata 14 Dicembre 1993 indirizzata al medesimo G.D. lo scrivente, nel rappresentare i rischi che gli inevitabili ritardi della Giustizia potevano comportare per gli interessi legittimi dei creditori e dello stesso sottoscritto, chiedeva di esaminare l’opportunità di autorizzare la proposizione di un Ricorso per il sequestro cautelativo dei beni di proprietà del concessionario Olivetti Vittorio SPEDICATI. Questa seconda istanza veniva trasmessa in originale all’Ufficio del P.M. in data 20.12.1993 (Allegato N. 4-a);


1.9 - In data 5 gennaio 1994, preso atto che le istanze di cui agli allegato <4> e <4-a> non risultavano ancora pervenuti al R.G. e che una richiesta di archiviazione del procedimento 8808/93/21 da parte del P.M. dr. DE BARI era stata inoltrata al G.I.P. in data 4 Dicembre 1993, inoltravo formale opposizione allegando copie delle sopra citate istanze, debitamente vistate dal responsabile della Cancelleria dr. FLORIDIA.
Copia del Fascicolo al G.I.P., unitamente a copia di una comunicazione Fax rimessa nella nottata al sig. Prefetto di Bari, veniva da me spedita, in data 10 gennaio 1994, al curatore fallimentare avv. CONSOLE che, a sua volta, la depositava presso la Sezione Fallimentare del Tribunale di Bari in data 14 Gennaio 1994. A seguito della trasmissione di questo Fascicolo alla Procura della Repubblica (27 gennaio 1994) veniva aperto il Procedimento 427/94/21 affidato al P.M. dr. Giovanni COLANGELO che, in data 21/04/1994, ne disponeva la riunificazione al fascicolo N. 2945/92/21 <alleg.1> (Allegato N. 4-d);


1.10 - Che è in atti missiva del Prefetto datata 19 Gennaio 1994 indirizzata al Procuratore Capo della Repubblica e relativa risposta dalla quale si evince che il procedimento 88088/93/21 contro SPEDICATI Vittorio era stato inviato al G.I.P. con richiesta di archiviazione <solo a seguito di questo interessamento il procedimento sarebbe stato trasmesso, per competenza, alla procura di Potenza> (Allegato N. 4-e);


ATTESO


2.0 - che anche il più' modesto inquirente, oltre alla dirittura morale, onestà ed imparzialità, debba risultare dotato non solo di discernimento ma anche di un minimo di perspicacia, è mia ferma convinzione (per quanto andrò ad esporre e documentare in prosieguo) che già nel procedimento nato dall'esposto dei due consiglieri comunali vi fossero elementi di grave rilevanza penale nei confronti degli amministratori comunali di Castellana Grotte e del "Concessionario Esclusivista Olivetti" per la zona di PUTIGNANO sig. Vittorio SPEDICATI.


A maggior ragione, le indagini esperite a seguito dell'apertura del Fascicolo 8808/93/21 R.G. Bari, nato dal mio esposto del 12.06.1993, non potevano non ravvisare i reati di abuso di atti di ufficio, turbative d'asta e corruzione se non addirittura associazione a delinquere.


Non è fantasia ipotizzare che, se al posto del P.M. dr. DE BARI ed ancora prima del Dr. BISCEGLIA, ci fosse stato un P.M. comparabile, per acume e intuizione, al dr. DI PIETRO, noi avremmo avuto la nascita di Tangentopoli già nel 1989, con l'estensione delle indagini a tutte le Procure d'Italia, posto che sarebbe risultato subito oltremodo palese e facilmente riscontrabile in decine di migliaia di Delibere (Giunte Comunali, Provinciali, Regionali, Comitati di Gestione USL ecc. ecc.) che i "Concessionari Esclusivisti Olivetti" <autorizzati quindi per contratto ad operare limitatamente ed esclusivamente nel proprio territorio> non potevano, se non in virtù di poco leciti, reciproci accordi di convenienza, presentare preventivi ad Enti (Ospedali, Comuni, USL, Scuole ed altre Istituzioni locali) aventi sede in zone non di propria competenza!


Si rafforza quindi il convincimento che la richiesta di archiviazione del sopra citato procedimento da parte del P.M. barese dr. DE BARI è la risultante di quel perverso, condizionante intreccio politico-economico-giudiziario, che ha portato troppo spesso (e, purtroppo per gli onesti, porta ancora) magistrati inquirenti e giudicanti ed anche ufficiali di P.G., a compiere atti contrari ai propri doveri d'ufficio.


Nel caso del suddetto P.M. inoltre, va aggiunta la conduzione delle indagini relative alla fornitura di Computer alle Scuole Statale in funzione dei finanziamenti afferenti al Piano Nazionale per l'Informatica, scandalo che vedeva coinvolto il Provveditore agli Studi di Bari dr. Giuseppe BRIENZA che, proprio alla benevolenza riservatagli dal P.M. dr. DE BARI a Bari e dal P.M. dr. DE CRESCENZO a Roma, ha potuto candidarsi ed essere eletto al Senato della Repubblica (Nei confronti dei due P.M. ho presentato formali esposti-denunce in data 15 Marzo 1996.


Per quanto attiene il P.M. della Procura di Bari dr. Gaetano DE BARI l'esposto, iscritto al N. 656/96/45 R.G. di Bari, risulta trasmesso per competenza a codesta Procura di Potenza in data 12.04.1996). A proposito del Procedimento aperto a Bari dal P.M. dr. DE BARI, reputo opportuno segnalare le seguenti circostanze:


a) - Il responsabile dell’Ufficio di P.G. dr. DE PAOLA (Polizia di Stato) nel corso dell’unico interrogatorio cui sono stato sottoposto, pretese con protervia ch’io rendessi note le generalità delle persone che mi avevano fornito informazioni e documentazione. Alle mie rimostranze il predetto dr. DE PAOLA si alterò chiarendomi che, se ero in cerca di giustizia, avrei dovuto fare i nomi di queste persone. Inutile aggiungere che, nei giorni successivi, fui costretto a subire le rimostranze delle persone da me coinvolte e prendere atto della rottura di disinteressati e consolidati rapporti di amicizia;


b) - Al termine dell’interrogatorio, alla domanda se avevo qualcos’altro da riferire, risposi che proprio il giorno prima avevo appreso, "casualmente", una notizia che riguardava i rapporti del Procuratore Capo della Repubblica con il Provveditore agli Studi dr. BRIENZA. Precisai subito che potevo riferire tale circostanza ma non la fonte perché a me sconosciuta. Su domanda specifica del dr. DE PAOLA chiarii che si trattava di voci riguardanti le coperture che il Provveditore agli studi aveva all’interno del Tribunale.
Si vociferava, infatti, che la figlia del Procuratore Capo della Repubblica fosse stata favorita per una assunzione proprio per l’interessamento del Provveditore BRIENZA. Pur avendo premesso che di tale notizia non ero in grado di fornire la fonte ma che, a mio avviso, la circostanza andava comunque verificata, la reazione del dr. DE PAOLA fu dura, tanto che alzatosi in piedi, ordinò all’ispettore verbalizzante di non chiudere il verbale, ed a me di attendere, in quanto avrebbe chiamato il Procuratore Capo (N.d.R. - dr. DE MARINIS) per verbalizzare tali nuove circostanze. Ritornato da solo nel proprio ufficio essendo il Procuratore già andato via, il dr. DE PAOLA mi avvertì che molto probabilmente sarei stato riconvocato l’indomani per un prosieguo di interrogatorio alla luce dell’ultima circostanza riferita.


Di fatto (e molto stranamente) io non fui più convocato e fu mia premura, dopo una ventina di giorni, recarmi dal magistrato dr. DE BARI per lamentare il coinvolgimento e gli interrogatori (abbastanza intimidatori) cui miei amici erano stati sottoposti. Chiesi se avesse saputo del mio contendere nel corso del mio interrogatorio e mi rispose che era al corrente delle molte resistenze da me opposte prima di svelare i nomi di tali persone.


Alla domanda se fosse stato informato dal DE PAOLA sulla circostanza riguardante il Procuratore Capo della Repubblica, il P.M. DE BARI rispose negativamente, per cui ritenni opportuno parlargliene. Ricordo bene il suo interesse a conoscere se avevo specificato il nome del dr. DE MARINIS ed io precisai che le "voci" facevano riferimento alla benevola copertura del Provveditore BRIENZA da parte <come figura> del Procuratore Capo della Repubblica.
Segnalo, per quanto attiene il comportamento del predetto dr. DE PAOLA e del P.M. dr. DE BARI, quanto riportato nell’istanza datata 30 Novembre 1992 (allegato N. 4 <pag.2 - 2° paragr.) perché molto significativo di quanto successivo avvenuto;
2.1 - Che il Procedimento N. 8808/93/21 R.G. Bari, archiviato su richiesta del P.M. dr. DE BARI venne trasmesso, per competenza, alla Procura della Repubblica di Potenza in data 02.03.1994. Iscritto al N. 438/94/21 di quella Procura - P.M. dr. RINALDI - venni successivamente convocato per ben due volte presso gli Uffici di P.G. - Carabinieri - dove, al funzionario di P.G. M.llo GENOVESE, confermai fatti e circostanze riportati nei vari esposti.


In tali occasioni, inoltre, ricordo bene di aver parlato anche del Fascicolo N. 208/A/86 R.G. di Bari e del magistrato dr. Crescenzo AMBROSIO, giudice relatore ed estensore della Sentenza dal Corte di Appello di Bari che, in riforma di una anche troppo benevola sentenza istruttoria di condanna del 18.05.1990, ritenne (con gli altri componenti il collegio giudicante) di assolvere con formula piena, appena quattro mesi dopo (a dimostrazione che la Giustizia è lenta solo per i più' deboli!) il Geom. Nicola MADARO che intanto, per un episodio ci concussione a mio danno, risultava rinviato a giudizio con decreto emesso dal G.I.P. in data 21.02.1994. (Questo processo, svoltosi presso la Terza Sezione del Tribunale di Bari nelle udienze del 27.10 e 21.12.1994, si è concluso, pur in assenza di costituzione di parte civile <per mancanza di avvocato> con il riconoscimento delle responsabilità e la condanna degli imputati). (Allegato N. 6);


2.2 - Che il procedimento N. 438/94/21 affidato al P.M. di codesta Procura dr. RINALDI, anziché evidenziare lacune, abusi, omissioni di atti e doveri d'ufficio ed altri ipotizzabili colpevoli responsabilità nell'espletamento delle indagini di cui al Fascicolo 8808/93/21, ha anche temerariamente ignorato, con il Decreto di Archiviazione del 26.09.1994 firmato dal G.I.P. d.ssa Anna Maria LOPRETE:
a) - I rischi che una eventuale successiva condanna del MADARO e del suo sodale Saverio VAVALLE nell'udienza del 27.10.1994 potesse consentire al difensore dell'imputato Prof. Gaetano CONTENTO di "concertare", come in passato, l'assoluzione del suo assistito grazie all'ottima introduzione nell'ambiente dei magistrati corrotti e/o corruttibili, come poi puntualmente e vergognosamente verificatosi con la Sentenza N. 972/95 R.G. Bari emessa in data 20.11.1995 e depositata in Cancelleria appena quattro giorni dopo (Allegato N. 7);
b) - L'approfondimento delle responsabilità del Sostituto Procuratore dr. Gaetano DE BARI e del funzionario di P.G. dr. DE PAOLA, nelle "coperture" concesse al potente Provveditore agli Studi di Bari dr. Giuseppe BRIENZA e all'intoccabile, "lungimirante" ex collega Concessionario Olivetti di PUTIGNANO sig. Vittorio SPEDICATI.


2.3 - Che il procedimento N. 427/94/21 di cui al precedente punto 1.9, con la riunificazione disposta dal P.M. al Fascicolo 2945/92/21, risulta chiuso con la Sentenza di Assoluzione della Corte di Appello del 20.11.1994 <dichiarata irrevocabile in data 04.01.1996>. Ciò, a mio avviso, risulta estremamente grave perché nessun atto istruttorio di indagine risulta essere stato esperito relativamente agli assunti ed alla documentazione allegata. Risulta inoltre perlomeno strano che il Sostituto Procuratore dr. Giovanni COLANGELO, che al sottoscritto non ha mai consentito di accomodarsi perché "sempre molto occupato", al compiacimento da me espresso per la riunificazione del Fascicolo abbia risposto che ciò comportava notevoli difficoltà e quindi risultava difficilmente attuabile.
Poiché il medesimo ebbe a precisarmi che "..al R.G. annotano ma poi è l’Ufficio che deve decidere" mi è arduo intendere (soprattutto dopo aver letto gli Atti del Fascicolo dal quale si evince che è stato lo stesso P.M. dr. COLANGELO a disporne la riunificazione) come tale procedimento possa considerarsi archiviato pur non essendo mai stato oggetto di esame dibattimentale da parte del Tribunale di Bari.


2.4 - Che la raccomandata datata 26 Luglio 1994 indirizzata al Sostituto Procuratore della Repubblica dr. COLANGELO con riferimento al Fascicolo N. 427/94/21 (in essa veniva rappresentato quanto appreso da una indagine conoscitiva da me esperita presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Bari) trovasi nel Fascicolo N. 2945/92/21 con l’annotazione "Udienza dibatt. 21/12/94 c/ Madaro+1" ma senza che risulti effettuata indagine alcuna. Desta meraviglia, inoltre, che missive indirizzate ai Sostituti Proc. dr. COLANGELO e d.ssa TOSTO, relativamente al Procedimento N. 2945/92/21 non siano state prese in alcuna considerazione malgrado i firmatari avessero rappresentato di poter fornire utili informazioni sulla pericolosità sociale degli imputati (Allegato N. 5);


2.5 - Che al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. (aperto a seguito dell’invio di sopra detta copia al Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari) risultano acquisiti con verbale datato 20 Gennaio 1995 redatto dal Cap. Giovanni Falcone e Br. Carlo Benvenuti, i documenti di cui agli allegati <1> <3> e <\4-a//b/c> oltre a una missiva datata 23 Dicembre 1994 indirizzata al Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno con allegato datato 19.12.1994 indirizzato al S.P.R. dr. DE CRESCENZO ed al Procuratore della Repubblica di Roma (Allegato N. 8);


2.6 - Che a seguito di una mia lettera inviata al direttore di MERIDIANO SUD, pubblicata nell’edizione del 15 Febbraio 1995, venivo contattato telefonicamente dall’ex Senatore Tommaso MITROTTI che, da me documentato, si premurava attraverso la senatrice MOLTISANTI di rivolgere una interrogazione parlamentare al Ministri della P.I., di Grazia e Giustizia e della Funzione Pubblica per conoscere gli sviluppi giudiziari ed i provvedimenti amministrativi assunti a seguito degli esposti presentati (Allegato N. 9);


PRESO ATTO


3.0 - Che il Procedimento di cui all'allegato N. 8 si è chiuso, in assenza di testimonianze a conforto (solo un ingenuo come me poteva illudersi che in un mondo pieno d'ipocrisia potesse trionfare la verità e la giustizia!) con la richiesta di archiviazione del 29 Maggio 1995, inoltrata dal P.M. dr. COLANGELO al G.I.P. dr. RUBINO (richiamo qui la lettera del 27 Aprile 1993 indirizzata alla On. JERVOLINO <alleg.2-b * 4° paragr. pag.1, I° e 2° Paragr. pag.2*> e quella al Prefetto di Bari del 13 Gennaio 1995 <nel Fasc.6968/94 allegato sotto il N.8 > perché i riferimenti sono a quanto successivamente esposto). Come potrà rilevarsi dalla documentazione allegata, emerge:


a) - La richiesta di archiviazione tratta solo ed unicamente dei segnalati illeciti commessi da ufficiali ed agenti della Guardia di Finanza;


b) - La documentazione acquisita con il verbale datato 20 Gennaio 1995 <punto 2.5>, stando alla relazione del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria (N. 37200/I/2/33718 di Sched. del 1.02.1995) risultava <tuttora all'esame>;


c) - con la richiesta di archiviazione il P.M. dr. COLANGELO ha disposto, come consuetudine, la restituzione degli atti al proprio ufficio ma nessun documento facente parte della "copiosa ed ulteriore documentazione - tuttora all'esame" <Pag. 1 - Par.2 della citata relazione> trovasi negli atti del Fascicolo;


d) - Tutte le dichiarazioni rese nel verbale del 20 Gennaio al Cap. FALCONE relativamente a quanto paventato nella lettera del 26 Luglio 1994 e specificatamente:
- "la villa acquistata dallo SPEDICATI nel Novembre 1993 all'asta giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un compromesso a favore di tale Sig. Valenza n.m.i.";
- "a conferma di quanto già detto nella nota allegata all'esposto del 26.07.1994 aggiungo che la MOBILMET spa di PUTIGNANO verserebbe in condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune fideiussioni prestate dallo stesso SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di Credito"; omissis
Nessun indagine e/o provvedimento risulta essere stato adottato in relazione a quanto riportato al punto <d>. Allo SPEDICATI, infatti, si è consentito di raggiungere il suo obiettivo: disfarsi della villa e perfezionare (fittiziamente) le cessione della MOBILMET spa, proprio quello che io avevo temuto, rappresentato e messo a verbale nel Luglio del 1994 allorquando fui convocato presso gli Uffici di P.G. - CC. della Procura di Potenza e confermato con la citata comunicazione del 26 Luglio 1994 al P.M. dr. COLANGELO.
E' verosimile, inoltre, che altre proprietà comunque riconducibili al suddetto SPEDICATI, siano state nel frattempo cedute più' o meno in maniera fittizia e ciò al fine di attuare il segnalato, temuto intendimento dello SPEDICATI di disperdere il patrimonio e nascondere l'illecito arricchimento.


