Da: Lucha contra la Corrupción <info@corruttopoli.it>
A: Ispettorato Ministero della Giustizia <segr.capo.ispettorato@giustizia.it>
Data: 24 apr 2007 - 0.44
OMISSIS
----- Original Message -----
Sent: Friday, April 20, 2007 4:03 AM
Subject: Denuncia contro il P.M. Vincenzo Barba...Mosca Moschini
Illustre dott. Miller,ho appena ricevuto dal mio avvocato di Catanzaro (in relazione alla denuncia del 15 Ottobre 1992 da me presentata c/ il P.M. Barba alla Procura di Perugia, da qui a Firenze (effetto della denuncia-diffida del 7 Settembre - esito...???) e, dopo l'opposizione al GIP del 4.03.2003, alla Procura di Catanzaro - P.M. Luigi De Magistris) il seguente messaggio:
"Egr. Sig. Broglio,
Le comunico di avere appreso in cancelleria che il GIP presso il Tribunale Ordinario di Catanzaro ha disposto l'archiviazione del procedimento penale.
Dal momento che non è stata fissata l'Udienza camerale a seguito della Sua opposizione alla richiesta di archiviazione, è evidente che il Giudice ha applicato il 2° comma dell'art. 410 c.p.p., che così dispone: "se l'opposizione è inammissibile e la notizia di reato è infondata, il Giudice dispone l'archiviazione con decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero". Nel rimanere a Sua disposizione per qualunque chiarimento si rendesse necessario, Le invio cordiali saluti.
avv. Francesco Iacopino"Orbene, questa è l'istanza di opposizione trasmessa a Catanzaro il 27 Giugno del 2006. Constatato, come peraltro avevo già intuito da tempo, che anche il P.M. De Magistris non è esente da condizionamenti ambientali al pari di tutti i suoi colleghi, mi permetto rappresentarLe quanto segue:
Quindici anni fa, all'indomani della richiesta di fallimento presentata da una Banca, formulai e consegnai alla Cancelleria Fallimentare del Tribunale di Bari il "Promemoria" datato 25 Maggio 1992. Il 21 e 23 Giugno successivo venni convocato presso l'Ufficio di PG - Carabinieri - per essere sottoposto ad interrogatorio. Alla ricezione del Rapporto di P.G. il P.M. Giovanni Colangelo iscrisse a mod. 21 ben 9 procedimenti di cui il primo, riguardante una concussione subita nel Novembre del 1992 ad opera del Sen. Silvio Cirielli e dei sodali Nicola Madaro e Saverio Vavalle (rispettivamente Presidente e Consigliere della USL BA/14 di Acquaviva - Bari).
Il Processo, celebrato nelle Udienze del 27 Ottobre e 21 Dicembre 1994 si concluse, pur in assenza di costituzione di parte civile, con la Sentenza N. 395/94 che condannò gli imputati alla pena di anni uno e mesi undici di reclusione. Una sentenza inappellabile per qualunque onesto avvocato ma non per il prof. Gaetano Contento che grazie all'ottima introduzione nell'ambiente dei magistrati corrotti e/o corruttibili, redasse e fece firmare dal Presidente Aldo D'Innella, Presidente della IIIa Sez. della Corte d'Appello, l'ignominiosa riforma emessa il 20 Novembre 1995 con la piena assoluzione degli imputati condannati in prima istanza.
Premesso che l'analisi fatta dall'allora P.M. barese Nicola Magrone nella diretta radiofonica Radiozorro del 13 Ottobre 1993... (giorno successivo all'articolo sul Corriere della Sera - esiti del "Promemoria" 12 Novembre 1992 inviato all'allora Ministro Rosa Russo Jervolino - con il risultato finale di vedere l'ex Provveditore agli Studi di Bari, dopo alcuni anni di immunità parlamentare, addirittura nominato da Pera e Casini componente dell'Autorità di Garanzia sui LL.PP)
".... qui basta prendere il bandolo di una matassa che tutto si sgretola... il problema è ... ancora, nonostante gli anni passati di democrazia ....... e che ancora se un bandolo qualcuno lo prende, .... finisce che ci rimette lui le penne...no?
