Al COMANDO GENERALE                    
della GUARDIA DI FINANZA                  
Ufficio Relazioni con il Pubblico         
Viale XXI Aprile, 55         R O M A          
 
Esposto-Denuncia - Integrazione al dossier "Giustizia in Puglia"
acquisito da URP con Verbale del 23.12.1996

Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI nato a Roma il 9 Dicembre 1937, con residenza anagrafica in Putignano (Bari) presso la Casa di Riposo "Donna Giulia Romanazzi-Carducci" sita in Contr. Piturno N.C. ma attualmente domiciliato presso la propria sorella Adalgisa BROGLIO MONTANI in Fiumicino (Roma) via Giorgio Giorgis n. 38 (Tel 06-6522923) espone quanto appresso affinché codesto Comando Generale disponga, ai sensi dell'art 55 cpp, ogni opportuna indagine su fatti e circostanze partecipate al Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari con Raccomandata datata 26 Luglio 1994 e la successiva consegna di documentazione e integrazioni rese a Verbale presso gli uffici dello stesso Comando di Bari in data 20 Gennaio 1995.

Risulta oltremodo grave è inspiegabile, infatti, che precise circostanze riferite all'ufficiale della Guardia di Finanza Cap. Giovanni FALCONE nel suddetto verbale del 20.01.95 a conferma di assunti accusatori prospettati (risultanti dalla documentazione acquisita) e quindi finalizzate ad impedire che gli intendimenti di tale Sig. Vittorio SPEDICATI, persona da me denunciata, potessero impunemente e temerariamente essere attuati con ulteriori, gravi, conseguenze per i creditori rappresentati dalla Curatela Fallimentare e per lo stesso sottoscritto, hanno avuto, per quanto risulta dalla lettura degli atti, esiti investigativi che trattano solo e unicamente di una ipotesi di reato che coinvolgeva alcuni appartenenti alla Guardia di Finanza.

E non può nascondersi sconcerto e amarezza allorquando, ad ulteriore conferma di quanto più volte denunciato, si apprende che lo SPEDICATI, malgrado il da me preannunciato Suo intendimento ("cappello>" della raccomandata del 26 Luglio 1994) ha perfezionato la vendita della citata villa (decisione presa dal medesimo dopo l’istanza del sottoscritto mirante ad ottenere l'autorizzazione al Sequestro Cautelativo dei suoi beni) riuscendo ora, presumibilmente, ad alienare un'altro pezzo importante del suo patrimonio immobiliare e precisamente i locali commerciali siti in Bari che, come indicato nella citata raccomandata del 26 Luglio 1994, risultano acquisiti con Atto del 25.06.1985 - valore dichiarato lire 260.000.000 - e intestati alla figlia Anna e alla di lui moglie ARABIA Flora. Tale proprietà, sita in Via Postiglione 44/a, come evidenziato a pag. 2 – 1° Paragr. della stessa raccomandata, risultava all'epoca occupata dalla società NEWTC s.r.l. dello stesso SPEDICATI ma, come ho personalmente accertato ai primi di Agosto, su una delle serrande corrispondenti al numero civico risulta apposto un cartello con la seguente scritta:

ITALCASE - Via Carulli, 86 - Telefono 080-5580010
150 mq circa + interrato di mq. 150 + servizi
Non è precisato se trattasi di offerta di vendita o di affitto
ne se la NEWTEC S.r.l. ha cessato l'attività o si è trasferita altrove

E, nell'anno che vede la nascita ed il successo del N. 117, non si comprende come un procedimento penale nato da una missiva con allegato (entrambe regolarmente e responsabilmente firmate) indirizzata al Comandante del Nucleo Regionale di P,T di Bari con la richiesta di voler disporre una opportuna indagine patrimoniale nei confronti di un soggetto che in pochi anni, in barba a molte norme di diritto previste dai codici penale e civile, è riuscito ad accumulare anche un considerevole patrimonio immobiliare (il cui valore non è certamente quello che ingenuamente risulta dichiarato nei rogiti notarili) abbia portato solo ed esclusivamente ad una archiviazione che, come si potrà rilevare dagli atti del procedimento, non fa cenno alcuno agli elementi e alle circostanze denunciate nella missiva.