3.1 - Che le richieste inoltrate al R.G. della Procura della Repubblica di Potenza, rispettivamente il 18.10.96, 20.10.96 e 5.11.1996 (Allegato N. 10) tutte finalizzate ad ottenere l'autorizzazione alla visione e copiatura del citato procedimento, a nulla sono servite: infatti solo in data 27 Novembre, a distanza di oltre un mese dalla prima richiesta e dopo numerose sollecitazioni telefoniche, ho appreso che il G.I.P. d.ssa Anna Maria LOPRETE ha negato l'autorizzazione, "per troppa genericità" delle richieste consentendo, a norma dell'art. 116 c.p.p. (che demanda la competenza proprio al giudice che ha emesso il provvedimento definitivo!) il rilascio della sola copia del Decreto di Archiviazione.
Rimandando quindi ad altra epoca ogni valutazione inerente gli atti istruttori compiuti, l'archiviazione e la legittimità o meno della decisione del suddetto G.I.P., sono costretto a limitare la mia analisi ad alcuni documenti facenti parte del Fascicolo N. 1469/89 R.G. Bari (denuncia dei sigg. FRANCAVILLA e CIUFFETTI alla Procura di Bari del 13.02.1989 archiviata su richiesta del P.M. dr. BISCEGLIA, riesumata a seguito del mio esposto del 12.06.1993 e nuovamente archiviata su richiesta del P.M. dr. Gaetano DE BARI, trasmessa per competenza alla Procura della Repubblica di Potenza e qui vituperalmente, in ossequio ai POTENTI, nuovamente archiviata);


OSSERVO


4.0 - In premessa - paragrafo 1.6 - relativamente al Procedimento 1469/89-569/90/21, (Esposto dei sigg. FRANCAVILLA e CIUFFETTI alla Procura di Bari del 13.02.1989) evidenzio quanto emerge da una mia superficiale lettura degli atti in fascicolo (Allegato N. 11);


a) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni del Consiglio Comunale del 5 Giugno 1986 - (Prot. 10022) oggetto: "manutenzione parco macchine da scrivere ecc." Approvazione Elenco Ditte - omissis - VISTO l'elenco dei fornitori, dal quale risultano iscritte le seguenti ditte:
SYSTEM s.r.l. - Via Crisanzio 73 - Bari;
SPEDICATI VITTORIO - Via Roma - PUTIGNANO;
SUD UFFICIO spa - c.p. N. 96 - Bitonto;
OLIVETTI di Pastore Cosimo - Via G. Fanelli, 18 - Martina Franca;
Orbene, le ditte SPEDICATI VITTORIO e OLIVETTI di Pastore Cosimo (N.d.R. Pastore & Fasano) risultano essere, rispettivamente, "Concessionarie Esclusiviste Olivetti" per le zone di rispettiva competenza. Le società SUD UFFICIO spa e SYSTEM s.r.l. sono entrambi riconducibili al sig. Vittorio SPEDICATI;


b) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni del Consiglio Comunale del 4 Agosto 1986 - (Prot. 13452) oggetto: ratifica deliberazione "Manutenzione parco macchine da scrivere ecc. ecc." omissis, "il consigliere Gianni Campanella chiede se alla gara sia stato invitato anche il fornitore dell'Ospedale" (N.d.R. - Il fornitore dell'Ospedale era il sottoscritto e nessuno, sembra, ha mai comparato i costi dei prodotti Olivetti e dei Servizi <Assistenza Tecnica> sostenuti dall'Ospedale di Castellana G. con quelli dell'Amministrazione dello stesso Comune) omissis "Il consigliere Cesidio PINTO invita la giunta ad esaminare le offerte che pervengono, perché trattasi di offerte scritte sempre dalla stessa persona. Sarebbe ora che ciò finisse. omissis - Il Consiglio Comunale omissis - Delibera ecc. ecc.


c) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni della G.M. N. 578 (Prot. 12949 del 28 Luglio 1986 - OGGETTO: Manutenzione parco macchine da scrivere, da calcolo, ecc. - Aggiudicazione alla ditta SPEDICATI Vittorio a seguito di gara ufficiosa - omissis - LA GIUNTA MUNICIPALE omissis - VISTA la deliberazione - omissis - Vista la richiesta preventivo offerta, inviata con Prot. n. 11446 del 2.07.1986 - omissis - alle seguenti ditte:
Ditta SYSTEM s.r.l. - Via Crisanzio, Bari;
Ditta SPEDICATI Vittorio- Via Roma, PUTIGNANO;
Ditta SUD UFFICIO spa - C.P. 95 - Modugno (anziché Bitonto);
Ditta Olivetti di Pastore Cosimo - Via G. Fanelli - Martina Franca.
omissis - VISTE le offerte pervenute dalle ditte che offrono la manutenzione ed i pezzi di ricambio come segue: Ditta SPEDICATI VITTORIO - Offre: Ricambi: di tutte le macchine originali Olivetti sconto 15% su listino; PARCO MACCHINE:
Calcolatrici manuali L. 65.000 cad.
Calcolatrici elettriche L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere manuali L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere elettriche L. 98.500 cad.
Duplicatori L. 120.000 cad.
Fotocopiatrici Olivetti L. 850.000 cad.
Ciclostile L. 120.000 cad.
Macchina a scrittura elettronica L. 1.200.000 cad.
prezzi sono escluso IVA;
eventuali indicazioni: le prestazioni sono:
- Tutti gli interventi a domicilio per l'eliminazione di inconvenienti;
- Visite di manutenzione e controllo che prevediamo in numero di una all'anno;
- Tutte le manutenzioni extra sono comprese;
- Per le macchine ritirate in officina Vi saranno addebitati solo il costo dei ricambi;

Ditta Olivetti di Pastore & C. di Martina Franca: offre:
RICAMBI: di tutte le marche Olivetti nessuno sconto; omissis
DELIBERA 1) - di aggiudicare la manutenzione e la sostituzione dei pezzi di ricambio per il periodo dall’ 1.8.1986 al 31.7.1987 salvo eventuale proroga nel caso non ci siano aumenti, salvo disdetta da ambo le parti per 3 mesi prima ed i prezzi non subiranno aumenti a norma delle Legge 41/1986; DI LIQUIDARE e contestualmente pagare alla ditta SPEDICATI omissis
d) - Estratto dal Registro delle Deliberazioni della G. M. (Prot. N. 19262 del 9.11.1987) - Aggiudicazione alla Ditta SPEDICATI Vittorio a seguito di gara ufficiosa - omissis - La Giunta Municipale - omissis - VISTA la deliberazione di G.M. n. 444 del 5.06.1986, approvata dalla S.P.C. - omissis - VISTA la deliberazione di G.M. n. 578 del 25.07.1986, approvata dalla S.P.C. nella seduta del 1.8.86, al n. 41064 per "presa atto", avente per oggetto: "Manutenzione parco macchine omissis - Aggiudicazione alla Ditta SPEDICATI a seguito di gara ufficiosa; - omissis - CHE nelle more dell'esperimento della gara, questa Amministrazione ha autorizzato il prosieguo della manutenzione e riparazione delle macchine per i mesi di Agosto e Settembre 1987 alla ditta SPEDICATI Vittorio alle stesse condizioni e agli stessi prezzi di cui alla precedente manutenzione; omissis - CHE in data 2.10.1987 con Prot. 16963 sono state invitate le seguenti ditte, ad inviare preventivo entro il 13.10.1987, per manutenzione parco macchine dall’ 1.10.1987 al 31.12.1988:
SPEDICATI VITTORIO .- Via Roma - PUTIGNANO;
OLIVETTI di Fasano Ottavio - Via Fanelli - Martina Franca;
SUD UFFICIO spa - C.P. n. 95 - Modugno;
SYSTEM s.r.l. - Via Crisanzio - Bari;
(N.d.R. - nella circostanza la Olivetti di Martina F. viene variata in "Olivetti di Fasano Ottavio" e non più in "Olivetti di Pastore Cosimo"
CHE in data 9.10.1987 con Prot.. n. 17487 ha inviato preventivo la ditta SPEDICATI offrendo:
RICAMBI - omissis - sconto 15% - PARCO MACCHINE
Calcolatrici manuali L. 90.000 cad. anziché L. 65.000 cad.
Calcolatrici elettriche L. 103.000 cad. " L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere manuali L. 103.000 cad. " L. 78.000 cad.
Macchine da scrivere elettriche L. 120.000 cad. " L. 98.500 cad.
Duplicatori L. 145.000 cad. anziché L. 120.000 cad.
Fotocopiatrici Olivetti L. 950.000 cad. " L. 850.000 cad.
Ciclostile L. 145.000 cad. " L. 120.000 cad.
Macchina a scrittura elettronica L. 1.350.000 cad. " L. 1.200.000 cad.


Mi astengo da ogni rilievo e considerazione sulle differenze costi di queste ultime Delibere contando sulla intelligenza di chi legge! Non posso esimermi, tuttavia, dal gridare tutto il mio sdegno per la temerarietà degli amministratori comunali, del mio concorrente, ma anche e soprattutto per l'indegnità di coloro (magistratura inquirente e giudicante, Organi di P.G. ecc.) che, proprio con le loro vergognose "sviste", hanno consentito il proliferare della corruzione, garantendo a corrotti e corruttori impunità che gridano vendetta!

E non può essere diversamente se, per valutare la congruità dei prezzi e condizioni praticati dal "fornitore di fiducia" rispolvero un mio contratto stipulato con un Ente (USL BA/14) nell'anno 1983, sempre rinnovato alle stesse condizioni (fatta salva la differenza per incremento del parco) fino al 1990 (Allegato N. 12);


Tipologia Macchina canoni Stile Ufficio canoni SPEDICATI
- Calcolatrici elettriche:                                   50.000 - 103.000
- Macchine per scrivere manuali:                 60.000 - 103.000
- Macchine per scrivere elettriche:            120.000 - 120.000
- Scrittura Elettronica Olivetti TES 401:    650.000 1.350.000


Si noti la enorme differenza dei canoni unitari e si consideri che al pur ragguardevole valore di tale differenza si vanno ad aggiungere indeterminati, incontrollabili addebiti per fittizie riparazioni lasciate al completo arbitrio del fornitore..


Tuttavia, per meglio favorire la comprensione del perverso sistema di ruberia attuato dall’azienda SPEDICATI, in combutta con le amministrazioni locali, riporto quanto premesso a pag. 2 - Paragrafi 2° e 3° - del mio esposto del 12 Giugno 1993 (N.d.R. - oggetto dell’archiviazione a Bari e a Potenza):


" - che la connivente complicità di politici e amministratori da una parte, e il più "lungimirante" sopravvenuto mio concorrente dall'altra, legati insieme da una sorta di inumana vocazione alla frode e al lucro, ha fatto si che la mia azienda venisse sempre e comunque penalizzata, spesso con una solo apparente regolarità delle procedure di acquisto quando non addirittura impedita dal partecipare come verificatosi con le Amministrazioni Comunali di Castellana Grotte, Noicattaro, Rutigliano e Conversano;


- che l'attività connessa ai servizi di Manutenzione e Assistenza Tecnica dei "parchi meccanografici " degli Enti Locali, dal sottoscritto impostata fin dal 1975 con trasparenti contratti "tutto incluso", sono stati in seguito aggiudicati alla concorrenza solo apparentemente a migliori condizioni perché, di fatto, la connivente complicità di funzionari, assessori o chi per essi, ha consentito all'aggiudicatario di trasgredire e violare molte clausole previste nei contratti stessi che, da trasparenti e a "costi determinati" per ogni esercizio finanziario (N.d.R. - n° macchine X canoni anno = costo totale <da 1 a 4 soli documenti emessi a secondo che la fatturazione sia prevista in via annuale, semestrale, quadrimestrale o trimestrale>) sono stati trasformati in incontrollabili strumenti di "business commerciale" a favore dei collusi e con grave danno, oltre che all'attività economica del sottoscritto, agli interessi della Pubblica Amministrazione;


e) - Verbale di Deliberazione della Giunta Municip. (Prot. 19177 dell’ 11 Dicembre 1989) -
Impegno di spesa per acquisto attrezzature - omissis - La Giunta Municipale - omissis - PREMESSO: omissis - RITENUTO di dover richiedere preventivo-offerta da sottoporre, successivamente, ad esame comparativo, delle attrezzature di che trattasi alle seguenti ditte specializzate del settore:


- Ditta SPEDICATI Vittorio, Via Roma - Putignano;
- Ditta Ricalcont s.r.l., P.zza V. Emanuele, n. 16 - Massafra;
- Ditta Spongano Gaetano, Viale Mancini, 8 - Manduria;
- Olivetti di Fasano Ottavio, via G. Fanelli, 18 - Martina Franca;


La modificazione intervenuta all'elenco delle ditte partecipanti è l'effetto delle lamentele e interpellanze al Consiglio Comunale e dell'Esposto-Denuncia da parte dei consiglieri comunali FRANCAVILLA e CIUFFETTI: sono state infatti eliminate, perché documentalmente compromettenti, le società SUD UFFICIO spa e SYSTEM srl, e sostituite dalle ditte amiche RICALCONT s.r.l. - P.zza V. Emanuele, 16 - Massafra e SPONGANO Gaetano, stretto amico e concittadino dello SPEDICATI, titolare anch'esso della "Concessionaria Esclusivista Olivetti" per la zona di Manduria. Tutto ciò a dimostrare che la garanzia dell'impunità, minacciata anche da alcune notizie pubblicate dalla Gazzetta del Mezzogiorno nelle edizioni del 13 Febbraio, 4 Maggio e 29 Settembre 1989 (unite all'allegato n. 15) non aveva minimamente intaccato la temerarietà del Sindaco Giangrazio Proietto. Sulla Gazzetta del 29 Settembre 1989 si legge:


"Il Consiglio comunale si è occupato di mozioni e interpellanze, tutte liberali. In risposta ad una di queste, il sindaco Proietto ha informato il Consiglio di essere inquisito per una vicenda di appalti di cui la "Gazzetta" a suo tempo informò i lettori, per la quale risponderà domani 30 Settembre al magistrato" -
Questa affermazione del Sindaco Proietto non trova riscontro in atti. Nel Fascicolo infatti non ho trovato convocazioni e/o avvisi di garanzia, ne tantomeno richieste di rinvio a giudizio nei confronti del sindaco Proietto da parte del P.M. dr. BISCEGLIA.

f) - Verbale di Deliberazione della G.M. (Prot. 11427 del 30 Giugno 1987) - Manutenzione parco macchine da scrivere, da calcolo ecc. Impegno di spesa per l'anno 1987 La Giunta Municipale - omissis -DELIBERA - omissis - Verbale di Deliberazione della G.M. (Prot. 11427 del 30 Giugno 1987) - Manutenzione parco macchine da scrivere, da calcolo ecc. Impegno di spesa per l'anno 1987 La Giunta Municipale - omissis -DELIBERA - omissis -


g) - Verbale di Deliberazione della G.M. (Prot. N. 19314 del 19 Dicembre 1988) - Liquidazione Fatture per manutenzione parco macchine - omissis - DELIBERA - omissis -L'esame delle sopra citate Delibere non può non confermare l'assunto dei firmatari della denuncia allorquando sostengono che "il confronto tra le offerte lascia chiaramente presagire una concertazione preventiva tra gli offerenti" e "da tale gara ufficiosa comunque si individuano soltanto i prezzi unitari delle singole forniture o prestazioni e non l'incredibile ammontare di tali forniture e prestazioni, che conferiscono all'Amministrazione Comunale di Castellana Grotte uno schiacciante primato in materia di deteriorabilità delle sue macchine da scrivere o da calcolo rispetto anche ad Amministrazioni di ben più consistente importanza!"


4.1 - Cercherò di spiegare, per quanto mi risulterà possibile, quali meccanismi siano alla base dell'attribuzione, all'Amministrazione di Castellana G., dello schiacciante primato in materia di deteriorabilità del proprio parco meccanografico.
Con la Delibera della G.M. del 28 Luglio 1986 (Prot. N. 12947) l'Amministrazione Comunale di Castellana ha lasciato al libero arbitrio della "Concessionaria Olivetti" ditta Vittorio SPEDICATI, il costo di gestione del proprio parco meccanografico.
Si riconosce infatti allo SPEDICATI, per le macchine ritirate in officina, il diritto di addebitare il solo costo dei ricambi. Ebbene, esiste nell'organico del Comune una figura professionale che può valutare e contestare l'eventuale pretesa del fornitore di ritirare la macchina guasta in officina? E' chi verifica se l'entità dell'addebito è congruo?