... ha superato ogni più lungimirate previsione, come potrà vedere dalle gravissime "Conseguenze" che hanno sconvolto totalmente la mia esistenza,
non posso non chiederLe di verificare tra le tante carte che ho trasmesso all'allora Ministero di Grazia e Giustizia, quelle che virtualmente offro alla sua attenzione subito dopo lo stralcio delle motivazione addotte dal Presidente D'Innella per l'assoluzione:
Nell'Inserto N. 6 del dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 consegnato personalmente in Via Arenula nella mattinata del 24 Ottobre 1997 insieme all'Esposto-Integr. 2, stessa data, troverà i documenti di gara prodotti all'udienza del 27 Ottobre 1994 dal difensore del Madaro Prof. Gaetano Contento e, tra questi, gli unici 4 preventivi esistenti agli atti. Di qui l'accusa di falsità in atti giudiziari per aver scritto nella sentenza che dopo la riapertura dei termini (seguita alle mie minacce di ricorrere al Coreco) vennero invitate altre tre-quattro ditte "concessionarie Olivetti". Ma i Magistrati conoscono le norme di diritto commerciale a base di un Contratto di Concessione di vendita in Esclusiva?
Certo che le conoscono ed è per questo che dopo l'Appello-Denuncia del 25 Dicembre 1995 formulai la denuncia del 7 Marzo 1996 per omissione d'atti d'ufficio contro i componenti della Corte d'Appello e, in concorso con l'Avv. Contento, di corruzione aggravata, trasmessa, oltre che all'allora Ministro di Grazia e Giustizia, alla Direzione Antimafia ed al Procuratore Generale di Bari. Questa denuncia, insieme alle altre due per omissioni ed abuso d'atti d'ufficio e favoreggiamento aggravato dall'entita dei danni procurati all'Erario formulate rispettivamente contro il P.M. barese Gaetano De Bari e quello romano Piero De Crescenzo (protetto l'ex Provveditore Giuseppe Brienza) , le trova inserite come "allegati 13a,b,c" nello stesso dossier "Giustizia in Puglia" che il corrotto e temerario criminale Vincenzo Barba trasmise in archivio il 7 Luglio del 1997, subito dopo avermi congedato.
Qui in Argentina, almeno da quando vi risiedo, so che se chiunque accusi ingiustamente un qualsiasi soggetto di reati mai commessi, viene rinviato a giudizio e, in mancanza delle prove del reato, condannato per calunnia e diffamazione. In Italia (PIU' APPROPRIATO ITALIOPOLI) sembra che siano stati aboliti sia gli obblighi previsti a carico del P.M. dall'art. 55 c.p.p., sia quelli dell'obbligatorietà dell'azione penale qualora le accuse mosse ad un magistrato risultino infondate.
Il P.M. Gaetano De Bari, prosciolto benevolmente una prima volta dal P.M. di Potenza Erminio Rinaldi , e formalmente ri-denunciato con l'esposto-autodenuncia del 15 Marzo 1996, come anticipato con l'Appendice in calce all'Esposto.Integr. 2 del 24 Ottobre 1997, con il chiaro intento intimidatorio e vendicativo, ha temerariamente rappresentato l'Ufficio del P.M. nel processo seguito alla richiesta di rinvio a giudizio (allegato 11a del dossier Giustizia in Puglia 20.12.1996).
Legga la lettera del Consigliere per gli Affari di Giustizia del Quirinale dott. Loris D'Ambrosio in risposta all'ennesimo esposto indirizzato nell'occasione al Ministro Oliviero Diliberto concernente anche il P.M. Gaetano de Bari. Da quella prima "Lettera Aperta del 9 Aprile 1999" sono ormai passati più di sette anni (come i sette anni, più o meno, da me trascorsi in strutture sanitarie per gravi colpe di un manipolo di magistrati facenti parte di una vera e propria associazione a delinquere) e più di un anno dalla "Seconda Lettera Aperta..." del 29 Aprile 2006 con l'invito alla querela.
Altrettanto ho fatto con il messaggio "Vergogna da Quarto Mondo" indirizzato il 20 Dicembre scorso al P.M. Vincenzo Barba nel primo decennale della "Vergogna", ma dell'auspicata querela non ho ancora notizie.
Dopo aver ritrovato la gioia di vivere, come si evidenzia dal tenore della "Lettera Aperta al P.M. Catello Pandolfi" del 7 Aprile 2006, da qualche mese sono dovuto tornare alle terapie antidepressive. Come posso rimanere impassibile nel vedere, dopo tutte le mie sofferenze morali, fisiche, psichiche, biologiche ed esistenziali (un'unica figlia, laureatasi a Siena nel 2000 grazie all'aiuto del nonno, che non mi ha perdonato la "testardaggine" nel non voler fare quello che tutti facevano in ciò sacrificando il prestigio e l'agiatezza della famiglia e che per questo non sento e non vedo dal lontano Ottobre 1992) sorridente e compiaciuto dietro il Presidente Napolitano e la Presidente dell'Assemblea ONU, il Generale Rolando Mosca Moschini?