Poiché nel dossier consegnato a codesto Comando Generale sono esposte e documentate vicende diverse che risultano di 
competenza di altre istituzioni, lo scrivente intende qui sviluppare fatti e circostanze di sicura rilevanza penale, per la cui 
attuazione potrebbe anche esserci un presunto o vantato coinvolgimento di appartenenti alla Guardia di Finanza e all'ufficio 
IVA di Bari.
A questo fine, pertanto, si limiterà l'analisi a parte della documentazione acquisita dal Nucleo
Regionale di P.T. di Bari con il verbale del 20.01.1995 (allegati N. 2 e 3>, alle affermazioni inserite 
a verbale, nonché alla missiva con relativo allegato, indirizzata al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari con raccomandata del 26 Luglio 1994.
Orbene, nell'istanza rimessa al Giudice Delegato della Sezione Fallimentare presso il Tribunale di Bari in data 14,12.1993,
 a pag. 2, 2° Paragr., si legge

(premesso)

"- che, tuttavia, tale incontestabile verità Sul decremento di fatturato si lega alle informazioni di natura strettamente confidenziale che vogliono lo SPEDICATI, nella consapevolezza di dover quanto prima rispondere alla giustizia per le ripetute, gravi violazioni al codice penale ed a quello di procedura civile, intenzionato a dismettere "fittiziamente" le sue partecipazioni in aziende collaterali e le altre sue proprietà, che non provengono certamente da lasciti ereditari ne tantomeno da vincite al Lotto o al Totocalcio ma soltanto dall'illecito arricchimento consentitogli in questi ultimi venti anni dal nostro corrotto Sistema di potere";

(considerato>

"- che l'esclusione ingiusta dalla partecipazione a gare e licitazioni private da parte delle Amministrazioni Comunali e di altre strutture pubbliche, le penalizzazioni spesso subite grazie a solo apparenti regolarità delle procedure di acquisto consentite dalla connivente complicità di politici e amministratori disonesti è riconducibile, nel caso specifico, soprattutto all'opera corruttrice del sopracitato Vittorio Spedicati che, sia per gli acquisti di macchine e mobili per ufficio, sia per l'assistenza tecnica e la manutenzione dei parchi meccanografici, ha fatto si che venissero invitate aziende a lui vicine e/o a lui stesso riconducibili, permettendo cosi la concertazione preventiva delle offerte e le cui conseguenze, come si può già rilevare dalla lettura dell'allegata denuncia dei consiglieri comunali di Castellana Grotte FRANCAVILLA e CIUFFETTI datata l3/02/89 (copia della Denuncia e del Decreto di Archiviazione sono stati rimessi dal sottoscritto all'esame del C.S.M in data 5/8/1993), non sono limitati al solo interesse del sottoscritto ma a quelli ben più gravi dell'intera collettività";


Nell'allegato alla comunicazione trasmessa al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria in data 26 Luglio 1994 {Raccomandata in pari data al Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Giovanni COLANGELO) si legge testualmente:

Oggetto: Fascicolo N. 427/94721

Con riferimento al fascicolo in oggetto e, in particolare, all'istanza datata 14 Dicembre 1993 indirizzata al Giudice dr. Saverio NANNA della sezione Fallimentare e da questi trasmessa all'Ufficio del P.M. in data 20 Dicembre 1993, avendo appreso che il signor Vittorio SPEDICATI sta cercando di vendere la villa acquistata a nome della figlia Carla Filomena per l’importo di lire 350.000.000 (vedasi Verbale datato 11/11/1993 allegato alla citata istanza dei 14/12/1993> ho ritenuto opportuno recarmi presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Bari per una indagine conoscitiva: ho cosi scoperto che, in barba alla professionalità ed alle norme del libero mercato ma anche e soprattutto in stridente contrasto con quanto campeggia in tutte le Aule di Giustizia, il suddetto Vittorio SPEDICATI, subentrando al dimissionario sottoscritto nella Concessionaria Olivetti a fine '77 ha potuto, grazie alla corruzione, accumulare nel tempo i sottodescritti beni immobiliari:

Omissis (trattasi dell'elencazione dei beni rintracciati alla Conservatoria dei R.I. di Bari)

A conferma di quanto riportato nella citata istanza del 12 Dicembre '93 relativamente alla segnalata volontà da parte dello SPEDICATI di nascondere, anche fittiziamente, l'illecito arricchimento, Le segnalo l’Atto N. 13115 del 19/04/1993 (Notaio dr Maria LANZILLOTTA di NOCI) con il quale si è trasferita la proprietà dell'immobile acquisito a nome della figlia Cada Filomena nel Dicembre 1992, a tale DALESSANDRO Annamaria, consocia dello SPEDICATI nella società NEWTEC s.r.l. con sede in Bari nei locali di via Postiglione 4-4/a in Bari, locali che risultano intestati alla moglie dello SPEDICATI Arabia Flora ed alla figlia Anna.

E altresì interessante seguire la storia della MOBILMET S.p.A. di Putignano – Capitale Sociale lire 500.000.000 - la cui maggioranza venne acquisita a Luglio del 1989 dal predetto Vittorio SPEDICATI e le cui azioni sarebbero recentemente state riacquistate dal socio minoritario Raffaele CONTEGIACOMO notoriamente, si dice, sempre "in bolletta".

Essendo comunque stanco di sentirmi ripetere "lasci perdere! SPEDICATI è troppo potente, SPEDICATI ha un fratello pezzo grosso nella Guardia di Finanza, SPEDICATI è intoccabile ecc. ecc." ritengo opportuno rimettere copia della presente al nuovo Comandante del NUCLEO REGIONALE di POLIZIA TRIBUTARIA di BARI affinché disponga, dopo l'acquisizione di ulteriori specificazioni che il sottoscritto si premurerà di fornire e sottoscrivere a verbale, tutte quelle indagini atte a confortare gli assunti accusatori prospettati, accertare il reale valore degli immobili al medesimo riconducibili e che risultano "palesemente" e in modo vergognoso inferiori al loro effettivo valore nonché effettuare tutte quelle necessarie indagini di natura patrimoniale a carico del suddetto e delle altre persone che il sottoscritto ritiene coinvolte.

omissis


Dal Verbale di dichiarazioni rese negli uffici del Comando Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari il giorno 20 Gennaio 1994 agli Ufficiali di P.G. Cap. Giovanni FALCONE e Br. Carlo BENVENUTI si evidenziano inoltre le seguenti significative affermazioni:

"All'interessato, previa conferma delle proprie generalità, viene posta in visione una denuncia datata 26.07.1994 ed indirizzata al Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria (corrispondente al civico del Comando in indirizzo> presentate a suo nome. Il medesimo preliminarmente, afferma:

"Prendo atto della denuncia presentata a mia firma e nel riconoscerne l'autenticità, confermo totalmente il contenuto. Al riguardo, per quanto di possibile interesse alle indagini, desidero fornire copia della sottonotata documentazione:

omissis (trattasi dell'elencazione di N. 5 allegati>

"Relativamente all'esposto postomi in visione e, più precisamente, alla nota allegata ove intesi riepilogare la situazione patrimoniale di tale Vittorio SPEDICATI, desidero aggiungere in questa occasione che alcuni aspetti ivi rappresentati si sono rivelati puntualmente accaduti:

- la villa acquistata dallo SPEDICATI nel novembre 1993 all'asta giudiziaria del Tribunale di Bari ed intestata alla di lui figlia Carla Filomena, è stata venduta recentemente con la stipula di un compromesso e favore di tale VALENZA n.m.i;

omissis

- A conferma di quanto già detto nella nota allegata all'esposto del 26.07.94 aggiungo che la MOBlLMET S.p.A. di Putignano verserebbe In condizioni prefallimentari, allo stato garantita da alcune fidejussioni prestate dallo stesso SPEDICATI a favore di alcuni Istituti di Credito".