La verità è che, con un simile sistema, tutto viene demandato alla serietà ed onestà del fornitore. Nella circostanza, però, si tratta dell’intoccabile", potentissimo Concessionario Olivetti di PUTIGNANO Vittorio SPEDICATI (dotato di scientifica professionalità in clientelismo e corruzione per i suoi trascorsi nella Concessionaria di Piedimonte Matese, comprendente decine di Comuni nell'area del casertano) che, riconoscendo lauti compensi ai tecnici che ritirano macchine in officina, fa si che anche in presenza di semplici disattenzioni da parte dell'operatore (p.e. calcolatrice non stampa perché il selettore è in posizione display, o la macchina per scrivere non batte bene alcuni caratteri perché inavvertitamente è stato spostato il selettore del rullo) sia palesata la necessità del ritiro in officina.
Se è vero che l'occasione fa l'uomo ladro (a volte ho la tentazione di maledire mio padre per i principi e l'educazione che mi ha trasmesso!) risulterebbe oltremodo ingenuo, anche al suo datore di lavoro, che il tecnico non approfitti addebitando quanto più possibile, posto che a maggior ricavo corrisponde anche per lui un maggior compenso.


5.0 - Nella citata Sentenza 395/94 del 21.12.1994 (Allegato N. 5) ritengo utile evidenziare, a conforto degli assunti più sopra prospettati, quanto segue:


- (Pag. 30 riga 18): "Questi ha infatti esposto di essere stato concessionario esclusivista Olivetti per la zona di PUTIGNANO, e di aver successivamente rinunziato perché stanco di essere oggetto di richieste (di tangenti) da parte dei clienti, decidendo di mettersi in proprio così sperando di avere una maggiore libertà contrattuale, negatagli dalle prassi accondiscendenti in uso alla Olivetti; aveva quindi fatto domanda di inserimento nell'albo dei fornitura di tutte (Pag. 31): le UU.SS.LL ed altre strutture pubbliche della Provincia, senza tuttavia essere mai invitato ad alcuna gara pubblica, finché nel 1982 non venne a sapere (avendone poi conferma presso l'ufficio economato: cfr. folio 46 trascr. ud. 27/10/94) che la USL di Acquaviva - di recente istituzione, ed alla quale aveva inviato delle offerte per forniture - aveva indetto una gara per l'acquisto di macchine per uffici, invitando tre concessionarie Olivetti ma omettendo di inviare l'invito anche alla sua ditta ("Stile Ufficio").


Si era pertanto recato dal MADARO, presidente della USL, a lamentarsi del mancato invito alla gara (che, a quanto si evince dal tenore della deposizione, in quel momento non sapeva già conclusa, avendo appreso solo degli inviti: cfr. foll. 47-48) e a rappresentare che le tre ditte invitate erano tra loro collegate per essere i rispettivi titolari compartecipi di una società in Bari (la "SYSTEM") " omissis "Questi ha infatti esposto di essere stato concessionario esclusivista Olivetti per la zona di PUTIGNANO, e di aver successivamente rinunziato perché stanco di essere oggetto di richieste (di tangenti) da parte dei clienti, decidendo di mettersi in proprio così sperando di avere una maggiore libertà contrattuale, negatagli dalle prassi accondiscendenti in uso alla Olivetti; aveva quindi fatto domanda di inserimento nell'albo dei fornitura di tutte (Pag. 31): le UU.SS.LL ed altre strutture pubbliche della Provincia, senza tuttavia essere mai invitato ad alcuna gara pubblica, finché nel 1982 non venne a sapere (avendone poi conferma presso l'ufficio economato: cfr. folio 46 trascr. ud. 27/10/94) che la USL di Acquaviva - di recente istituzione, ed alla quale aveva inviato delle offerte per forniture - aveva indetto una gara per l'acquisto di macchine per uffici, invitando tre concessionarie Olivetti ma omettendo di inviare l'invito anche alla sua ditta ("Stile Ufficio").


 omissis


- (Pag. 48 rigo 18): "Sicché è proprio il rilievo della mancata formulazione di opposizioni di sorta da parte delle tre ditte originariamente invitate che rafforza la attendibilità del Broglio Montani in ordine al collegamento tra le stesse, nel mentre la immotivata riapertura della gara adduce importanti elementi di riscontro alla deposizione della p.o., manifestando con chiarezza la strumentalità della suddetta riapertura a consentire la partecipazione del Broglio Montani alla gara, e quindi il (Pag. 49): pagamento, da parte dello stesso, della somma pattuita.


omissis


5.1 - Atti del Dibattimento (non ancora prodotti) - Udienza del 21/12/1994 - Atti del Dibattimento (non ancora prodotti) - Udienza del 21/12/1994


a) - Mentre il sottoscritto, fiducioso, attende pazientemente il compimento delle indagini da parte della Procura di Potenza, uno dei difensori degli imputati accenna (non creduto dallo scrivente) ad una indagine promossa dal sottoscritto presso la Procura di Potenza, conclusasi già con l'archiviazione per infondatezza delle accuse!


5.2 - Corte di Appello di Bari - Udienza del 20.11.1995 - Esordio del Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI (non appena economicamente consentito mi premurerò di richiedere copia del Fascicolo):
Dimostrando di non aver neanche letto la Sentenza di condanna del 21.12.1995 esordisce contestandone la superficialità, dichiarando poi che nella circostanza non sussiste la concussione in quanto il Broglio, per sua stessa ammissione, aveva rinunciato alla Concessionaria Olivetti e pertanto non aveva titolo alcuno per essere invitato ad una gara che aveva per oggetto l'acquisto di prodotti Olivetti e quindi riservata ai soli concessionari esclusivisti Olivetti!
Sembra assurdo, ma con tali affermazioni il Sostituto Procuratore Generale riconosce come legittima la concertazione preventiva delle offerte, esattamente quello che hanno sempre fatto, a volte maldestramente, molti miei ex colleghi "concessionari esclusivisti" della Olivetti;


5.3 - Dall'esame della Sentenza di assoluzione della III° Sezione della Corte di Appello di Bari emessa nell'Udienza del 20.11.1995, mi limito ad evidenziare alcune incongruenze e stranezze procedurali che contrastano con la consuetudine di codesto Tribunale (redazione delle sentenze rese quasi sempre al limite del termine - la I° sentenza, quella di condanna emessa dalla III° Sez. Penale il 21 Dicembre 1994, risulta infatti depositata in data 4 Febbraio 1995, esattamente il 45° giorno dall'udienza);


a) - Ad eccezione della prima pagina, elaborata da un personal computer e stampata a mezzo di stampante laser (ritengo di dotazione del Tribunale) la sentenza risulta battuta con una obsoleta macchina per scrivere Olivetti e sarebbe curioso sapere da chi e in quale studio è stata dattiloscritta; - Ad eccezione della prima pagina, elaborata da un personal computer e stampata a mezzo di stampante laser (ritengo di dotazione del Tribunale) la sentenza risulta battuta con una obsoleta macchina per scrivere Olivetti e sarebbe curioso sapere da chi e in quale studio è stata dattiloscritta;


b) -Strana e sospetta appare la circostanza che a soli tre giorni dall'udienza, la Sentenza di Assoluzione (peraltro non elaborata e stampata al computer se si eccettua la prima copia di copertina) sia stata depositata in cancelleria già nella mattina del 24.11.1995;


c) - Fatto e diritto - pag. 1 - rigo 25: "incensuratezza degli imputati ": è dovuta solo ed unicamente alle benevolenti amnistie ed ai proscioglimenti che gli imputati (politici e amministratori della cosiddetta I° Repubblica) hanno ingiustamente ottenuto da parte della connivente magistratura;


d) - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 13: "Di fronte a questa circostanza, riferita dal teste sotto giuramento, il Broglio non ha fatto alcuna contestazione, ammettendone quindi implicitamente la verità ...." Appare strano che il relatore (Presidente di Corte di Appello) non sappia che al sottoscritto, in qualità di teste, non era consentita la permanenza in aula nel corso delle deposizioni dei testimoni citati dalla difesa e che pertanto avrei potuto contestare le affermazioni del teste a discarico solo in sede di confronto; - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 13: "Di fronte a questa circostanza, riferita dal teste sotto giuramento, il Broglio non ha fatto alcuna contestazione, ammettendone quindi implicitamente la verità ...." Appare strano che il relatore (Presidente di Corte di Appello) non sappia che al sottoscritto, in qualità di teste, non era consentita la permanenza in aula nel corso delle deposizioni dei testimoni citati dalla difesa e che pertanto avrei potuto contestare le affermazioni del teste a discarico solo in sede di confronto;


e) - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 27 e segg.: Il relatore da credito al mio ex legale che nega di aver mai saputo della richiesta concussiva; la verità è quella che ho riferito e che nessuno mi ha contestato. Il teste in parola è l'avv. Giovanni Marangelli, fraterno amico dell'avv. Gianvito MASTROLEO ex Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Bari <condannato per concussione nel cosiddetto "Processo Polivalenti di Bari> e dell'On. Giuseppe DI VAGNO già Presidente dell'ISVEIMER (entrambi appartenenti al defunto P.S.I. e suoi concittadini). Io mi chiedo, invece, il perché l'avv. Marangelli non mi abbia denunciato per calunnia posto che l'affermazione riportata a pag. 3 dell'alleg. 1 <2° cap.> ...."Chiesi consigli, anche legali, ma le conclusioni furono che se volevo far sopravvivere la mia azienda avrei dovuto subire in silenzio ed adeguarmi alla situazione tanto più' che, in assenza di prove documentate, avrei rischiato una denuncia per calunnia" venne letta a ai giornalisti della stampa locale e nazionale presenti il 21 Aprile 1993 alla "Libreria Adriatica" in occasione della presentazione del libro scritto dall'avv. MASTROLEO.
In quella occasione, infatti, in risposta al racconto dell'episodio di concussione avvenuto alla fine del 1982, il MASTROLEO mi invitò a spiegare e giustificare ai giornalisti intervenuti del perché io non avessi denunciato allora tale illegalità. Ben sapendo dell'amicizia che lo legava al mio ex legale (tutte le bozze di lettere da lui stilate risultavano scritte su carta intestata "AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE - IL PRESIDENTE") chiesi al MASTROLEO se per caso conoscesse l'avv. Marangelli e, alla risposta che si trattava di un carissimo amico, replicai: "Signori della Stampa, posso leggervi quale è stato il consiglio a me fornito dall'amico del Presidente? Alla risposta affermativa, la sala stracolma di gente cadde in un silenzio tombale ma carica di attenzione: presi il mio Promemoria e, precisata la data <25.05.92>, lessi lentamente "il consiglio" ribadendo che questo era stato il suggerimento che nel 1982 mi aveva dato il suo amico carissimo avv. Marangelli.
Aggiungo che nei giorni successivi, illudendomi di poter avere dall'amico Marangelli (ormai ex) copia della video-registrazione dell'incontro (la sera stessa le emittenti televisive locali " TELENORBA" e RTG PUGLIA mandarono in onda solo la prima parte) mi recai presso il di lui studio in Conversano (Prov. di Bari) per informarlo e scusarmi per l'affronto inferto al suo carissimo amico. - Fatto e diritto - pag. 6 - rigo 27 e segg.: Il relatore da credito al mio ex legale che nega di aver mai saputo della richiesta concussiva; la verità è quella che ho riferito e che nessuno mi ha contestato.
Il teste in parola è l'avv. Giovanni Marangelli, fraterno amico dell'avv. Gianvito MASTROLEO ex Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Bari <condannato per concussione nel cosiddetto "Processo Polivalenti di Bari> e dell'On. Giuseppe DI VAGNO già Presidente dell'ISVEIMER (entrambi appartenenti al defunto P.S.I. e suoi concittadini).
Io mi chiedo, invece, il perché l'avv. Marangelli non mi abbia denunciato per calunnia posto che l'affermazione riportata a pag. 3 dell'alleg. 1 <2° cap.> ...."Chiesi consigli, anche legali, ma le conclusioni furono che se volevo far sopravvivere la mia azienda avrei dovuto subire in silenzio ed adeguarmi alla situazione tanto più' che, in assenza di prove documentate, avrei rischiato una denuncia per calunnia" venne letta a ai giornalisti della stampa locale e nazionale presenti il 21 Aprile 1993 alla "Libreria Adriatica" in occasione della presentazione del libro scritto dall'avv. MASTROLEO.
In quella occasione, infatti, in risposta al racconto dell'episodio di concussione avvenuto alla fine del 1982, il MASTROLEO mi invitò a spiegare e giustificare ai giornalisti intervenuti del perché io non avessi denunciato allora tale illegalità. Ben sapendo dell'amicizia che lo legava al mio ex legale (tutte le bozze di lettere da lui stilate risultavano scritte su carta intestata "AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE - IL PRESIDENTE") chiesi al MASTROLEO se per caso conoscesse l'avv. Marangelli e, alla risposta che si trattava di un carissimo amico, replicai: "Signori della Stampa, posso leggervi quale è stato il consiglio a me fornito dall'amico del Presidente? Alla risposta affermativa, la sala stracolma di gente cadde in un silenzio tombale ma carica di attenzione: presi il mio Promemoria e, precisata la data <25.05.92>, lessi lentamente "il consiglio" ribadendo che questo era stato il suggerimento che nel 1982 mi aveva dato il suo amico carissimo avv. Marangelli. Aggiungo che nei giorni successivi, illudendomi di poter avere dall'amico Marangelli (ormai ex) copia della video-registrazione dell'incontro (la sera stessa le emittenti televisive locali " TELENORBA" e RTG PUGLIA mandarono in onda solo la prima parte) mi recai presso il di lui studio in Conversano (Prov. di Bari) per informarlo e scusarmi per l'affronto inferto al suo carissimo amico.


f) - Fatto e diritto - pag. 9 - rigo 28 e segg.: "furono fatti gli inviti a tre ditte: una non presentò l'offerta; un'altra la mandò fuori termine; la terza - quella del Broglio - si aggiudico la gara perché risultò la migliore offerta (operò il massimo ribasso). Alla luce di questa esposizione dei fatti, appare evidente che nessun abuso è stato commesso dal MADARO per consentire l'ammissione alla gara del Broglio e successivamente l'aggiudicazione. Ma questi ha aggiunto di suo l'episodio della presunta concussione, e quindi dell'imposizione patita nel versare la tangente ......"


Questa affermazione, stando alla documentazione in atti, risulta di una gravità estrema perché contraria alla verità. E non può non destare meraviglia che queste affermazioni siano sottoscritte (e quindi ne dovrà assumere la piena responsabilità) dal magistrato dr. Aldo D'INNELLA nella sua qualità di Presidente di Corte di Appello. Come cittadino osservante dei doveri previsti dalla Costituzione, consapevole però dei diritti pur essi garantiti allo stesso cittadino dalla Carta Costituzionale, ritengo grave per lo stesso prestigio dell'Ordine Giudiziario che un alto magistrato, chiamato a pronunciare sentenze IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, metta la propria firma su un documento, probabilmente redatto da altri, pieno d'inesattezze e incongruenze:


1) - Agli atti, infatti, esistono 4 sole offerte (3 relative al primo invito e precisamente: Olivetti - Concessionaria per la zona di Monopoli <ditta dr. Gaetano Del Giudice sas> datata 14/10/1982; Olivetti - Concessionaria per la zona di PUTIGNANO <ditta Vittorio SPEDICATI> datata 18/10/1982; Olivetti - Concessionaria per la zona di Gioia del Colle <ditta Carlo CRIACCI> datata 18/10/1982) - (N.d.R. - soci e fondatori, tutti, della System s.r.l. - ditta che ricorre in tutte le gare aggiudicate alla ditta SPEDICATI);


2) - La richiesta di invito al sottoscritto (ditta STILE UFFICIO di Broglio Montani M.) è invece stata formulata in data 18/11/1982 (Prot. N. 7215) a seguito della delibera con la quale il CdG del 12/11/82, presieduto dal MADARO, dispose la riapertura dei termini e l'invito di altre ditte <Sentenza del 21.12.94 - pag. 47, I° cap.>;


3) - L'offerta da parte del sottoscritto, pertanto, fa riferimento e seguito alla sopra citata richiesta del 18/11/1982 ed infatti risulta elaborata in data 22 Novembre 1982 e spedita alla U.S.L. BA/14 con raccomandata N. ??21 dello stesso 22/11/1982;
5.2 - Con riferimento ai Tribunali di Bari e Potenza relativamente ai procedimenti a loro affidati, il sottoscritto ha inviato a tutte le Istituzioni della Repubblica un Appello-Denuncia datato 25 Dicembre 1995. Unico riscontro è stato quello del "Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica" <Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali> che, con Prot. UG N. 7780/VI del 9 Gennaio 1996, ha informato lo scrivente di aver trasmesso il documento, per le valutazioni di competenza, al Consiglio Superiore della Magistratura.
Esposti-Denuncia sono stati inoltre da me presentati rispettivamente:


a) - in data 7 Marzo 1996, contro il Presidente della III° Sezione della Corte di Appello di Bari dr. Aldo D'INNELLA ed il Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI; (Nota Importante - Per questa denuncia - omissione di atti d'ufficio e corruzione aggravata in concorso con l'Avv. Gaetano Contento - sono stato convovato presso gli uffici di PG di Potenza su delega del PM dott. Santucci dopo 5 anni e due mesi, esattamente l'8 Giugno del 2001 dove, accompagnato da un'operatore della struttura sanitaria dove mi trovavo ricoverato, ho confermato i contenuti della mia denuncia e fatto acquisire copia del Verbale d'Udienza del 26 Ottobre 1994 che ben chiaramente evidenziava l'inesistenza dei documenti "probanti" posti a base della sentenza di assoluzione). Leggi "Lettera Aperta al P.M....." del 5 Agosto 2002


b) - in data 15 Marzo 1996, contro il Sostituto Procuratore della Repubblica di Bari dr. Gaetano DE BARI ed il responsabile dell'ufficio di P.G. dr. DE PAOLA;


c) - in data 15 Marzo 1996, contro il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma dr. DE CRESCENZO e, con riserva, il G.I.P. che ha convalidato l’archiviazione del Procedimento (N. 10004/92 Deleghe - R.G. ROMA) nato dall'esposto da me inviato alla On. Rosa RUSSO JERVOLINO in data 12 Novembre 1992 (Allegato N. 13);


CONCLUSIONI


6.0 - Quanto ho più sopra rassegnato e (con i limiti postimi dal rifiuto del G.I.P. di Potenza di visionare e fotocopiare, sia la documentazione del Proc. 8808/93/21 RG Bari, sia gli atti istruttori del Proc. 438/94/21 RG Potenza) documentato, evidenzia, a mio avviso, il grave incancrenimento del Sistema Giustizia in Puglia, dove molti magistrati risultano ancora oggi asserviti al vecchio sistema di potere.