Mi consenta infine di porle un'ultima domanda: è dal 2000 che la vicenda che coinvolge il Gen. Mosca Moschini è presente su tutti i motori di ricerca (ai primissimi posti digitando "mosca moschini broglio" o "mosca moschini guardia finanza"), ma il predetto, anzichè querelarmi, preferisce altri, per me impercorribili, percorsi. Il 2 Novembre scorso, ancora a Bruxelles, gli ho trasmesso la "Terza Lettera Aperta" con l'invito a formulare immediata denuncia-querela nei miei confronti. I 90 giorni sono trascorsi invano, come invano, nell'autunno del 1997, attesi la più volte sollecitata convocazione per riferire fatti gravissimi che sono passati sotto la mia personale conoscenza e per i quali, in caso di rivelazione, è stata già emessa la mia condanna a morte!
Ma il sottoscritto, che per ben due volte ha tentato seriamente di mettere fine alla sua travagliata esistenza terrena, non teme anzi auspica che quanto prima un sicario esegua gli ordini. Prima che questo avvenga però, per il bene della verità e delle future generazioni, desidera svuotare il pesante sacco che da 15 anni, con sofferenza, tormenta la sua esistenza.
Le chiedo scusa se risulto prolisso ma non ho il dono della sintesi, e lo stress che sto accumulando nel sentire che vicende molto meno gravi di quella che mi riguarda, sono agli onori della cronaca, mi ribolle il sangue.
Altro che Tangentopoli, Mafiopoli, Corruttopoli, Calciopoli, Vallettopoli..... qui per una minoranza di magistrati indegni della Toga che indossano e dei diritti di vita o di morte sui cittadini (controparte dei loro protetti) di cui si sono impossessati per gravi colpe di chi aveva ed ha il compito di vigilare e non lo ha fatto, arriviamo alla ben piu grave vicenda che per quanto mi riguarda vede coinvolti oltre trenta magistrati delle Procure di Bari, Potenza, Salerno, Roma, Perugia, Firenze e Catanzaro: dunque, si può ben dire "M A G I S T R O P O LI".
Preso atto che anche la Procura Nazionale Antimafia ignora le "Istanze" inoltrate affinchè venga opportunamente ascoltato su fatti che riguardano specificatamente l'attività Istituzione della Guardia di Finanza, non mi resta che contare sulla Sua sensibilità e comprensione non tanto di Magistrato quanto di Padre di Famiglia affinche questo "fardello" possa passare al vaglio della magistratura per le opportune verifiche e successivi provvedimenti se, come per il lontano "Promemoria" del 25 Maggio 1992 emergeranno i puntuali riscontri probatori.
Sono stanchissimo, qui sono le 4 del mattino (le 9:00 in Italia) e mi si chiudono gli occhi.
Voglio sperare che vorrà riservare a questo mio messaggio la dovuta considerazione e per questo la ringrazio anticipatamente se vorrà valutare, magari dopo un integrazione sul comportamento dei magsitrati delle altre Procure chiamate in causa, l'ipotesi di ispezioni ministeriali nelle Procure dove sono presenti fascicolo contenenenti i documenti probatori sulle gravi responsabilità dei giudici.
Con i più distinti saluti.
Mario Broglio Montani
Olavarria, 2422
07600 Mar del Plata
Tel.: 0054-223-4107399
Fax: 0065-223.4107401
P.S.
I Giudici del Riesame di Perugia, nel respingere nel 2002 il mio ricorso avverso il sequestro preventivo del mio sito http://brogliomontani.it , mi additarono come un "criminale calunniatore" scrivendo nelle motivazioni:
“emerge chiaramente come tutto il sito WEB www. brogliomontani.it è incentrato su una vicenda che vede il BROGLIO MONTANI autore di una serie di diffamazioni e calunnie nei confronti di numerosi soggetti e personaggi”. Ed ancora: "...la presenza in detto sito di affermazioni di contenuto diffamatorio nel confronti del dott. Barba Vincenzo (...), della stessa Procura di Roma, di quella di Potenza e di Bari e di soggetti del mondo politico italiano, del CSM, della Guardia di Finanza ed alcuni avvocati ed altri". E, per finire: "...attesa la strumentalità del sito rispetto alla condotta criminosa tenuta dal BROGLIO MONTANI".
Ai Magistrati è consentito di muovere accuse di tale gravità non solo senza essere mai stato condannato per siffatti reati (fa eccezione quella del P.M. Barba del 31 Maggio 2002 per i quali mi è stato impedito il ricorso per l'irrantracciabilità, molto sospetta, del fascicolo contenente l'incrimninata "Lettera Aperta" del 1 Marzo 2000? La verità e che il sottoscritto è stato ed e vittima di tutti i soggetti che i suddetti magistrati hanno trasformato in vittime della criminosa attività del sottoscritto. Ecco il mio curriculum.