Ciò malgrado, nel fascicolo relativo al Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. aperto a seguito della Raccomandata del 26 Luglio 1994 (Documentazione allegata al dossier "Giustizia in Puglia" sotto il N. 8) non sono stati dal sottoscritto reperiti atti istruttori compiuti in relazione a quanto più sopra rappresentato. La conferma, peraltro, si ha leggendo la relativa richiesta di archiviazione del P.M. dr. Giovanni COLANGELO datata 29.05.1995 e dal Decreto di Archiviazione a firma del GIP dr. V. RUBINO datata 20.09.1995 che, nei loro documenti, ignorano completamente l'argomento e la finalità per la quale la raccomandata al P.M. e la sua trasmissione al Comandante del Nucleo Regionale di P.T. era stata formulata. E' vero però, come risulta al punto "1" dell'annotazione di p.g. del Nucleo Regionale di P.T. di Bari del 1/02/1995 (nr. 37200/I/2/33748 di Sched.) indirizzata alla Procura della Repubblica di Bari che "in data 20.01.1995, veniva preliminarmente invitato presso questi uffici il citato esponente il quale, nel confermare la paternità dell’esposto, forniva copiosa ed ulteriore documentazione - tuttora all'esame - (all. 1)

Intendo qui precisare che nei mesi Ottobre-Novembre 1996, inoltrata richiesta alla Procura della Repubblica di Bari per l'autorizzazione a visionare il Fascicolo relativo al Procedimento N 6968/94 R.G.N.R. aperto in data 289.1994 e archiviato con Decreto del 20.09.1995, ho constatato che la documentazione acquisita con il verbale del 20.01.1995 risultava mancante. Interpellato telefonicamente, il Cap. Giovanni FALCONE rispondeva di aver restituito il tutto alla Procura della Repubblica ma che, se lo ritenevo opportuno, avrei potuto presentare un'altro esposto.

Rimandando ad altra Istituzione la verifica dei comportamenti attuati dal P.M. procedente dr. Giovanni COLANGELO che, dopo aver aperto un procedimento sulla base della medesima documentazione pervenutagli dalla curatela fallimentare, ne ha disposto la riunificazione ad altro procedimento senza aver compiuto alcun atto istruttorio (questo procedimento principale, che riguardava un episodio di concussione, dopo una esemplare sentenza di I° grado, si è chiuso con una vergognosa assoluzione ormai dichiarata irrevocabile) intendo qui approfondire l'aspetto che riguarda le mie ripetute, inascoltate, denunce sugli atteggiamenti mafiosi del consulente commerciale rag. Angelo BARONE di Castellana Grotte, le tanto vantate vere o presunte conoscenze nell'ambiente della Guardia di Finanza e dell'ufficio IVA, gli interessi del medesimo con il concessionario Olivetti di Putignano Vittorio SPEDICATI ecc ecc., fatti e circostanze sulle quali intendevo rendere all'autorità giudiziaria ogni utile contributo per il riscontro, anche testimoniale, degli assunti accusatori

Ad inchieste ormai archiviate, convinto della pericolosità sociale dello SPEDICATI e del suo amico Angelo BARONE (ai quali, ad avviso del sottoscritto, potrebbe anche ascriversi il reato di associazione a delinquere) cercherò qui di rendere chiaro ed inequivocabile ciò che nessun ufficiale di P.G. mi ha consentito di partecipare e sottoscrivere a regolare verbale. In particolare mi riferisco all'istanza al G.D. del 30.11.1993 - Pag. 3, I° Paragr. (Alleg. N. 4, 4a, 4b al dossier "Giustizia in Puglia") laddove, testualmente, si legge:

"Quanto richiesto è di fondamentale importanza per la onesta sopravvivenza del sottoscritto che, ancora oggi, è costretto a subire le prepotenze del suddetto più "lungimirante" concorrente sig. Vittorio Spedicati, come si può evincere dall’allegata documentazione relativa al Sig. LOLIVA Vito, titolare della omonima macelleria in Castellana Grotte, atti che sono riconducibili al più volte denunciato comportamento mafioso del consulente commerciale Rag. Angelo BARONE di Castellana Grotte che, come riportato nell'esposto del 12.06.1993, vantando forti amicizie all'Ufficio IVA a alla Guardia di Finanza, ha esercitato ed esercita tuttora ricatti sulla totalità delle ditte dal suo studio assistite tipo quello di obbligare i propri clienti a servirsi esclusivamente, per l'acquisto di macchine per ufficio e registratori di cassa, del suddetto concessionario Olivetti".

Orbene, sotto l'allegato "documentazione ditta Vito LOLIVA di Castellana G." si trova copia di una raccomandata datata 18.10.1993 a firma del suddetto ma, per sua stessa ammissione, riportante false dichiarazioni e prodromo "giustificativo" alla dichiarazione di installazione inviata all’Ufficio Provinciale IVA. di Bari il successivo 20.10.1993.

Dal documento indirizzato all'Ufficio IVA, (che si allega in copia unitamente ad altra documentazione attestante la temerarietà dell’azione) si evince che lo stesso è stato redatto dal tecnico della ditta Vittorio SPEDICATI Sig. MAGGIPINTO Giovanni - Marchio Identificativo (Olivetti) 2451 - per regolarizzare l'installazione del registratore di cassa Olivetti 2504 Matr. 6842419 e la disinstallazione di quello marca RCH modello GOLD 260/04 Matr. 72015045 installato appena un mese prima e la cui dichiarazione di installazione all'Ufficio IVA di Bari porta la data del 15.09.1993.

La citata raccomandata del 18.10.1993, che non era ancora stata spedita, era indirizzata alla ditta V.R. OFFICE S.r.l. di Putignano ed è stata ritirata a mani del sottoscritto, dopo la sottoscrizione da parte del LOLIVA alla presenza del tecnico Sig. Saverio CISTERNINO, nella 3° decade del mese di Ottobre 1993, comunicazione che testualmente si trascrive:


LOLIVA VITO
VIA F.SCO CORRIDONI 57
70013 CASTELLANA
                                                                                                        Spett.
                                                                                                        V.R. OFFICE SRL
                                                                                                        VIA TURI n 30
                                                                                                        70017 PUTIGNANO BA)

            RACCOMANDATA

CASTELLANA GROTTE   18/10/1993

La sottoscritta ditta Loliva Vito residente in Castellana G. alla Via F. Corridoni n. 5/7,

PREMESSO

che il registratore di cassa mod. G.260 matr. 72015045 RCH ha subito dei danni irreparabili a causa di una caduta di un corpo contundente che ha provocato il disuso,

CONSIDERATO

che ha provveduto, visto l'obbligatorietà di tale apparecchio per legge, all'acquisto di un misuratore fiscale di altra marca,

DISDETTA

il contratto di assistenza tecnica al registratore di cassa stipulato il 15/09/1993 con la ditta V.R. OFFICE SRL di Putignano,

CHIEDE

la sospensione del pagamento della fattura relativa al canone di assistenza, e per la quale attende la nota di storno.

Distinti saluti.

                    In fede                                                                                                               (f.to Loliva Vito)


 

In merito, al fine di meglio comprendere questa vicenda che conferma ogni assunto sugli atteggiamenti corruttivi dello SPEDICATI e sull'attività ricattatoria e mafiosa del suo amico rag. Angelo BARONE, è opportuno esporre la cronistoria degli avvenimenti cosi come si sono succeduti:

In epoca antecedente al 15 Settembre 1993 il titolare della Pasticceria TIO PEPE di Putignano (già cliente del sottoscritto per aver acquistato un registratore di cassa RCA) informa lo scrivente, nella sua qualità di collaboratore della ditta VR. OFFICE che ha rilevato il ramo di attività del sottoscritto fin dal 1991, di aver cessato l'attività e, avendo avuto richiesta di cessione del proprio registratore di Cassa, chiede di conoscere la valutazione dell'apparecchio e gli adempimenti previsti dalla Legge per la installazione e disinstallazione degli apparecchi misuratori fiscali. Fornite le informazioni richieste si procede alla disinstallazione del registratore in attesa che il futuro acquirente faccia richiesta della necessaria installazione fiscale dellapparecchio

Alle ore 11 del 15 Settembre 1993, come risulta dal rapporto di intervento N. 0851 stilato dal tecnico della VR OFFICE sig. MARINO Michele - Marchio Identificativo RCH 1274 - regolarmente firmato dall'utente sig. Vito LOLIVA (titolare della omonima macelleria sita in via Corridoni 5 - Castellana Grotte) si procede pertanto alla cosiddettta "installazione fiscale" del Registratore di Cassa ceduto direttamente dalla Pasticceria TIO PEPE di Putignano all'esercizio di macelleria del sig. LOLIVA redigendo, sempre a cura del suddetto tecnico, la prevista documentazione da inviare all'Ufficio IVA. In concomitanza con il suddetto adempimento fiscale, il tecnico sig. MARTINO propone ed ottiene dall'utente l'adesione e sottoscrizione del Contratto di Manutenzione e Assistenza Tecnica del costo di L.180000 + IVA annue, con decorrenza 15.09.93 e termine al 14.09.1994, come risulta peraltro dalla FATTURA (ricevuta fiscale) N 396 del 15.09.1993

L'occasione in cui il sottoscritto è venuto a conoscenza della suddetta comunicazione risale ai giorni successivi alla datazione della lettera ed è scaturita dalla esigenza di procedere all'incasso della ricevuta fiscale relativa al contratto di assistenza del registratore di cassa. Più volte, infatti, sia il tecnico che il sottoscritto stesso si erano recati nell'esercizio di macelleria del citato sig. Loliva per procedere all'incasso della fattura ma, a causa di problemi di liquidità, tale adempimento veniva continuamente rimandato. L'amarezza del sottoscritto e del sopra citato tecnico Sig. Saverio CISTERNINO che lo accompagnava, non poteva, anche per i suesposti motivi, non essere grande ed esternata con decisione allorquando, entrati nell'esercizio, venne notata l'assenza del registratore RCH installato il 15.09.93 e, al suo posto, un registratore usato Olivetti modello 2504. In assenza del titolare sig. LOLIVA, si apprende dalla moglie che il registratore RCH è stato portato via qualche giorno prima da personale della Olivetti di Putignano che ha provveduto ad istallargli un registratore Olivetti usato del tipo di quello in loro possesso non più utilizzato per memoria fiscale esaurita o in esaurimento. La coniuge del titolare, peraltro, non nasconde tutto il suo disappunto per aver il marito acconsentito alla sostituzione del registratore RCH, tanto da confessare che preferiva quest'ultimo all'Olivetti anche perché non doveva preoccuparsi, ogni mattina, di procedere all'aggiornamento della data, come invece era nuovamente costretta a fare con il registratore Olivetti. Ad ogni buon conto la congiunta del titolare pregò di attendere o di ripassare più tardi per conferire con il marito, unico a conoscere la verità dei fatti. (N.d.R - Il Sig. Saverio CISTERNINO che accompagnava il sottoscritto ricorderà certamente che, in attesa del rientro del sig. LOLIVA, si offrì di reperire un registratore vocale presso la sua abitazione sita in Castellana Grotte onde poter registrare il successivo colloquio, cosa che non fu possibile per indisponibilità dell'apparecchio).