Non si può negare che quanto dal sottoscritto rilevato dall'esame delle carte processuali, manifesti vicende e comportamenti meritevoli di immediati approfondimenti. I rapporti politico-amministrativo, imprenditoria e magistratura non appaiono, almeno per quello che le mie capacità intellettive mi hanno consentito di verificare, muniti di quella trasparenza che ritengo essere "irrinunciabile" per poter recuperare allo Stato la capacità di assicurare una GIUSTIZIA GIUSTA e tempestiva.


Molto spesso mi sono domandato con rabbia e sconforto a quale autorità rivolgermi per avere giustizia. Ho presentato diversi esposti, mi sono opposto ad una ingiusta richiesta di archiviazione, ho visto denegata e insabbiata ogni mia altra istanza e negato ogni diritto solo perché ho incontrato sulla mia strada personaggi corrotti, privi di un minimo di onestà ma politicamente ed economicamente potenti e, come tali, temerariamente e tenacemente protetti come il dr. Giuseppe BRIENZA, ex Provveditore agli Studi di Bari ora Senatore della Repubblica, il più volte citato Vittorio SPEDICATI concessionario Olivetti di PUTIGNANO e Nicola MADARO già Presidente della USL BA/14 ed ex sindaco di Sammichele di Bari.


Se un minimo di GIUSTIZIA si può ancora sperare si disponga, da parte dell'Organo Giurisdizionale competente, ogni opportuno accertamento e mi si perdoni il disturbo arrecato, qualora tutto quanto sopra esposto e documentato presenti i requisiti della assoluta trasparenza e regolarità. Se, al contrario, si evidenziano circostanze e comportamenti penalmente rilevanti si provveda, ove possibile, alla revoca dei Decreti di Archiviazione (anche al fine di evitare ogni possibile, ingiusta prescrizione) per tutto quanto attiene alle vicende che vedono coinvolto il mio ex collega sig. Vittorio SPEDICATI, e l'Amministrazione Comunale di Castellana Grotte.


Poiché nelle "ingiusta sentenze" (N.31/90 R.Gen.Sez.Istrutt.) emesse dalla Corte di Appello di Bari - Sezione IV Penale, del 10 Ottobre 1990 e, soprattutto, in quella più' recente della III° Sezione Penale (N. 972/95 R.G.) del 20 Novembre 1995 (che mi riguarda personalmente) si ravvisa che "l'assoluzione per non aver commesso il fatto" è stata pronunciata in conseguenza di falsità in atti da parte del Presidente relatore dr. Aldo D'INNELLA e del Sostituto Procuratore Generale dr. Mario CICCARELLI, non è ardito invocare, per fini di Giustizia, la revisione, almeno, di quest'ultimo Processo. Qualora ciò non fosse giuridicamente possibile, si esaminino le carte processuali e, in presenza di abusi e comportamenti contrari ai propri doveri di ufficio, si sottopongano a procedimento disciplinare tutti magistrati che ne risultino coinvolti.


Chiedo, ove ritenuto utile, di essere personalmente ascoltato su altri fatti e circostanze che meglio possono chiarire gli assunti accusatori prospettati.


Sarò grato all'Organo Giurisdizionale competente, infine, se vorrà tenermi informato sugli sviluppi della situazione, ivi compresa ogni eventuale nuova ipotesi di archiviazione.


Con osservanza


Putignano, 20 Dicembre 1996


f.to Mario Broglio Montani
 

 

 

26 AGOSTO 1997

PRESO ATTO CHE, COME ACCADUTO CON TUTTE LE PRECEDENTI DENUNCE, L'ARTICOLO 55 DEL C.P.P., il 408..., LE ISTANZE DI ESSERE OPPORTUNAMENTE ASCOLTATO DALLA P.G. VIENE INCREDIBILMENTE IGNORATO, APPRESO CHE UN'ALTRO IMPORTANTE "PEZZO DELLE PROPRIETA' IMMOBILIARI DEL PROTETTISSIMO CONCESSIONARIO OLIVETTI  E' PROSSIMO ALLA DISMISSIONE, IL SOTTOSCRITTO, ANTICIPA TELEFONICAMENTEAL GIA' CITATO TEN. GIAMPIETRO, PER LA MATTINA DEL 26 AGOSTO DEL 1997, LA CONSEGNA DI UN INTEGRAZIONE AL DOSSIER CONSEGNATO IL 20 DICEMBRE DEL 1996, FORMALIZZATA PER FATTI CHE RIGUARDANO SPECIFICATAMENTE L'ATTIVITA' ISTITUZIONALE DELLA GUARDIA DI FINANZA:


 

 

Al COMANDO GENERALE       
della GUARDIA DI FINANZA      
Ufficio Relazioni con il Pubblico         
Viale XXI Aprile -     R O M A          

 

Esposto-Denuncia - Integrazione al dossier "Giustizia in Puglia"
acquisito da URP con Verbale del 23.12.1996

Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI nato a Roma il 9 Dicembre 1937, con residenza anagrafica in Putignano (Bari) presso la Casa di Riposo "Donna Giulia Romanazzi-Carducci" sita in Contr. Piturno N.C. ma attualmente domiciliato presso la propria sorella Adalgisa BROGLIO MONTANI in Fiumicino (Roma) via Giorgio Giorgis n. 38 (Tel 06-6522923) espone quanto appresso affinché codesto Comando Generale disponga, ai sensi dell'art 55 cpp, ogni opportuna indagine su fatti e circostanze partecipate al Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari con Raccomandata datata 26 Luglio 1994 e la successiva consegna di documentazione e integrazioni rese a Verbale presso gli uffici dello stesso Comando di Bari in data 20 Gennaio 1995.

Risulta oltremodo grave è inspiegabile, infatti, che precise circostanze riferite all'ufficiale della Guardia di Finanza Cap. Giovanni FALCONE nel suddetto verbale del 20.01.95 a conferma di assunti accusatori prospettati (risultanti dalla documentazione acquisita) e quindi finalizzate ad impedire che gli intendimenti di tale Sig. Vittorio SPEDICATI, persona da me denunciata, potessero impunemente e temerariamente essere attuati con ulteriori, gravi, conseguenze per i creditori rappresentati dalla Curatela Fallimentare e per lo stesso sottoscritto, hanno avuto, per quanto risulta dalla lettura degli atti, esiti investigativi che trattano solo e unicamente di una ipotesi di reato che coinvolgeva alcuni appartenenti alla Guardia di Finanza.

E non può nascondersi sconcerto e amarezza allorquando, ad ulteriore conferma di quanto più volte denunciato, si apprende che lo SPEDICATI, malgrado il da me preannunciato Suo intendimento (cappello>" della raccomandata del 26 Luglio 1994) ha perfezionato la vendita della citata villa (decisione presa dal medesimo dopo l’istanza del sottoscritto mirante ad ottenere l'autorizzazione al Sequestro Cautelativo dei suoi beni) riuscendo ora, presumibilmente, ad alienare un'altro pezzo importante del suo patrimonio immobiliare e precisamente i locali commerciali siti in Bari che, come indicato nella citata raccomandata del 26 Luglio 1994, risultano acquisiti con Atto del 25.06.1985 - valore dichiarato lire 260.000.000 - e intestati alla figlia Anna e alla di lui moglie ARABIA Flora. Tale proprietà, sita in Via Postiglione 44/a, come evidenziato a pag. 2 – 1° Paragr. della stessa raccomandata, risultava all'epoca occupata dalla società NEWTC s.r.l. dello stesso SPEDICATI ma, come ho personalmente accertato ai primi di Agosto, su una delle serrande corrispondenti al numero civico risulta apposto un cartello con la seguente scritta:

ITALCASE - Via Carulli, 86 - Telefono 080-5580010
150 mq circa + interrato di mq. 150 + servizi
Non è precisato se trattasi di offerta di vendita o di affitto
ne se la NEWTEC S.r.l. ha cessato l'attività o si è trasferita altrove

E, nell'anno che vede la nascita ed il successo del N. 117, non si comprende come un procedimento penale nato da una missiva con allegato (entrambe regolarmente e responsabilmente firmate) indirizzata al Comandante del Nucleo Regionale di P.T. di Bari con la richiesta di voler disporre una opportuna indagine patrimoniale nei confronti di un soggetto che in pochi anni, in barba a molte norme di diritto previste dai codici penale e civile, è riuscito ad accumulare anche un considerevole patrimonio immobiliare (il cui valore non è certamente quello che ingenuamente risulta dichiarato nei rogiti notarili) abbia portato solo ed esclusivamente ad una archiviazione che, come si potrà rilevare dagli atti del procedimento, non fa cenno alcuno agli elementi e alle circostanze denunciate nella missiva.

Poiché nel dossier consegnato a codesto Comando Generale sono esposte e documentate vicende diverse che risultano di  competenza di altre istituzioni, lo scrivente intende qui sviluppare fatti e circostanze di sicura rilevanza penale, per la cui  attuazione potrebbe anche esserci un presunto o vantato coinvolgimento di appartenenti alla Guardia di Finanza e all'ufficio  IVA di Bari.
 
A questo fine, pertanto, si limiterà l'analisi a parte della documentazione acquisita dal Nucleo
Regionale di P.T. di Bari con il verbale del 20.01.1995 (allegati N. 2 e 3>, alle affermazioni inserite a verbale, nonché alla missiva con relativo allegato, indirizzata al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari con raccomandata del 26 Luglio 1994.

Orbene, nell'istanza rimessa al Giudice Delegato della Sezione Fallimentare presso il Tribunale di Bari in data 14,12.1993, a pag. 2, 2° Paragr., si legge

(premesso)

"- che, tuttavia, tale incontestabile verità Sul decremento di fatturato si lega alle informazioni di natura strettamente confidenziale che vogliono lo SPEDICATI, nella consapevolezza di dover quanto prima rispondere alla giustizia per le ripetute, gravi violazioni al codice penale ed a quello di procedura civile, intenzionato a dismettere "fittiziamente" le sue partecipazioni in aziende collaterali e le altre sue proprietà, che non provengono certamente da lasciti ereditari ne tantomeno da vincite al Lotto o al Totocalcio ma soltanto dall'illecito arricchimento consentitogli in questi ultimi venti anni dal nostro corrotto Sistema di potere";

(considerato>

"- che l'esclusione ingiusta dalla partecipazione a gare e licitazioni private da parte delle Amministrazioni Comunali e di altre strutture pubbliche, le penalizzazioni spesso subite grazie a solo apparenti regolarità delle procedure di acquisto consentite dalla connivente complicità di politici e amministratori disonesti è riconducibile, nel caso specifico, soprattutto all'opera corruttrice del sopracitato Vittorio Spedicati che, sia per gli acquisti di macchine e mobili per ufficio, sia per l'assistenza tecnica e la manutenzione dei parchi meccanografici, ha fatto si che venissero invitate aziende a lui vicine e/o a lui stesso riconducibili, permettendo cosi la concertazione preventiva delle offerte e le cui conseguenze, come si può già rilevare dalla lettura dell'allegata denuncia dei consiglieri comunali di Castellana Grotte FRANCAVILLA e CIUFFETTI datata 13/02/89 (copia della Denuncia e del Decreto di Archiviazione sono stati rimessi dal sottoscritto all'esame del C.S.M in data 5/8/1993), non sono limitati al solo interesse del sottoscritto ma a quelli ben più gravi dell'intera collettività";


Nell'allegato alla comunicazione trasmessa al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria in data 26 Luglio 1994 {Raccomandata in pari data al Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Giovanni COLANGELO) si legge testualmente:

Oggetto: Fascicolo N. 427/94721

Con riferimento al fascicolo in oggetto e, in particolare, all'istanza datata 14 Dicembre 1993 indirizzata al Giudice dr. Saverio NANNA della sezione Fallimentare e da questi trasmessa all'Ufficio del P.M. in data 20 Dicembre 1993, avendo appreso che il signor Vittorio SPEDICATI sta cercando di vendere la villa acquistata a nome della figlia Carla Filomena per l’importo di lire 350.000.000 (vedasi Verbale datato 11/11/1993 allegato alla citata istanza dei 14/12/1993> ho ritenuto opportuno recarmi presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Bari per una indagine conoscitiva: ho cosi scoperto che, in barba alla professionalità ed alle norme del libero mercato ma anche e soprattutto in stridente contrasto con quanto campeggia in tutte le Aule di Giustizia, il suddetto Vittorio SPEDICATI, subentrando al dimissionario sottoscritto nella Concessionaria Olivetti a fine '77 ha potuto, grazie alla corruzione, accumulare nel tempo i sottodescritti beni immobiliari:

Omissis (trattasi dell'elencazione dei beni rintracciati alla Conservatoria dei R.I. di Bari)

A conferma di quanto riportato nella citata istanza del 12 Dicembre '93 relativamente alla segnalata volontà da parte dello SPEDICATI di nascondere, anche fittiziamente, l'illecito arricchimento, Le segnalo l’Atto N. 13115 del 19/04/1993 (Notaio dr Maria LANZILLOTTA di NOCI) con il quale si è trasferita la proprietà dell'immobile acquisito a nome della figlia Cada Filomena nel Dicembre 1992, a tale DALESSANDRO Annamaria, consocia dello SPEDICATI nella società NEWTEC s.r.l. con sede in Bari nei locali di via Postiglione 4-4/a in Bari, locali che risultano intestati alla moglie dello SPEDICATI Arabia Flora ed alla figlia Anna.

E altresì interessante seguire la storia della MOBILMET S.p.A. di Putignano – Capitale Sociale lire 500.000.000 - la cui maggioranza venne acquisita a Luglio del 1989 dal predetto Vittorio SPEDICATI e le cui azioni sarebbero recentemente state riacquistate dal socio minoritario Raffaele CONTEGIACOMO notoriamente, si dice, sempre "in bolletta".

Essendo comunque stanco di sentirmi ripetere "lasci perdere! SPEDICATI è troppo potente, SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella Guardia di Finanza, SPEDICATI è intoccabile ecc.ecc." ritengo opportuno rimettere copia della presente al nuovo Comandante del NUCLEO REGIONALE di POLIZIA TRIBUTARIA di BARI affinché disponga, dopo l'acquisizione di ulteriori specificazioni che il sottoscritto si premurerà di fornire e sottoscrivere a verbale, tutte quelle indagini atte a confortare gli assunti accusatori prospettati, accertare il reale valore degli immobili al medesimo riconducibili e che risultano "palesemente" e in modo vergognoso inferiori al loro effettivo valore nonché effettuare tutte quelle necessarie indagini di natura patrimoniale a carico del suddetto e delle altre persone che il sottoscritto ritiene coinvolte.

omissis


Dal Verbale di dichiarazioni rese negli uffici del Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari il giorno 20 Gennaio 1994 agli Ufficiali di P.G. Cap. Giovanni FALCONE e Br. Carlo BENVENUTI si evidenziano inoltre le seguenti significative affermazioni:

"All'interessato, previa conferma delle proprie generalità, viene posta in visione una denuncia datata 26.07.1994 ed indirizzata al Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria (corrispondente al civico del Comando in indirizzo> presentate a suo nome. Il medesimo preliminarmente, afferma:

"Prendo atto della denuncia presentata a mia firma e nel riconoscerne l'autenticità, confermo totalmente il contenuto. Al riguardo, per quanto di possibile interesse alle indagini, desidero fornire copia della sottonotata documentazione:

omissis (trattasi dell'elencazione di N. 5 allegati>

"Relativamente all'esposto postomi in visione e, più precisamente, alla nota allegata ove intesi riepilogare la situazione patrimoniale di tale Vittorio SPEDICATI, desidero aggiungere in questa occasione che alcuni aspetti ivi rappresentati si sono rivelati puntualmente accaduti:

- la villa acquistata dallo SPEDICATI nel novembre 1993 all'asta giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un compromesso e favore di tale VALENZA n.m.i;

omissis

- A conferma di quanto già detto nella nota allegata all'esposto del 26.07.94 aggiungo che la MOBlLMET S.p.A. di Putignano verserebbe In condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune fidejussioni prestate dallo stesso SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di Credito".


