Da: Mario Broglio Montani [broglio@speedy.com.ar ] Inviato: martedì 14 novembre 2006 4.09
A: Direzione Nazionale Antimafia (segr.particolare.dna@giustizia.it )
Oggetto: Lo sfascio della giustizia!
Illustre Procuratore,A Lei, massimo responsabile della Direzione Nazionale Antimafia premiato per l'impegno profuso in tanti anni di lotta contro la criminalità mafiosa, l'invito a leggere la Terza Lettera Aperta al Gen. Rolando Mosca Moschini.
La mia lunga, travagliata e sofferta vicenda ha dell'incredibile ma, purtroppo per l'Italia, è vera ed incontestabile. Dopo 14 anni ininterrotti al servizio della Olivetti (Roma, Calabria e Bari) decisi di rassegnare le mie dimissioni per avere in cambio la nomina a Concessionario Esclusivista Olivetti per la zona di Putignano, con competenza anche nel territorio del Comuni di Castellana Grotte e Conversano.
Ero convinto, infatti, che la professionalità acquisita nelle diverse mansioni mi sarebbe stata enormemente d'aiuto nell'avvio dell'attività commerciale. Non sapevo però che esisteva un norma, non scritta nel Contratto di Concessione ma rigidamente applicata dalla totalità dei Concessionari Esclusivisti, che voleva lo scambio dei fogli di carta intestata con i colleghi vicini per formulare in casa, alle migliori condizioni dell'offerente, almeno i tre preventivi di spesa necessari all'Ente Locale per l'espletamento della gara d'appalto.
I magistrati della IIIa penale del Tribunale di Bari, sulla base di un quasi innocente Promemoria rimesso al Tribunale Fallimentare il 25 Maggio del 1992 emisero il 21 Dicembre 1994, pur in assenza di costituzione di parte civile, un'esemplare Sentenza di condanna per concussione contro i sodali del Sen. Silvio Cirielli, l'ex Presidente della USL BA/14 Geom. Nicola Madaro ed il Consigliere del Comitato di Gestione Saverio Vavalle. Il P.M. dott. Giovanni Colangelo, che ha avuto il merito, grazie al mio promemoria, di iscrivere a mod. 21 ben 8 ulteriori procedimenti con un arresto ed oltre 21 richieste di rinvio a giudizio, ha il demerito di aver ignorato, al pari di tutti gli altri magistrati inquirenti che hanno trattato la mia vicenda, la raccomandata del 26 Luglio 1994 inviata anche al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari.
Il 20 Novembre 1995, la Corte d'Appello di Bari riformava la sentenza del Tribunale assolvendo gli imputati per non aver commesso il fatto.
Da questo momento, illustre Procuratore, ha inizio per me un doloroso calvario che il P.M. barese dott. Nicola Magrone aveva, con molta lungimiranza, anticipato nella diretta radiofonica RadioUno-Radiozorro del 13 Ottobre 1993.
Il 25 Dicembre 1995 formulai un'Appello-Denuncia che inviai alle massime Istituzioni, compresa la Direzione Nazionale Antimafia che ebbe un seguito nelle Udienze del 26 Luglio e 14 Giugno 1999 al Tribunale di Potenza con la richiesta di condanna del P.M. a due anni e sei mesi di reclusione. Assolto ma senza ottenere giustizia. Legga la Lettera Aperta al P.M. Vincenzo Barba allegata (ndr-sotto sequestro-reitero reato) inviatagli il 1 Marzo del 2000 ed il seguito come rappresentato recentemente con E-Mail al Giudice di Arezzo che il 31 Maggio del 2005 mi ha condannato a 4 mesi per diffamazione a danno dello stesso P.M. all'epoca alla Procura di Potenza.A questo punto, a proposito del suddetto, devo stralciare due paragrafi dal dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 mandato in archivio come atto non costituente reato:
"Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato .... stanco delle tante, troppe ingiustizie subite nel corso della sua trascorsa attività imprenditoriale e post imprenditoriale, dello strapotere dei magistrati baresi e potentini che insabbiano ogni inchiesta che vede coinvolti personaggi "intoccabili", si pone l'auspicio che quanto andrà ad esporre e documentare dopo una breve "introduzione", possa essere attentamente valutato per gli aspetti penalmente rilevanti, al fine di contribuire, nell'interesse dello stesso prestigio della Magistratura, alla messa sotto accusa di tutti quei magistrati infeudati in lobby politico-affaristiche che tutto hanno fatto, tranne il proprio dovere; se è vero, come è vero, che il sottoscritto, nell'analizzare quelle stesse carte oggetto delle loro inchieste (e, stando a quanto pubblicato sui quotidiani "Puglia" e "Gazzetta del Mezzogiorno" del 26 e 27 Ottobre 1993, malgrado "il notorio non buono stato di salute, dal punto di vista neurologico ...") è rimasto raccapricciato per l'estrema superficialità con le quali le indagini sono state dirette ed esperite, tanto da non far escludere che ufficiali di P.G., magistrati inquirenti ed alti magistrati della Corte di Appello di Bari che hanno trattato tali vicende, potessero essere stati colpiti da grave patologia agli organi visivi.