Ciò malgrado, nel fascicolo relativo al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. aperto a seguito della Raccomandata del 26 Luglio 1994 (Documentazione allegata al dossier "Giustizia in Puglia" sotto il N. 8) non sono stati dal sottoscritto reperiti atti istruttori compiuti in relazione a quanto più sopra rappresentato. La conferma, peraltro, si ha leggendo la relativa richiesta di archiviazione del P.M. dr. Giovanni COLANGELO datata 29.05.1995 e dal Decreto di Archiviazione a firma del GIP dr. V. RUBINO datata 20.09.1995 che, nei loro documenti, ignorano completamente l'argomento e la finalità per la quale la raccomandata al P.M. e la sua trasmissione al Comandante del Nucleo Regionale di P.T. era stata formulata.

E' vero però, come risulta al punto "1" dell'annotazione di p.g. del Nucleo Regionale di P.T. di Bari del 1/02/1995 (nr. 37200/I/2/33748 di Sched.) indirizzata alla Procura della Repubblica di Bari che "in data 20.01.1995, veniva preliminarmente invitato presso questi uffici il citato esponente il quale, nel confermare la paternità dell’esposto, forniva copiosa ed ulteriore documentazione - tuttora all'esame - (all. 1)

Intendo qui precisare che nei mesi Ottobre-Novembre 1996, inoltrata richiesta alla Procura della Repubblica di Bari per l'autorizzazione a visionare il Fascicolo relativo al Procedimento N 6968/94 R.G.N.R. aperto in data 289.1994 e archiviato con Decreto del 20.09.1995, ho constatato che la documentazione acquisita con il verbale del 20.01.1995 risultava mancante. Interpellato telefonicamente, il Cap. Giovanni FALCONE rispondeva di aver restituito il tutto alla Procura della Repubblica ma che, se lo ritenevo opportuno, avrei potuto presentare un'altro esposto.

Rimandando ad altra Istituzione la verifica dei comportamenti attuati dal P.M. procedente dr. Giovanni COLANGELO che, dopo aver aperto un procedimento sulla base della medesima documentazione pervenutagli dalla curatela fallimentare, ne ha disposto la riunificazione ad altro procedimento senza aver compiuto alcun atto istruttorio (questo procedimento principale, che riguardava un episodio di concussione, dopo una esemplare sentenza di I° grado, si è chiuso con una vergognosa assoluzione ormai dichiarata irrevocabile) intendo qui approfondire l'aspetto che riguarda le mie ripetute, inascoltate, denunce sugli atteggiamenti mafiosi del consulente commerciale rag. Angelo BARONE di Castellana Grotte, le tanto vantate vere o presunte conoscenze nell'ambiente della Guardia di Finanza e dell'ufficio IVA, gli interessi del medesimo con il concessionario Olivetti di Putignano Vittorio SPEDICATI ecc ecc., fatti e circostanze sulle quali intendevo rendere all'autorità giudiziaria ogni utile contributo per il riscontro, anche testimoniale, degli assunti accusatori

Ad inchieste ormai archiviate, convinto della pericolosità sociale dello SPEDICATI e del suo amico Angelo BARONE (ai quali, ad avviso del sottoscritto, potrebbe anche ascriversi il reato di associazione a delinquere) cercherò qui di rendere chiaro ed inequivocabile ciò che nessun ufficiale di P.G. mi ha consentito di partecipare e sottoscrivere a regolare verbale. In particolare mi riferisco all'istanza al G.D. del 30.11.1993 - Pag. 3, I° Paragr. (Alleg. N. 4, 4a, 4b al dossier "Giustizia in Puglia") laddove, testualmente, si legge:

"Quanto richiesto è di fondamentale importanza per la onesta sopravvivenza del sottoscritto che, ancora oggi, è costretto a subire le prepotenze del suddetto più "lungimirante" concorrente sig. Vittorio Spedicati, come si può evincere dall’allegata documentazione relativa al Sig. LOLIVA Vito, titolare della omonima macelleria in Castellana Grotte, atti che sono riconducibili al più volte denunciato comportamento mafioso del consulente commerciale Rag. Angelo BARONE di Castellana Grotte che, come riportato nell'esposto del 12.06.1993, vantando forti amicizie all'Ufficio IVA a alla Guardia di Finanza, ha esercitato ed esercita tuttora ricatti sulla totalità delle ditte dal suo studio assistite tipo quello di obbligare i propri clienti a servirsi esclusivamente, per l'acquisto di macchine per ufficio e registratori di cassa, del suddetto concessionario Olivetti".

Orbene, sotto l'allegato "documentazione ditta Vito LOLIVA di Castellana G." si trova copia di una raccomandata datata 18.10.1993 a firma del suddetto ma, per sua stessa ammissione, riportante false dichiarazioni e prodromo "giustificativo" alla dichiarazione di installazione inviata all’Ufficio Provinciale IVA. di Bari il successivo 20.10.1993.

Dal documento indirizzato all'Ufficio IVA, (che si allega in copia unitamente ad altra documentazione attestante la temerarietà dell’azione) si evince che lo stesso è stato redatto dal tecnico della ditta Vittorio SPEDICATI Sig. MAGGIPINTO Giovanni - Marchio Identificativo (Olivetti) 2451 - per regolarizzare l'installazione del registratore di cassa Olivetti 2504 Matr. 6842419 e la disinstallazione di quello marca RCH modello GOLD 260/04 Matr. 72015045 installato appena un mese prima e la cui dichiarazione di installazione all'Ufficio IVA di Bari porta la data del 15.09.1993.

La citata raccomandata del 18.10.1993, che non era ancora stata spedita, era indirizzata alla ditta V.R. OFFICE S.r.l. di Putignano ed è stata ritirata a mani del sottoscritto, dopo la sottoscrizione da parte del LOLIVA alla presenza del tecnico Sig. Saverio CISTERNINO, nella 3° decade del mese di Ottobre 1993, comunicazione che testualmente si trascrive:


 

LOLIVA VITO
VIA F.SCO CORRIDONI 57
70013 CASTELLANA
                                                                                                        Spett.
                                                                                                        V.R. OFFICE SRL
                                                                                                        VIA TURI n 30
                                                                                                        70017 PUTIGNANO BA)

            RACCOMANDATA

CASTELLANA GROTTE 18/10/1993....

La sottoscritta ditta Loliva Vito residente in Castellana G. alla Via F. Corridoni n. 5/7,

PREMESSO

che il registratore di cassa mod. G.260 matr. 72015045 RCH ha subito dei danni irreparabili a causa di una caduta di un corpo contundente che ha provocato il disuso,

CONSIDERATO

che ha provveduto, visto l'obbligatorietà di tale apparecchio per legge, all'acquisto di un misuratore fiscale di altra marca,

DISDETTA

il contratto di assistenza tecnica al registratore di cassa stipulato il 15/09/1993 con la ditta V.R. OFFICE SRL di Putignano,

CHIEDE

la sospensione del pagamento della fattura relativa al canone di assistenza, e per la quale attende la nota di storno.

Distinti saluti.

                    In fede                                                                                                               (f.to Loliva Vito)


In merito, al fine di meglio comprendere questa vicenda che conferma ogni assunto sugli atteggiamenti corruttivi dello SPEDICATI e sull'attività ricattatoria e mafiosa del suo amico rag. Angelo BARONE, è opportuno esporre la cronistoria degli avvenimenti cosi come si sono succeduti:

In epoca antecedente al 15 Settembre 1993 il titolare della Pasticceria TIO PEPE di Putignano (già cliente del sottoscritto per aver acquistato un registratore di cassa RCA) informa lo scrivente, nella sua qualità di collaboratore della ditta VR. OFFICE che ha rilevato il ramo di attività del sottoscritto fin dal 1991, di aver cessato l'attività e, avendo avuto richiesta di cessione del proprio registratore di Cassa, chiede di conoscere la valutazione dell'apparecchio e gli adempimenti previsti dalla Legge per la installazione e disinstallazione degli apparecchi misuratori fiscali. Fornite le informazioni richieste si procede alla disinstallazione del registratore in attesa che il futuro acquirente faccia richiesta della necessaria installazione fiscale dell’apparecchio

Alle ore 11 del 15 Settembre 1993, come risulta dal rapporto di intervento N. 0851 stilato dal tecnico della VR OFFICE sig. MARINO Michele - Marchio Identificativo RCH 1274 - regolarmente firmato dall'utente sig. Vito LOLIVA (titolare della omonima macelleria sita in via Corridoni 5 - Castellana Grotte) si procede pertanto alla cosiddettta "installazione fiscale" del Registratore di Cassa ceduto direttamente dalla Pasticceria TIO PEPE di Putignano all'esercizio di macelleria del sig. LOLIVA redigendo, sempre a cura del suddetto tecnico, la prevista documentazione da inviare all'Ufficio IVA. In concomitanza con il suddetto adempimento fiscale, il tecnico sig. MARTINO propone ed ottiene dall'utente l'adesione e sottoscrizione del Contratto di Manutenzione e Assistenza Tecnica del costo di L.180000 + IVA annue, con decorrenza 15.09.93 e termine al 14.09.1994, come risulta peraltro dalla FATTURA (ricevuta fiscale) N 396 del 15.09.1993

L'occasione in cui il sottoscritto è venuto a conoscenza della suddetta comunicazione risale ai giorni successivi alla datazione della lettera ed è scaturita dalla esigenza di procedere all'incasso della ricevuta fiscale relativa al contratto di assistenza del registratore di cassa. Più volte, infatti, sia il tecnico che il sottoscritto stesso si erano recati nell'esercizio di macelleria del citato sig. Loliva per procedere all'incasso della fattura ma, a causa di problemi di liquidità, tale adempimento veniva continuamente rimandato.

L'amarezza del sottoscritto e del sopra citato tecnico Sig. Saverio CISTERNINO che lo accompagnava, non poteva, anche per i suesposti motivi, non essere grande ed esternata con decisione allorquando, entrati nell'esercizio, venne notata l'assenza del registratore RCH installato il 15.09.93 e, al suo posto, un registratore usato Olivetti modello 2504. In assenza del titolare sig. LOLIVA, si apprende dalla moglie che il registratore RCH è stato portato via qualche giorno prima da personale della Olivetti di Putignano che ha provveduto ad istallargli un registratore Olivetti usato del tipo di quello in loro possesso non più utilizzato per memoria fiscale esaurita o in esaurimento. La coniuge del titolare, peraltro, non nasconde tutto il suo disappunto per aver il marito acconsentito alla sostituzione del registratore RCH, tanto da confessare che preferiva quest'ultimo all'Olivetti anche perché non doveva preoccuparsi, ogni mattina, di procedere all'aggiornamento della data, come invece era nuovamente costretta a fare con il registratore Olivetti.

Ad ogni buon conto la congiunta del titolare pregò di attendere o di ripassare più tardi per conferire con il marito, unico a conoscere la verità dei fatti. (N.d.R - Il Sig. Saverio CISTERNINO che accompagnava il sottoscritto ricorderà certamente che, in attesa del rientro del sig. LOLIVA, si offrì di reperire un registratore vocale presso la sua abitazione sita in Castellana Grotte onde poter registrare il successivo colloquio, cosa che non fu possibile per indisponibilità dell'apparecchio).

La realtà, emersa al rientro del sig. LOLIVA nel proprio esercizio è che, come suggeritogli dal o dai collaboratori della Concessionaria Olivetti ditta Vittorio SPEDICATI, il LOLIVA avrebbe dovuto spedire per raccomandata la comunicazione datata 18/10/993 consegnatagli già dattiloscritta e indirizzata alla VR. OFFICE di Putignano.

Al rilievo mosso dal sottoscritto che ogni valutazione sulla riparabilità o meno di un Apparecchio Misuratore Fiscale spetta solo ed unicamente alla rete di assistenza della ditta produttrice o distributrice (in questo caso appunto alla RCH) il Sig. Vito LOLIVA, alla presenza del sopra citato tecnico Sig. CISTERNINO Saverio, confessava candidamente che il testo della raccomandata non era stato da lui redatto e che non rispondeva al vero che un corpo contundente ne aveva provocato il disuso. Aggiunse poi una cosa molto importante che si ricollega al denunciato atteggiamento del rag. Angelo BARONE e alle sue vantate conoscenze alla Guardia di Finanza e all'ufficio IVA.

Infatti, qualche giorno prima del 18 Ottobre 1993, il rappresentante della concessionaria Olivetti di Putignano andò a visitarlo per sottoporgli la permuta del suo registratore Olivetti che sa di essere prossimo all'esaurimento della memoria fiscale e scopre che nell'esercizio risulta installato un registratore marca RCH. Il giorno successivo, stando alle sue dichiarazioni, il Loliva avrebbe ricevuto la visita di due finanzieri in borghese che, informalmente, lo avrebbero reso edotto su una manchevolezza da parte del Centro Assistenza RCH e cioè che quest'ultima non avrebbe ottemperato all'obbligo di "defiscalizzazione" del registratore da lui posseduto.

Obiezioni in proposito a parte, la circostanza che due finanzieri in borghese si fossero recati nel suo esercizio subito dopo la visita del rappresentante della Olivetti di Putignano <ndr - se vero, avvertimento a non "sgarrare"???) unita al quadro della situazione di chi, per anni, ha subito i soprusi e le prepotenze del più "lungimirante" ex collega Vittorio SPEDICATI, ha portato subito il sottoscritto ad ipotizzare un possibile collegamento con l'attività ricattatoria del rag. Angelo Barone. Tale ipotesi, a conferma di quanto già denunciato, risultò esatta perché il LOLIVA, alla domanda se avesse proceduto autonomamente all'acquisto del registratore di cassa rispose ingenuamente di averlo fatto su consiglio del suo consulente!

Al sig. LOLIVA feci allora presente che non solo immaginavo l'identità del suo consulente commerciale ma anche di essere certo che il prezzo da lui pagato per il registratore e per il contratto di assistenza tecnica annuale fosse risultato notevolmente superiore a quelli di mercato. E il LOLIVA, ammettendone la verità, aggiungeva di esserne venuto a conoscenza tempo prima e di aver avuto per questo una animata discussione con il suo consulente che, rivelava, era appunto il più volte da me citato rag Angelo BARONE. Avendo io subito fatto presente al LOLIVA di aver già inoltrato denuncia all'autorità giudiziaria contro il suddetto rag. BARONE per l'attività ricattatoria e mafiosa dallo stesso condotta nei confronti dei propri clienti, mi permisi di chiedere allo stesso se fosse disponibile a fornire, della vicenda, una eventuale testimonianza agli organi di P.G. ma ecco, per quanto ricordo, le sue risposte e giustificazioni:

"Quando sono venuto a conoscenza del trattamento tutt'altro che di favore riservatomi dal concessionario Olivetti di Putignano Vittorio SPEDICATI , da lui caldeggiato, oltre che a discuterne come sopra detto, ho appalesato al rag. BARONE il desiderio di affidare ad altri la tenuta della mia contabilità. La risposta del rag. Barone, stando al sig. Loliva, sarebbe stata che una siffatta decisione avrebbe comportato, come ritorsione, una immediata verifica da parte della Guardia di Finanza!" ed ancora.

"Lei, Sig. Broglio, evidentemente non ha niente da perdere! Ma io ho una famiglia, una casa e lui sa vita e miracoli della mia attività".

Quanto più sopra rassegnato, ad avviso del sottoscritto, non può non fungere da riscontro obiettivo, logico e fattuale, a quanto in precedenza segnalato all'autorità giudiziaria e, in particolare:


PROMEMORIA DEL 25.05.1992 - (*11.1 al dossier "Giustizia in Puglia") Pag. 1, V° Paragr.

"Ad evitare il peggio arriva finalmente la legge sui registratori di cassa e, poiché nessun politico può frapporsi tra il sottoscritto ed il commerciante, l'azienda finalmente decolla anche se è costretta a rinunciare a una discreta fetta di commerciati, soprattutto di Castellana Grotte, non avendo accettato l'immorale proposta del loro consulente che pretendeva dal sottoscritto il 10% del costo ad registratore, e vita natural durante, il 10% sugli accessori e l’assistenza tecnica".

ESPOSTO DEL 12.6.1993 - (All. 3 al dossier «Giustizia in Puglia") Pag. 1, - VI° Paragr.

"che, parimenti, non si è indagato sull’attività e sui "comportamenti di tipo mafioso" del consulente commerciale rag. Angelo BARONE che, potendo vantare amicizie all'ufficio IVA ed alla Guardia di Finanza, ha esercitato ricatti sulla quasi totalità delle ditte dal suo studio assistite obbligandole, nella circostanza, ad acquistare prodotti per ufficio e/o registratori dì cassa esclusivamente dalla ditta Vittorio Spedicati, Concessionaria Olivetti di Putignano,"


E non è privo di significato che malgrado i suddetti due esposti (il contenuto dei quali giunse immediatamente alle orecchie dei citati sigg. Spedicati e Barone) rispettivamente datati 25 Maggio 1992 e 12 Giugno 1993 lo Spedicati, con la indiscussa complicità del rag. Angelo Barone e quella presunta o vantata di qualche "finanziere", abbia impunemente e temerariamente commesso un ulteriore, grave illecito ricatto ai danni di un proprio cliente e nocumento agli stessi interessi del sottoscritto, formulando (da appurare se da solo o in collaborazione col predetto rag.Barone) il documento con false dichiarazioni e ciò allo scopo di "espropriare" alla concorrenza (si badi bene che il registratore usato RCH, come già detto, era stato acquistato direttamente dal LOLIVA dalla Pasticceria TIO PEPE di Putignano che chiuso l’attività) un assai misero contratto di manutenzione di sole 180.000 lire annue!

Il sottoscritto, nel segnalare tutto quanto sopra a codesto Comando Generale per ogni proseguo di legge, si riserva di fornire ogni maggiore utile informazione ed a segnalare, a verbale, i nominativi delle persone che possono dare testimonianza sui fatti e sulle circostanze citate.

A codesto medesimo Comando Generale, con promemoria a parte, si rappresenterà tutto quanto inerente la richiesta di colloquio riservato formulata dal sottoscritto il 26 Luglio 1994 al nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari di cui al Procedimento N 6968/94 R.G.N.R. fornendo altresì ogni ulteriore elemento che sia utile alla ricostruzione della verità che non è quella che si rileva dalla lettura della richiesta di archiviazione del P.M dr. Giovanni COLANGELO.

Il sottoscritto, inoltre, chiede cortesemente che nei limiti previsti dalla legge possa venire informato sugli sviluppi dell'indagine, ivi compresa ogni nuova eventuale richiesta di archiviazione.

Con osservanza.

Roma, 26 Agosto 1997

f.to Mario Broglio Montani

Allegati:
1) - Istanza al G.D. del 30.11 1993 (+ allegati caso LOLIVA);
2) - Istanza al G.D. del 14. 12.1993;
3) - Copia missiva al Comandante Nucleo Regionale del 26.7.1994 + allegato;
4) - Copia Verbale Nucleo Regionale del 20.01.1995;
5) - Atti del Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R.

 

RAPPORTO COMUNICAZIONE - TO: TERMINALE FAX N. 442.23.745 ******* DATA 02-09-1997 ******* ORA 12:45 PM- ****** P. 01

Al COMANDO GENERALE della GUARDIA DI FINANZA................
Ufficio Relazioni con il Pubblico - Viale XXI Aprile -         R O M A
 
alla cortese attenzione Ten. GIAMPIETRO - FAX 442.23.745

 

Proc. N. 6968/94 R.G.N.R Bari Rif.: dossier "Giustizia in Puglia"

Come preannunciato nell’esposto-denuncia presentato a codesto Ufficio in data 26 Agosto u.s., il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI nato a Roma il 9 Dicembre 1937 (residenza anagrafica in Putignano presso la Casa di Riposo "Donna Giulia Romanazzi-Carducci" sita in Contr. Piturno N.C. ma attualmente domiciliato presso la propria sorella Adalgisa BROGLIO MONTANI in Fiumicino <Roma> via Giorgio Giorgis n. 38 - Tel. 06-6522923) in relazione al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. aperto a Bari in data 28.09.1994 e archiviato il successivo 20.09.1995 (Rif. Allegato N. "8" al dossier "Giustizia in Puglia" per tutto quello che attiene presunti episodi di corruzione da parte di appartenenti al corpo della Guardia di Finanza) intende, per motivi di verità e di giustizia, rendere noti a codesto Comando Generale ulteriori elementi e circostanze di cui è venuto a conoscenza.

Considerato l’oggetto e la delicatezza della vicenda il sottoscritto chiede di essere sentito personalmente per dichiarazioni specifiche su:

- omissis
- omissis
- omissis
- omissis
- omissis

Il sottoscritto potrà essere convocato fino al prossimo 12 Settembre previa comunicazione al numero telefonico (06) 65.22.923 oppure, successivamente, al n. 080-4057623 corrispondente alla propria residenza di Putignano.

Roma, 2 Settembre 1997

f.to Mario Broglio Montani

 

13-OTT.1997 ***INIZIO=13-OTT 12:07     FINE=13=OTT 12:08  STAZ. NR. 44223745  PAG. 001  DURATA 00:00'37"
 
Al COMANDO GENERALE della GUARDIA DI FINANZA....        
Ufficio Relazioni con il Pubblico – V.le XXI Aprile – R O M A
                                                                                       Fax N. (06) 442.23.745 
 

Comunicazione Fax del 2.09.1997

Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, in data 2 Settembre 1997 <ore 12,45 circa> ha inviato a codesto Ufficio, a mezzo telefax, una comunicazione a sua firma avente per oggetto "Proc. N. 6968/94 R.G.N.R. Bari - Rif:: dossier "Giustizia in Puglia".

Con tale comunicazione, che per motivi di salute non fu possibile recapitare personalmente, il sottoscritto chiedeva a codesto Comando Generale, considerata la delicatezza del caso (peraltro strettamente attinente all’attività istituzionale dello stesso), di essere convocato per essere sentito personalmente.

Non potendo pertanto escludersi un possibile disguido nell’inoltro di tale lettera, lo scrivente fa presente di trovarsi nuovamente a Roma (Fiumicino) dove si tratterrà fino al 25 Ottobre p.v. e dove, qualora codesto Comando Generale lo ritenesse utile, potrà essere contattato al N. 65.22.923 per essere ascoltato in ordine agli elementi specifici già indicati nel fax a margine.

Grato per l’attenzione che verrà dedicata alla presente richiesta, si porgono distinti saluti ed ossequi.

Roma, 13 Ottobre 1997

f.to Mario Broglio Montani

 

 

BROGLIO MONTANI MARIO
c/o Casa di Riposo "Donna Giulia Romanazzi-Carducci
Contr. S. Pietro Piturno - n.c. 70017 PUTIGNANO (Bari)
Rec. Fiumicino – Via G. Giorgis, 38 – Tel. 6522923

 

 

RACCOMANDATA A.R.

 
Al COMANDO GENERALE della GUARDIA DI FINANZA.......
Ufficio Relazioni con il Pubblico -Viale XXI Aprile - R O M A
 

Oggetto: Esposto-Denuncia - Integr. n. 2 al dossier "Giustizia in Puglia

In attesa di cortese riscontro alle comunicazioni a mia firma del 2 Settembre e 13 Ottobre 1997, lo scrivente trasmette l’allegato Esposto-Denuncia che fa riferimento e seguito all’esposto – denuncia (Integrazione al dossier "Giustizia in Puglia) acquisito da codesto Ufficio in data 26 Agosto 1997.

Come già comunicato con la precedente comunicazione del 13 Ottobre, lo scrivente sarà assente da Roma - Fiumicino dal 25 Ottobre al 6 Novembre 1997 e pertanto, ove si ritenesse necessaria la mia convocazione presso codesto Ufficio del Comando Generale, l’adempimento dovrà necessariamente procrastinarsi a data successiva.

In fede.

Fiumicino, 24 Ottobre 1997

f.to Mario Broglio Montani

 

PER I DEBOLI DI VISTA E PER MEMORIA DI ALDO FONTANAROSA, FIRMATARIO DELLA CORRISPONDENZA SUL GEN. MOSCA MOSCHINI,

SI TRASCRIVE DI SEGUITO QUANTO SI LEGGE NELLA COLONNA DI DESTRA SUBITO  SOTTO LA FOTO DEL GENERALE:

L'Ordinanza del Giudice Mastelloni

"Ma il Comando è rimasto inerte dopo le denunce"

VENEZIA – Se volevano, al Comando generale della Guardia di Finanza, avrebbero potuto far velocemente pulizia. A rivelarlo è l’ordinanza del giudice veneziano Carlo Mastelloni, che non a caso parla “di inerzia degli organi che erano istituzionalmente delegati al controllo”. C’è infatti chi aveva telefonato al Comando generale di Roma per segnalare “l’illecito e vessatorio operato” nel Veneto di Mauro Petrassi,  (ndr – ex Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari) ora arrestato, ma nessuno si mosse. Del resto, racconta il finanziere Pietro Giulio Martini, l’ex comandante del nucleo regionale di polizia tributaria di Mestre era “un pupillo del generale Mola, allora comandante in seconda della Guardia di Finanza, e del generale Nicolò Pollari, capo di Stato Maggiore”. Il mobiliere trevigiano Ettore Setten aveva ormai pagato un miliardo e 850 milioni, ma ancora il colonnello Petrassi non lo mollava e così decise di ricorrere a telecamere e microfoni per incastrarlo.

 

                                                                                                                           Racc. AR N. 4781 PP.TT. Fiumicino

                                                                                                                           Ricevuta dal Com. Gen. il 24 Dic. 1997

BROGLIO MONTANI MARIO                                                     
c/o Casa di Riposo " Romanazzi-Carducci"
Contr. S. Pietro Piturno - n.c.
70017 PUTIGNANO (Bari)
Rec. Fiumicino – Via G. Giorgis, 38

RISERVATA PERSONALE

Al Signor .......................................................................
Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI .........................
Comandante Generale della Guardia di Finanza
Viale XXI Aprile, 21 .......................  00141 R O M A

 

Fiumicino, 20 Dicembre 1997........................

 

Oggetto: Missiva del 2/09/97 e solleciti del 13 e 25/10/'97 -

 

Illustre Comandante,

Leggo su "la Repubblica" di oggi - Sabato 20 Dicembre 1997 - sotto il titolo "<Le Fiamme Gialle promettono> - Cacceremo le mele marce -" la Sua categorica affermazione:

"Espelleremo dalla Guardia di Finanza
chiunque sarà riconosciuto colpevole di aver intascato anche solo cento lire"

Orbene, su tale Suo imperativo, espresso al plurale, ho fondate ragioni di dubbio se è vero, come è vero, che una comunicazione a mia firma datata 2 Settembre 1997 (argomento: corruzione a Bari) ed i successivi due solleciti datati 13 e 25 Ottobre 1997 hanno avuto, da parte del Comando Generale della Guardia di Finanza, un trattamento di assoluto silenzio.

Non Le nascondo che, a caldo, ho avuto la forte tentazione di recapitare al giornale ed a "striscia la notizia", copie delle missive che, per il loro contenuto, contraddicono pesantemente ogni asserita volontà di "pulizia" tantopiù se si considera che uno dei punti specifici della mia spontanea, gratuita offerta testimoniale riguardava proprio l'indicazione di "una mela marcia" (Fax del 2/09/97 - rigo 14).

Ho deciso tuttavia di rinunciarvi, perché non sono affetto da manie di protagonismo ma solo di quel travaglio interiore che penso ben si evidenzia dalla lettura delle prime due pagine <Introduzione> del Dossier "Giustizia in Puglia" datato 20 Dicembre 1996, recapitato personalmente al Suo Comando Generale e acquisito dall'Ufficio Relazioni con il Pubblico con regolare Verbale del 23 Dicembre 1996.

Nell'inviarLe, per comodità, copia delle missive in oggetto, Le sarò grato se riterrà di dissolvere i dubbi posti dalla grave circostanza che una disinteressata offerta di collaborazione, non richiesta ed anzi per ben due volte dal sottoscritto sollecitata, non abbia trovato la dovuta attenzione da parte del Suo Comando Generale.

Consideri quanto Le scrivo in via strettamente confidenziale e, soprattutto, quale mia opinione personale.

Con i migliori auguri per le ormai prossime festività.

f.to Mario Broglio Montani

Alleg.: N. 3


TRASMISSIONE DA MEMORIA INIZIO=18-MAR 11.55 FINE=18-MAR 11:57 - TO: TERMINALE FAX N. 44223266 – PAG. 01 - OK

al Comandante della Guardia di Finanza Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI
Trasmissione al Telefax N. 06 – 442.23.266

LETTERA APERTA al COMANDANTE GENERALE della GUARDIA di FINANZA

 

Signor Comandante,

con raccomandata A.R. n. 4781 del 22 Dicembre a lei inviata in via strettamente riservata <doppia busta e sigilli a ceralacca> regolarmente pervenuta al suo Comando Generale in data 24 Dicembre 1997 lo scrivente, prendendo spunto da un servizio giornalistico così scriveva:


"Illustre Comandante

leggo su "la Repubblica" di oggi - Sabato 20 Dicembre 1997 - sotto il titolo a cinque colonne <Le Fiamme Gialle promettono - Cacceremo le mele marce> - la Sua categorica affermazione:

"Espelleremo dalla Guardia di Finanza chiunque sarà

riconosciuto colpevole di aver intaccato anche solo cento lire".

Orbene, su tale suo imperativo, espresso al plurale, ho fondate ragioni di dubbio se è vero, come è vero, che una comunicazione a mia firma datata 2 Settembre 1997 (argomento: corruzione a Bari) ed i successivi due solleciti del 13 e 25 Ottobre 1997 hanno avuto, da parte del Comando Generale della Guardia di Finanza, un trattamento di assoluto silenzio."

Dopo alcune mie personali considerazioni, la missiva cosi concludeva:

"Nell'inviarLe, per comodità, copia delle missive in oggetto, Le sarò grato se riterrà di dissolvere i dubbi posti dalla grave circostanza che una disinteressata offerta di collaborazione, non richiesta ed anzi per ben due volte dal sottoscritto sollecitata, non abbia trovato la dovuta considerazione da parte del Suo Comando Generale.

Non è a me noto se le citate missive sono state a suo tempo portate alla sua attenzione. La prego, in ogni caso, di considerare quanto Le scrivo in vie strettamente confidenziale e, soprattutto, quale mia opinione personale.

Con i migliori auguri per le ormai prossime festività."

All.: n. 3

 

f.to Mario Broglio Montani


Orbene, sette mesi sono ormai trascorsi dalla mia prima missiva ma, nonostante gli obblighi previsti dall’art. 55 c.p.p., non ho ricevuto, ad oggi, alcuna convocazione. Di una sola cosa sono certo: più di una persona, per il solo fatto ch’io conosco la verità dei fatti, spera che non arrivi prima dell’augurato trapasso!

Ed io, prima che ciò accada, desidero riferire la verità! Per questo motivo ho tentato ripetutamente di parlare con Lei o con la sua segreteria; ho perso solo del tempo! Ora, come dovuto, la informo che il più che ragionevole tempo da allora trascorso, giustifica appieno il venire meno di ogni mia assicurata riservatezza.

Le ricordo. qualora se ne fosse dimenticato, che nella missiva datata 2 Settembre 1997 inviata in pari data al suo Comando Generale con Fax trasmesso al N 442.23.745 <ore 12:45 circa> si legge testualmente:

"Come preannunciato nell’esposto-denuncia presentato a codesto Ufficio in data 26 Agosto u.s., il sottoscritto omissis in relazione al Procedimento omissis intende, per motivi di verità e di giustizia, rendere noti a codesto Comando Generale ulteriori elementi e circostanze di cui è venuto a conoscenza.

Considerato l’oggetto e la delicatezza delta vicenda il sottoscritto chiede di essere sentito personalmente su:

- omissis

- indicazioni sul militare del Corpo protetto dal concusso (si veda Rapporto... omissis>

- omissis

Il sottoscritto potrà essere convocato omissis

Roma 2 Settembre 1997

f.to Mario Broglio Montani


Preso atto del suo silenzio e accentuato dunque ogni dubbio sulla dichiarata volontà di "pulizia" all'interno del Corpo, rimango a disposizione del Magistrato precisando fin d'ora che ogni mio utile contributo verrà fornito agli Organi di P.G. competenti, Guardia di Finanza esclusa.

 

Fiumicino, 18 Marzo 1998

 f.to Mario Broglio Montani


 

BROGLIO MONTANI MARIO

Contr. S. Pietro Piturno n.c. - Tel. 080-4057623

70017 PUTIGNANO (Bari)

Domicilio in Fiumicino: Via G. Giorgis, 38 - Tel. 6522923

 

RACCOMANDATA A.R.

 

Al Direttore del Quotidiano.........

"La Repubblica"............................

Piazza Indipendenza, 11/b.........

00185............................... R O M A

 

Egregio Direttore,

Lo scorso 20 Dicembre 1997, a pagina quattro del suo giornale, sotto il titolo di cinque colonne

 

"Le Fiamme Gialle promettono - Cacceremo le mele marce"

un suo giornalista riportava, con evidenza, la categorica affermazione del Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI, Comandante Generale della GG.FF.:

 

"Espelleremo dalla Guardia di Finanza chiunque sarà

riconosciuto colpevole di aver intascato anche solo cento lire"

Dopo aver letto con molta attenzione l’intera pagina, dedicata tutta a problemi istituzionali della Guardia di Finanza, il sottoscritto, nutrendo seri dubbi sulla rigorosa dichiarazione del Comandante Generale del Corpo, inviava a quest’ultimo una Riservata Personale allegandogli copia di tre missive trasmesse precedentemente al suo Comando Generale in relazione ad una vicenda oggetto di un Procedimento archiviato a Bari che riguardava appunto il coinvolgimento, secondo la sua definizione, di alcune "mele marce".

Anche la missiva citata, ancorché indirizzata personalmente al Gen. MOSCA MOSCHINI in modo strettamente riservato <doppia busta e sigilli a ceralacca> ha avuto, non senza sconcerto, medesimo trattamento delle precedenti: silenzio assoluto!