Non è fantasia ipotizzare che, se al posto del P.M. dr. DE BARI ed ancora prima del Dr. BISCEGLIA, ci fosse stato un P.M. comparabile, per acume e intuizione, al dr. DI PIETRO, noi avremmo avuto la nascita di Tangentopoli già nel 1989, con l'estensione delle indagini a tutte le Procure d'Italia, posto che sarebbe risultato subito oltremodo palese e facilmente riscontrabile in decine di migliaia di Delibere (Giunte Comunali, Provinciali, Regionali, Comitati di Gestione USL ecc. ecc.) che i "Concessionari Esclusivisti Olivetti" <autorizzati quindi per contratto ad operare limitatamente ed esclusivamente nel proprio territorio> non potevano, se non in virtù di poco leciti, reciproci accordi di convenienza, presentare preventivi ad Enti (Ospedali, Comuni, USL, Scuole ed altre Istituzioni locali) aventi sede in zone non di propria competenza."Se il PM Barba, come richiesto in calce al dossier, mi avesse convocato per chiedermi il significato delle ultime quattro righe del primo dei due paragrafi, gli avrei indicato di verificare l'allegato n. 6 contenente la Sentenza del 21 Dicembre ed i 4 preventivi agli atti prodotti dalla difesa: tre distinti concessionari esclusivisti Olivetti iscritti, ciascuno, negli albi fornitori degli Enti locali ubicati nel territorio di appartenenza e per di più soci tutti della System s.r.l. in Bari, più quella del sottoscritto, l'unica veramente legittima.
Le chiedo, non è paradossale che un Promemoria dove davo conto del mio travaglio imprenditoriale senza denunciare alcuno, senza riserve del 408 o di essere opportunamente ascoltato, abbia avuto sviluppi clamorosi mentre la denuncia del 7 Marzo 1996 (inviata anche alla D.N.A.) contro i magistrati della Corte d'Appello di Bari per omissione d'atti d'ufficio e corruzione aggravata ha visto la mia convocazione a Potenza dopo ben 5 anni e due mesi e subito archiviata senza che venissi rinviato a giudizio per calunnia?
E che dire delle denunce del 15 Marzo 1996 contro il P.M. barese Gaetano De Bari e quello romano Piero de Crescenzo per la vicenda dell'ex Provveditore agli Studi di Bari, grazie anche a costoro, eletto al Senato della Repubblica che, a dieci anni dalla presentazione non si sa che fine hanno fatto?
E' sicuro che se avessi potuto essere patrocinato da un avvocato onesto e determinato come suggeritomi dall'vv. Marazzita nella diretta Radiozorro del 22 Giugno 1993, le cose sarebbero andate diversamente.
L'archiviazione de plano del dossier del 20 Dicembre 1996 disposta dal PM Vincenzo Barba il 7 Luglio 1997, subito dopo avermi congedato con l'affermazione di non aver ancora ricevuto il fascicolo, grida vendetta: Le chiedo, Illustre Procuratore, come abbia fatto il PM a preparare il provvedimento di invio in archivio in quello scorcio di pomeriggio, senza disporre del Fascicolo processuale. E come è spiegabile che per un solo foglio dei 330 contenuti nel suddetto dossier (Allegato 14 Appello-Denuncia 25.12.1995) archiviato come atto non costituente notizia di reato il 7 Luglio 1997, lo stesso P.M., due anni dopo, chiede ben due anni e sei mesi di reclusione?
Come è possibile che un magistrato che ha avuto al suo esame per ben sei mesi una denuncia contro gli alti magistrati della Corte d'Appello di Bari (Allegato 13-a dossier Giustizia in Puglia del 20.12.1996) si presenta dopo due anni nella veste di PM a tutelare quegli stessi magistrati dal medesimo trasformati da imputandi in parti lese? Possibile che nessuno dei tanti inquirenti conosce il significato da attribuire ad un Contratto di Concessione Esclusiva di zona?
Ignoranza o dolo al fine di coprire le malefatte degli alti magistrati baresi? Perchè, a differenza del promemoria del 25 Maggio 1992, tutti gli esposti, fax, denunce, hanno avuto un trattamento da volgari lettere anonime?
Chiedo scusa, dott. Grasso, se sono costretto a interrompere questo mio scritto. Ho un fortissimo mal di testa sicuramente dovuto alla tensione accumulata in questi ultimi mesi. Il cardiologo e la mia dottoressa si sono raccomandati vivamente di evitare affaticamenti e stress psichico tanto che già dal mese di luglio ho dovuto riprendere la terapia antidepressiva che avevo abbandonato, gradualmente, dalla fine del 2004.
Le sarò grato se vorrà disporre un interrogatorio per rogatoria, per riferire tutti quei fatti e circostanze di notevole gravità , attinenti l'attivitè istituzionale della GG. di FF. che il Gen. Mosca Moschini ed il suo amico P.M. Catello Pandolfi, con arrogante temerarietà, si sono rifiutati di voler conoscere.
Concludo invitandola a leggere l'evoluzione delle istanze e denunce al CSM "Cechi, Sordi, Muti" e le conseguenze morali, economiche, fisiche, psichiche, biologiche ed esistenziali subite per la testardaggine nel non voler fare quello che tutti facevano! E, a dimostrazione di quanto gravi siano le metastasi della giustizia, l'email inviata il 6 Luglio scorso al Presidente Napolitano contenente copia del messaggio inviatomi dal mio amico ex Sen. Tommaso Mitrotti nel marzo scorso e che il 16 Novembre prossimo mi raggiunge qui in Mar del Plata per chiedere la residenza e la cittadinanza argentina.
Distinti saluti e ossequi.
Mario Broglio Montani
Boulevard Maritimo 2555
Tel./Fax: 0054-223-4937352
mario_broglio@hotmail.com
INFORMAZIONE PER LA CASTA LUGLIO 2009
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