In data 18 Marzo 1998 ho pertanto formulato una "Lettera aperta al Comandante Generale della Guardia di Finanza" recapitandola al terminale fax n. 442.23.266 come risulta dal relativo rapporto di trasmissione.

Poiché nella missiva si fa specifico riferimento al servizio del suo quotidiano, mi sono opportunamente astenuto dall’inviare copia ad altri giornali. Rimetto quindi a Lei copia di tale lettera <con documentazione allegata> pregandola, nel caso la ritenga utile al processo di moralizzazione e quindi meritevole di pubblicazione, di ometterne il mittente.

Le sarò grato, in ogni caso, se disporrà per un cortese cenno di riscontro, anche telefonico, da parte della sua redazione in modo da consentirmi una eventuale, diversa diffusione.

Ringraziandola anticipatamente, Le porgo distinti saluti ed auguri di Buona Pasqua.

 

Mario Broglio Montani


 

P.S. - Allego copia della corrispondenza del Corriere della Sera del 12 Ottobre 1993. Il successivo 21 Dicembre 1994 alcuni degli imputati furono condannati, pur in assenza di costituzione di parte civile e di avvocato, ad uno anno ed 11 mesi e poi assolti in Appello il 20 Novembre 1995. Con un esposto-dossier "Giustizia in Puglia" del 20.12.1996 ed una integrazione del 24.12.1997, entrambi corroborati da "documentazione esplosiva", spero finalmente di aver dimostrato al C.S.M., alla Corte dei Conti, al Ministro di Grazia e Giustizia ed alla Procura Nazionale Antimafia la gravità della situazione giudiziaria a Bari (Procuratore Generale, sei alti magistrati della Corte di Appello, tre P.M., due G.I.P. ed un G.I. chiamati in causa con reati che vanno dall’abuso ed omissione di atti di ufficio alla falsità ideologica e materiale) e Potenza (due P.M. e un G.I.P.). Tralascio la Procura di Roma in quanto è già nota la scandalosa degenerazione.

La invito, con l’occasione, a disporre affinché il suo corrispondente da Potenza intervenga all’udienza (che mi vede imputato per il reato di cui all’art. 368 C.P. Tribunale) del 6 Luglio 1998 - Aula Ferrara. Allego anche il relativo Decreto di anticipazione dell’udienza a seguito di mia espressa richiesta del 21 Gennaio 1998.

Fiumicino, 30 Marzo 1998

 


TRASMISSIONE DA MEMORIA INIZIO=18-MAR 11.55 FINE=18-MAR 11:57 - TO: TERMINALE FAX N. 44223266 – PAG. 01 DURATA 00:00’54" OK

 

LETTERA APERTA al COMANDANTE GENERALE della GUARDIA di FINANZA

Signor Comandante,

con raccomandata A.R. n. 4781 del 22 Dicembre a lei inviata in via strettamente riservata <doppia busta e sigilli a ceralacca> regolarmente pervenuta al suo Comando Generale in data 24 Dicembre 1997 lo scrivente, prendendo spunto da un servizio giornalistico così scriveva:

"Illustre Comandante

Leggo su "la Repubblica" di oggi - Sabato 20 Dicembre 1997 - sotto il titolo a cinque colonne <Le Fiamme Gialle promettono - Cacceremo le mele marce> - la Sua categorica affermazione:

"Espelleremo dalla Guardia di Finanza chiunque sarà
riconosciuto colpevole di aver intaccato anche solo cento lire".

Orbene, su tale suo imperativo, espresso al plurale, ho fondate ragioni di dubbio se è vero, come è vero, che una comunicazione a mia firma datata 2 Settembre 1997 (argomento: corruzione a Bari) ed i successivi due solleciti del 13 e 25 Ottobre 1997 hanno avuto, da parte del Comando Generale della Guardia di Finanza, un trattamento di assoluto silenzio."

Dopo alcune mie personali considerazioni, la missiva cosi concludeva:

"Nell'inviarLe, per comodità, copia delle missive in oggetto, Le sarò grato se riterrà di dissolvere i dubbi posti dalla grave circostanza che una disinteressata offerta di collaborazione, non richiesta ed anzi per ben due volte dal sottoscritto sollecitata, non abbia trovato la dovuta considerazione da parte del Suo Comando Generale.

Non è a me noto se le citate missive sono state a suo tempo portate alla sua attenzione. La prego, in ogni caso, di considerare quanto Le scrivo in via strettamente confidenziale e, soprattutto, quale mia opinione personale.

Con i migliori auguri per le ormai prossime festività.

All.: n. 3

f.to Mario Broglio Montani


Orbene, sette mesi sono ormai trascorsi dalla mia prima missiva ma, nonostante gli obblighi previsti dall’art. 55 c.p.p., non ho ricevuto, ad oggi, alcuna convocazione. Di una sola cosa sono certo: più di una persona, per il solo fatto ch’io conosco la verità dei fatti, spera che non arrivi prima dell’augurato trapasso!

Ed io, prima che ciò accada, desidero riferire la verità! Per questo motivo ho tentato ripetutamente di parlare con Lei o con la sua segreteria; ho perso solo del tempo! Ora, come dovuto, la informo che il più che ragionevole tempo da allora trascorso, giustifica appieno il venire meno di ogni mia assicurata riservatezza.

Le ricordo, qualora se ne fosse dimenticato, che nella missiva datata 2 Settembre 1997 inviata in pari data al suo Comando Generale con Fax trasmesso al N 442.23.745 <ore 12:45 circa> si legge testualmente:

"Come preannunciato nell’esposto-denuncia presentato a codesto Ufficio in data 26 Agosto u.s., il sottoscritto omissis in relazione al Procedimento omissis intende, per motivi di verità e di giustizia, rendere noti a codesto Comando Generale ulteriori elementi e circostanze di cui è venuto a conoscenza.

Considerato l’oggetto e la delicatezza delta vicenda il sottoscritto chiede di essere sentito personalmente su:
 
- omissis
- omissis
- omissis

Il sottoscritto potrà essere convocato ..

"omissis."

Roma 2 Settembre 1997

f.to Mario Broglio Montani...........

Preso atto del suo silenzio e accentuato dunque ogni dubbio sulla dichiarata volontà di "pulizia" all 'interno del Corpo, rimango a disposizione del Magistrato precisando fin d'ora che ogni mio utile contributo verrà fornito agli Organi di P.G. competenti, Guardia di Finanza esclusa.

Fiumicino, 18 Marzo 1998

f.to Mario Broglio Montani

 

 

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Alla Procura della Repubblica               
presso il Tribunale di    ROMA              

                                                                                                                 

Esposto- Denuncia

Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e residente in Fiumicino – Via Giorgio Giorgis n. 38, espone quanto segue a codesta Autorità Giudiziaria affinché tutto quanto rappresentato e documentato con la presente denuncia sia oggetto, per gli aspetti penalmente rilevanti, di approfondito esame al fine di consentire l’accertamento individuale delle gravi responsabilità all’interno del Corpo della Guardia di Finanza (Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari e/o Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma) e/o, ove questo dimostri di aver compiuto gli atti dovuti con la regolare trasmissione degli esposti alla Procura della Repubblica competente, all’interno stesso delle Procure della Repubblica di Bari e Roma per le gravissime negligenze, omissioni e quant’altro di più grave configurabile come reato.

Con Verbale del 23 Dicembre 1996 (Allegato N. 1) redatto presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comando Generale della Guardia di Finanza in Roma, alla presenza degli Ufficiali di PG Ten. Roberto GIAMPIETRO, Mar. Rosario EACO e Mar. Michele BIANCO e del sottoscritto, veniva consegnata ed acquisita copia del "dossier Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 a firma dello scrivente, indirizzato al detto Comando per quanto di specifica competenza e costituito da una relazione di 19 pagine (Allegato N. 2) e 14 allegati.

Alle pagine 8 e 9 – punto 2.5, 3.0 3.0-a/b/c/d di detto dossier, si fa menzione al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. aperto a Bari sulla base di una missiva datata 26 Luglio 1994 <con allegata lettera al P.M. dr. COLANGELO> rimessa in plico riservato e sigillato all’allora nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari, Procedimento poi archiviato su richiesta del P.M. il successivo 20 Settembre 1995.

Come può leggersi nelle conclusioni dell’esposto <pagina 19>, il sottoscritto, rimanendo a disposizione per il proseguo delle indagini, chiedeva di poter essere informato sugli sviluppi dell’inchiesta, "ivi compresa ogni eventuale nuova ipotesi di archiviazione".

In assenza (all'epoca e, purtroppo ancora a tutt’oggi) di convocazione da parte di alcun Magistrato o Organo di PG da questi delegato ne, tantomeno, dell’Ufficio operativo del Comando Generale, essendo venuto a conoscenza che altri accadimenti temuti e segnalati nella missiva del 26 Luglio ’94 avevano trovato puntuale attuazione, lo scrivente, in data 26 Agosto 1997, formulava l’Esposto-Denuncia – Integrazione al dossier Giustizia in Puglia" indirizzato specificatamente ed unicamente al Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma. In questo Esposto-Denuncia, consegnato personalmente al Ten. Roberto GIAMPIETRO presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comando Generale (Allegato N. 3) lo stesso 26 Agosto 1997, si anticipava che, "con promemoria a parte" e in relazione al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. archiviato a Bari, sarebbe stato fornito ogni ulteriore elemento "utile alla ricostruzione della verità che non è quella che si rileva dalla lettura della richiesta di archiviazione del P.M…..". Nelle conclusioni di rito, ovviamente, veniva reiterata la richiesta di essere informato su ogni eventuale richiesta di archiviazione.

Il giorno successivo 27 Agosto 1997, causa cardiopatia ipertensiva, il sottoscritto veniva ricoverato presso l’Ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia da dove veniva dimesso il successivo 30 Agosto con il suggerimento terapeutico di "evitare stress psichici e fisici" (Allegato N. 4).

Il giorno 2 Settembre ’97 tuttavia, facendo riferimento a quanto preannunciato nell’Esposto - Integrazione del 26 Agosto 1997 in relazione al Procedimento N. 6968 R.G.N.R. di cui sopra, il sottoscritto confermava al Comando Generale della Guardia di Finanza – alla cortese attenzione del Ten. GIAMPIETRO – "l’intenzione di rendere noti, per motivi di verità e di giustizia, ulteriori elementi e circostanze di cui è venuto a conoscenza". Con tale missiva, trasmessa al Terminale Fax 442.23.745 alle ore 12:45 circa del 2 Settembre, si chiedeva inoltre, considerato l’oggetto e la delicatezza della vicenda, di essere sentito personalmente su precise e specifiche circostanze (Allegato N. 5).

In data 13 Ottobre, con riferimento alla comunicazione del 2 Settembre 1997, il sottoscritto inoltrava al Terminale Fax 442.23.745 del Comando Generale un primo sollecito (Allegato N. 6).

Un secondo sollecito veniva dal sottoscritto avanzato con la Raccomandata N. 5978 del 25 Ottobre 1997 che accompagnava l’Esposto-Integrazione N. 2 del 24 Ottobre 1997 indirizzato, oltre che al Comando Generale della Guardia di Finanza, ad altre Istituzioni della Repubblica (Allegato N. 7).

Orbene, precisato che tutto quanto sopra rappresentato al Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari con le missive del 26 Luglio 1994 ed il successivo Verbale (con acquisizione di "copiosa documentazione") del 20 Gennaio 1995 prima, ed al Comando Generale della Guardia di Finanza in Roma con l’Esposto-Integrazione al dossier del 26 Agosto 1997 dopo, ha trovato preciso e puntuale accadimento come può riscontrarsi dalle Visure effettuate recentemente presso l’ufficio dei Registri Immobiliari di Bari <e ciò con gravissimo danno per i creditori rappresentati dalla curatela fallimentare e per gli interessi generali dello stesso sottoscritto> è opportuno, per motivi di verità e di giustizia, che l’intera vicenda venga esaminata alla luce delle gravi e ingiustificate "negligenze" e "omissioni" da parte del Comando Generale e per esso anche dello stesso Comandante Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI che, nel caso specifico, ha dimostrato una non indifferente dose di temerario menefreghismo e arroganza.

La provata inerzia del Comando, nella fattispecie, non ha soltanto denegato giustizia al sottoscritto, ma ha impedito che anche a Bari, come già avvenuto a Milano ed in altre città, si potesse procedere ad una, se non radicale, di certo salutare "pulizia" riducendo il numero delle cosiddette "mele marce" che il Comandante Generale, solo a parole, afferma di voler "cacciare". Nella sostanza, infatti, il comportamento gravemente omissivo del Comando Generale <istituzionalmente delegato al controllo> nulla fa per individuare e gettare nella spazzatura queste "mele marce"; anzi, l’impunità che ad esse assicura rende ancor più temeraria la loro "attività" e agevola il deterioramento di altri "frutti" geneticamente predisposti.

Quanto sopra esposto, peraltro, sembra trovare un preciso riscontro dall’inchiesta svolta a Venezia nel 1997. A pagina 4 del quotidiano "la Repubblica" del 20 Dicembre 1997 (Allegato N. 8) sotto il titolo a 5 colonne "Le Fiamme Gialle promettono – Cacceremo le mele marce", si leggono precise e categoriche promesse del Gen. MOSCA MOSCHINI. In 6° colonna però, sotto la fotografia del Generale, una corrispondenza da Venezia all’epoca sfuggita all’occhio del sottoscritto, cita un’ordinanza del Giudice Mastelloni: "Se volevano, al Comando Generale della Guardia di Finanza, avrebbero potuto far velocemente pulizia" e, più avanti, "C’è, infatti, chi aveva telefonato al Comando Generale di Roma per segnalare "l’illecito e vessatorio operato" nel Veneto del colonnello Mauro PETRASSI <ndr – quello stesso che era a Bari?!> ora arrestato, ma nessuno si mosse".

Lo stesso 20 Dicembre il sottoscritto, convinto della assoluta buona fede del Comandante Generale ritenne di formulare personalmente al Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI una lettera - riservata personale – che, chiusa in doppia busta e sigillata, venne inoltrata con raccomandata A.R. n. 4781, regolarmente pervenuta al Comando Generale il successivo 24 Dicembre 1997 (Allegato N. 9).

Il 18 Marzo 1998, a distanza di tre mesi dall’invio della missiva riservata, non riscontrata, il sottoscritto ha quindi formulato la "LETTERA APERTA al COMANDANTE GENERALE della GUARDIA di FINANZA" inviandola al Terminale fax della Segreteria del Comandante (Allegato N. 10). Copia della "Lettera Aperta …." veniva inoltre recapitata lo stesso 18 Marzo alla redazione del quotidiano "la Repubblica" all’attenzione dell’autore della corrispondenza ( Aldo Fontanarosa) senza alcun seguito.

Il sottoscritto, ritenendo quanto mai grave che precise e circostanziate segnalazioni su annunciati comportamenti penalmente perseguibili, rappresentati, documentati e responsabilmente sottoscritti al Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari il 20 Gennaio 1995 ed al Comando Generale di Roma con il citato dossier "Giustizia in Puglia" consegnato il 23 Dicembre 1996 e l’Esposto Integrazione del 26 Agosto 1997, non abbiano impedito al denunciato Sig. Vittorio SPEDICATI di vedere realizzati i suoi intendimenti, intende perseguire nelle opportune sedi giudiziarie, tutti coloro che venendo meno ai propri doveri, hanno omesso di adempiere responsabilmente, e con la dovuta diligenza, ogni atto dovuto.

Valga, ad esempio, quanto riportato nella missiva datata 26 Luglio 1994 indirizzata al P.M. dott. COLANGELO e allegata alla missiva indirizzata in pari data all’allora nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari circa l’intendimento del citato SPEDICATI di porre in vendita <non appena appreso dell’Istanza del sottoscritto tesa ad ottenere l’autorizzazione per sequestro cautelativo dei beni a lui riconducibili> la villa acquistata l’11 Novembre 1993 all’Ufficio Fallimenti di Bari per l’importo imponibile di lire 350.000.000.- Ed a nulla è servito l’aver partecipato al Cap. Giovanni FALCONE e fatto mettere nel Verbale redatto il 20 gennaio 1995 presso il Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria le significative due circostanze:

"- la villa acquistata dallo SPEDICATI nel novembre 1993 all’asta giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un compromesso a favore di tale VALENZA n.m.i."

" a conferma di quanto già detto nella nota allegata all’esposto del 26.07.94 aggiungo che la MOBILMET S.p.A. di Putignano verserebbe in condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune fidejussioni prestate dallo SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di Credito".

Ebbene, si riscontra oggi, dalle Visure dell’Ufficio dei Registri Immobiliari di Bari (allegato N. 13) che tutto quanto rappresentato con gli esposti-istanze del 30 Novembre (allegato N. 11) e 14 Dicembre 1993 (Allegato N. 12) e solo parzialmente confermato con la più volte citata missiva del 26 Luglio 1997, ha trovato puntuale e preciso accadimento:

SPEDICATI Vittorio

Atto 33843 del 19/10/1994 – vendita del fondo acquistato per il valore dichiarato di lire 2.000.000 a tale RONCO Donato per il valore dichiarato di lire 34.000.000;

Atto 25270 del 28/07/1995 – CITAZIONE a favore Credito Italiano di Genova contro SPEDICATI Vittorio e CONTEGIACOMO Angelo Raffaele <si legga vicenda Mobilmet s.p.a. a pag. 2 della missiva 26/07/1994> Particolare n. 18976. "Atto di citazione per dichiarare e riconoscere simulato l’atto di compravendita per atto di Marcantonio relativo ad immobile in Putignano;

Atto 1626 del 15/01/1997 – CITAZIONE a favore Monte dei Paschi di Siena contro SPEDICATI Vittorio – Particolare n. 1383. Revoca atti soggetti a trascrizione relativo a Immobili in Putignano;

SPEDICATI Carla Filomena

Atto 13115 del 19/04/1993 – CESSIONE dell’appartamento acquistato nel 1992 al Tribunale Fallimentare di Bari a DALESSANDRO Maria Nives, consocia del padre Vittorio nella società NEWTEC s.r.l. <missiva 26/07/1994 pag. 2 - I° paragr.>;

Atto 12616 del 14/04/1995 – VENDITA della villa acquistatagli dal padre Vittorio l’11 Novembre 1993 per l’importo imponibile di lire 350.000.000 <più spese di aggiudicazione> a favore di VALENZA Massimo che, nel Verbale redatto dal Capitano FALCONE il 20 Gennaio 1995, venne indicato come beneficiario del compromesso di vendita. Significativo che la cessione risulti effettuata allo stesso prezzo di aggiudicazione <lire 350.000.000> malgrado che l’acquisto di beni dal Giudice dell’Esecuzione comporti un costo aggiuntivo di circa il 15% e non consenta, per il soggetto privato, il recupero dell’eventuale I.V.A. pagata.

ARABIA Flora in SPEDICATI

Atto 23367 del 15/07/1994 – DONAZIONE a favore della figlia SPEDICATI Anna dei locali commerciali siti in Bari – Via Postiglione 4/4-a - acquistati con Atto 19845 del 25/06/1985 per il valore dichiarato di lire 260.000.000. <missiva 26/07/1994 pag. 2 - I° paragr.>; la società NEWTEC s.r.l. dello SPEDICATI, come rappresentato nell’esposto-denuncia integrazione del 26 Agosto 1997 rimessa al Comando Generale della Guardia di Finanza risultava, a differenza di quanto rappresentato nella lettera del 26 Luglio 1994, non è più presente a quell’indirizzo e molto probabilmente, come dal sottoscritto preannunciato nell’esposto-istanza al G.D. del 14 Dicembre 1993 <I° e II° paragr. a pag. 2> risulterà più o meno fittiziamente dismessa e/o liquidata.

A pag. 2 – II° paragr. della missiva 26 Luglio 1994 si legge:

"E’ altresì interessante seguire la storia della MOBILMET s.p.a. di Putignano – Capitale Sociale lire 500.000.000 – la cui maggioranza venne acquisita a Luglio del 1989 dal predetto Vittorio SPEDICATI e le cui azioni sarebbero state riacquistate dal socio minoritario Raffaele CONTEGIACOMO notoriamente, si dice, sempre "in bolletta". (Nota: vedasi sopra citazione del Credito Italiano).

Orbene, la conferma delle operazioni fittizie si ha dall’esame della Visure della Camera di Commercio del ‘93, dagli accadimenti successivi ed infine dall’esame delle recenti Visure dei Registri Immobiliari di Bari:

 la Mobilmet, dichiarata fallita, vede prossimamente processato per bancarotta il prestanome Raffaele CONTEGIACOMO, Vittorio SPEDICATI, proprietario occulto, risponde solo ed unicamente per le fidejussioni bancarie prestate, entrambi dovranno rispondere alle citazioni dei due Istituti bancari per presunte, simulate, compravendite.

A pag. 2 – III° paragr. della stessa missiva, a proposito di "protettori", si legge:

"Essendo comunque stanco di sentirmi ripetere "lasci perdere! SPEDICATI è troppo potente, SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella Guardia di Finanza, SPEDICATI è intoccabile ecc. ecc.".

Orbene, la notizia " SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella Guardia di Finanza" non ha trovato, a differenza delle altre due, riscontro nella realtà. Oggi tuttavia, alla luce di nuovi elementi che hanno suggerito la necessità di procedere ad un più approfondito riesame cronologico degli avvenimenti, il sottoscritto è però in grado di rappresentare responsabilmente e con sufficiente fondatezza quanto allora avvenuto, consentendo altresì l’individuazione dell’Ufficiale della Guardia di Finanza che molto probabilmente, sia pure per un semplice scambio di cortesia, potrebbe avere influito negativamente sull’esito di alcune delle azioni penali promosse e, da non escludere, sulla sospetta e ingiusta archiviazione del Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. a Bari.

Per quanto riguarda il contenuto della missiva del 2 Settembre 1997 <alleg. 5 > inviata al Comando Generale della Guardia di Finanza, specificatamente per rendere noti ulteriori elementi acquisiti in relazione al citato Procedimento, il sottoscritto rimane a disposizione di codesta Procura della Repubblica per ogni proseguo di Legge.

Lo scrivente, in attesa di venire opportunamente ascoltato, anticipa la ferma volontà di perseguire, anche con la costituzione di parte civile nell’eventuale giudizio penale, tutti coloro, siano essi appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza che hanno omesso, pur obbligati, di informare la competente Procura della Repubblica e/o (se risulti tale atto adempiuto) il P.M. che per grave negligenza e/o per dolo e colpa grave, hanno omesso di compiere gli atti dovuti impedendo nella fattispecie il normale corso di giustizia.

Per i suesposti motivi lo scrivente chiede fin d’ora che, nei limiti consentiti, possa venire informato sulla evoluzione delle indagini e che, soprattutto, venga preventivamente informato, secondo le vigenti norme di Legge, su ogni eventuale richiesta di archiviazione da parte del P.M. procedente.

Con osservanza.

Fiumicino, 17 Novembre 1999

f.to Mario Broglio Montani

          Allegati:
– Verbale del Comando Generale della GG.FF. del 23 Dicembre 1996;
– Dossier "Giustizia in Puglia" <esposto-relazione> del 20 Dicembre 1996;
– Esposto Denuncia-Integr. al dossier del 26 Agosto 1997;
– Lettera dimissioni Ospedali G.B. Grassi di Ostia del 30 Agosto 1997;
– Missiva Fax al Comando Generale del 2 Settembre 1997;
– Sollecito Fax al Comando Generale del 13 Ottobre 1997;
– Racc. A.R. al Comando Generale del 24 Ottobre 1997;
– Copia pag. 4 "la Repubblica" del 20 Dicembre 1997;
– Racc. "Riserv.Pers." al Gen. Rolando MOSCA MOSCHINI del 20 Dicembre 1997;
– "Lettera Aperta al Comandante Generale ……" del 18 Marzo 1998;
– Esposto-Istanza al G.D. di Bari del 30 Novembre 1993;
– Esposto-Istanza al G.D. di Bari del 14 Dicembre 1993;
– Visure Settembre 1999 eseguite presso l’Ufficio dei Registri Immobiliari di Bari.
 

Dopo una serie numerosa di visite in Procura per poter parlare con il P.M. titolare del Fascicolo dott. Catello Pandolfi, tutte negative perchè il P.M. risultava sempre occupato (strano... anche il P.M. Vincenzo Barba, già alla Procura di Potenza, non riceve, per sua abitudine, le parti.... (possibile??? - Cliccate qui è leggete quanto dallo stesso affermato in una deposizione del 31 Maggio 2005) questo perchè preoccupato dalla confidenza riservata di un amico, che ben conosce l'ambiente giudiziario romano ed al quale avevo fatto leggere la denuncia da me presentata il 17 Novembre del 1999, dopo la sua domanda " a quale P.M. è stato delegato il fascicolo? e la mia risposta "un certo dott. Pandolfi" ebbe a rispondermi "non farti illusioni... questo è uno che quando vengono chiamati in causa personaggi noti, insabbia tutto!) ed infatti, come previsto, a nulla è servita l'Istanza personalmente depositata presso la segreteria del P.M. la mattina del 17 Marzo 2000. - Eccola:

istpm17mar.gif (58326 byte)

Richiesta di Archiviazione notificatami presso la Compagnia Carabinieri di Monopoli nel mese di Novembre del 2000. Il sottoscritto, gia caduto in depressione dopo la scoperta delle nefandezze commesse a suo carico dal P.M. dott. Vincenzo Barba (a nulla sono servite infatti le segnalazioni al Ministero della Giustizia ed al C.S.M.) ha ricevuto cosi il colpo di grazia! -  Subito dopo, difatti, è stato ricoverato in una struttura sanitaria: Grazie mia ex Patria, per il trattamento che mi è stato riservato!

 


 

 

CERTIFICAZIONE RICOVERO CASA DI RIPOSO ROMANAZZI CARDUCCI

PERMANENZA DAL 10 GENNAIO 1994 AL 28.11.1995

GESTIONE DA PARTE DELLA COOPERATIVA PROPOSTA scrl - FALLITA

DAL 29 NOVEMBRE 1995 AL 1 LUGLIO 1998

CERTIFICAZIONE RICOVERO DOPO IL TENTATO SUICIDIO SEGUITO ALLA RICHIESTA

DI ARCHIVIAZIONE DEL P.M. PANDOLFI DELLA DENUNCIA CONTRO IL GEN. MOSCA MOSCHINI

VERBALE DI RICONOSCIMENTO INVALIDTA' CIVILE 80%

 
   
  Estratto conto    

BROGLIO MONTANI  MARIO  BRGMRA37T09H501R 

nato a ROMA  (RM)  il 09/12/1937  

Legenda
 Copertura annuale non determinabile per anni precedenti al 1975 
 Copertura annuale totale 
 Copertura annuale parziale 
 Copertura annuale mancante 
 Copertura annuale determinata con sovrapposizione di periodi contributivi 

 
                                 
60-74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90

Segnalazioni


Titolare di pensione cat. VO/ART (VECCHIAIA DEGLI ARTIGIANI ) Certif. n. 33037322 erogata da: INPS - IST. NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE


Periodo

Tipo di Contribuzione

Contributi utili pensione

Retribuzione o reddito

 Azienda 

 Note 

Dal

Al

 

al diritto

al calcolo

Lire

Euro

01/02/1960

31/12/1964

Lavoro dipendente

sett.

255

255.0

non indicato

non indicato

 

 

Gruppo Olivetti Ivrea

  8100808041

 

 

14 MENSILITÁ

PREMIO PRDODUZIONE

FERIE

CURE TERMALI

VIAGGI PREMIO

 

01/01/1965

31/05/1967

Lavoro dipendente

sett.

126

126.0

non indicato

non indicato

01/06/1967

31/12/1969

Lavoro dipendente

sett.

135

135.0

non indicato

non indicato

01/01/1970

31/12/1970

Lavoro dipendente

sett.

  52

52.0

non indicato

non indicato

01/01/1971

31/12/1971

Lavoro dipendente

sett.

  52

52.0

non indicato

non indicato

01/01/1972

31/12/1972

Lavoro dipendente

sett.

  53

53.0

non indicato

non indicato

01/01/1973

31/12/1973

Lavoro dipendente

sett.

  52

52.0

non indicato

non indicato

01/01/1974

28/06/1974

Lavoro dipendente

sett.

  26

26.0

   3.783.000

1.953,75

01/08/1974

31/12/1974

Titolare di impresa COM.

mesi

   5

5.0

      106.000

54,74

 24100620UN

"CONCESSIONARIO

ESCLUSIVISTA

OLIVETTI PER LA ZONA DI PUTIGNANO" (BARI)

01/01/1975

31/12/1975

Titolare di impresa COM.

mesi

 12

12.0

      604.000

311,93

 24100620UN

01/01/1976

31/12/1976

Titolare di impresa COM.

mesi

 12

12.0

      728.000

375,98

 24100620UN

01/01/1977

30/09/1977

Titolare di impresa COM.

mesi

   9

9.0

      623.000

321,75

 24100620UN

01/11/1977

31/12/1977

Titolare di impresa ART.

mesi

   2

2.0

     138.000

71,27

 11147270TR

AL NETTO DI OLTRE

 500 MILIONI

PER I SOCI

OCCULTI:

"BANCHE E FINANZIARIE"


E SENZA

VENDITE AI

CLIENTI DI

CONSULENTI

MAFIOSI

CHE

PRETENDEVANO

IL 10%

SULLA

VENDITA DEI

REGISTRATORI

FISCALI E, VITA NATURAL

DURANTE,

SUGLI

ACCESSORI

D'USO:

ROTOLI DI CARTA,

NASTRI

ASSISTENZA

TECNICA.

 

01/01/1978

31/12/1978

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

     993.000

512,84

 11147270TR

01/01/1979

31/12/1979

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

   2.420.000

1.249,82

 11147270TR

01/01/1980

31/12/1980

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

   3.606.000

1.862,34

 11147270TR

01/01/1981

31/12/1981

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

   5.293.000

2.733,60

 11147270TR

01/01/1982

31/12/1982

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

   5.430.000

2.804,36

 11147270TR

01/01/1983

31/12/1983

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

   8.826.000

4.558,24

 11147270TR

01/01/1984

31/12/1984

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

  14.099.000

7.281,52

 11147270TR

01/01/1985

31/12/1985

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

  14.858.000

7.673,51

 11147270TR

01/01/1986

31/12/1986

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

  18.351.000

9.477,50

 11147270TR

01/01/1987

31/12/1987

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

  23.356.000

12.062,36

 11147270TR

01/01/1988

31/12/1988

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

  19.637.000

10.141,66

 11147270TR

01/01/1989

31/12/1989

Titolare di impresa ART.

mesi

 12

12.0

  18.740.000

9.678,40

 11147270TR

01/01/1990

30/06/1990

Titolare di impresa ART.

mesi

   6

6.0

    6.152.000

3.177,24

 11147270TR

01/07/1990

31/12/1990

Titolare di impresa ART.

mesi

   6

6.0

    7.180.000

3.708,16

 11147270TR

 

 

Avvertenze


Questo estratto ha valore puramente informativo e non certificativo.
Peraltro, la contribuzione relativa agli ultimi periodi può non essere presente per motivi legati agli attuali sistemi di aggiornamento dei dati.
Alcuni periodi di contribuzione figurativa, potrebbero non essere stati valutati per il calcolo della pensione.

Qualora Lei abbia necessità di valutare un eventuale accesso al pensionamento, oppure riscontri inesattezze nell'estratto, può fissare un appuntamento presso una qualsiasi Agenzia INPS


   

 

1960 - 1974 - 14 anni ininterrotti trascorsi in Aziende del gruppo Olivetti ( in Roma, Catanzaro e Bari)

 

1974 - 1977 - 3 anni d'inferno come "Concessionario Esclusivista Olivetti per la zona di Putignano" - Svaniti risparmi e liquidazione....!

 

1983 - 1989 - 5 anni di intenso lavoro (Registratori Fiscali) con reddito netto decurtato superiore del 50% per i "soci occulti" (Banche e Finanziarie

 

1990 - Grave crisi finanziaria, revoca di affidamenti e dipendenti assunti nell'89 con Contratto Formazione lavoro pagati senza lavorare!

 

1991 - Vendita Locali aziendali acquistati nel 1983, ultimo investimento nel settore delle Scuole (appannaggio del Provveditore agli Studi)

 

1992 - Rinuncia al contratto di affitto stipulato, abbandono dell'attività e accordo di collaborazione con la "Centrufficio" di Casamassima.

 

1993 - Disoccupato - Denuncia 12 Giugno - Missiva al PM 23 Luglio - Esposto Antimafia e CSM 5 Agosto - Radiozorro - 22.06 - 13.10

 

1994 - Lettera al Prefetto di Bari 10 Gennaio - Provvedimento di sfratto esecutivo - Inserimento nella Casa di Riposo "Romanazzi Carducci"

 

- Ist. Opp. GIP 5 Gennaio 1994

- Al Prefetto Bari 10/01/ 1994

- Prefetto a Procura 19/01/'94

- Procura a Prefetto 27/01/'94       

- Esposto 26 Lug 1994 G.F.

- Sentenza 21 Dic. 1994 (Giustizia è fatta!) - Ma breve fu l'illusione. 20 Novembre 1995: La Riforma ignominiosa della Corte di Appello

LENTO MA PROGRESSIVO CAMMINO PER RITORNARE, NONOSTANTE TUTTO, ALLA VITA

Anno 2000

Collaborazione non continuativa con Datasoftware - Putignano - Ricevuta e Dichiarazione dei Redditi 2001

Anno 2001

Collaborazione non continuativa con Datasoftware - Putignano - Ricevuta e Dichiarazione dei Redditi 2002

Anno 2002

Collaborazione non continuativa con Datasoftware - Putignano - Ricevuta e Dichiarazione dei Redditi 2003

Anno 2003

Collocazione in Pensione - Certificazione reddito 2003 - Modello CUD 2004

Anno 2004

EMIGRATO E RITORNATO A VIVERE FELICEMENTE NELLA LONTANA TERRA ARGENTINA

CONSEGUENZE ECONOMICHE, FISICHE, PSICHICHE, MORALI, BIOLOGICHE, ESISTENZIALI

cors56.gif (293498 byte)