La realtà, emersa al rientro del sig. LOLIVA nel proprio esercizio è che, come suggeritogli dal o dai collaboratori della Concessionaria Olivetti ditta Vittorio SPEDICATI, il LOLIVA avrebbe dovuto spedire per raccomandata la comunicazione datata 18/10/993 consegnatagli già dattiloscritta e indirizzata alla VR. OFFICE di Putignano. Al rilievo mosso dal sottoscritto che ogni valutazione sulla riparabilità o meno di un Apparecchio Misuratore Fiscale spetta solo ed unicamente alla rete di assistenza della ditta produttrice o distributrice (in questo caso appunto alla RCH) il Sig. Vito LOLIVA, alla presenza del sopra citato tecnico Sig. CISTERNINO Saverio, confessava candidamente che il testo della raccomandata non era stato da lui redatto e che non rispondeva al vero che un corpo contundente ne aveva provocato il disuso. Aggiunse poi una cosa molto importante che si ricollega al denunciato atteggiamento del rag. Angelo BARONE e alle sue vantate conoscenze alla Guardia di Finanza e all'ufficio IVA.

Infatti, qualche giorno prima del 18 Ottobre 1993, il rappresentante della concessionaria Olivetti di Putignano andò a visitarlo per sottoporgli la permuta del suo registratore Olivetti che sa di essere prossimo all'esaurimento della memoria fiscale e scopre che nell'esercizio risulta installato un registratore marca RCH. Il giorno successivo, stando alle sue dichiarazioni, il Loliva avrebbe ricevuto la visita di due finanzieri in borghese che, informalmente, lo avrebbero reso edotto su una manchevolezza da parte del Centro Assistenza RCH e cioè che quest'ultima non avrebbe ottemperato all'obbligo di "defiscalizzazione" del registratore da lui posseduto.

Obiezioni in proposito a parte, la circostanza che due finanzieri in borghese si fossero recati nel suo esercizio subito dopo la visita del rappresentante della Olivetti di Putignano <ndr - se vero, avvertimento a non "sgarrare"???) unita al quadro della situazione di chi, per anni, ha subito i soprusi e le prepotenze del più "lungimirante" ex collega Vittorio SPEDICATI, ha portato subito il sottoscritto ad ipotizzare un possibile collegamento con l'attività ricattatoria del rag. Angelo Barone. Tale ipotesi, a conferma di quanto già denunciato, risultò esatta perché il LOLIVA, alla domanda se avesse proceduto autonomamente all'acquisto del registratore di cassa rispose ingenuamente di averlo fatto su consiglio del suo consulente!

Al sig. LOLIVA feci allora presente che non solo immaginavo l'identità del suo consulente commerciale ma anche di essere certo che il prezzo da lui pagato per il registratore e per il contratto di assistenza tecnica annuale fosse risultato notevolmente superiore a quelli di mercato E il LOLIVA, ammettendone la verità, aggiungeva di esserne venuto a conoscenza tempo prima e di aver avuto per questo una animata discussione con il suo consulente che, rivelava, era appunto il più volte da me citato rag Angelo BARONE. Avendo io subito fatto presente al LOLIVA di aver già inoltrato denuncia all'autorità giudiziaria contro il suddetto rag. BARONE per l'attività ricattatoria e mafiosa dallo stesso condotta nei confronti dei propri clienti, mi permisi di chiedere allo stesso se fosse disponibile a fornire, della vicenda, una eventuale testimonianza agli organi di P.G. ma ecco, per quanto ricordo, le sue risposte e giustificazioni:

"Quando sono venuto a conoscenza del trattamento tutt'altro che di favore riservatomi dal concessionario Olivetti di Putignano Vittorio SPEDICATI , da lui caldeggiato, oltre che a discuterne come sopra detto, ho appalesato al rag. BARONE il desiderio di affidare ad altri la tenuta della mia contabilità. La risposta del rag. Barone, stando al sig. Loliva, sarebbe stata che una siffatta decisione avrebbe comportato, come ritorsione, una immediata verifica da parte della Guardia di Finanza!" ed ancora.

"Lei, Sig. Broglio, evidentemente non ha niente da perdere! Ma io ho una famiglia, una casa e lui sa vita e miracoli della mia attività".

Quanto più sopra rassegnato, ad avviso del sottoscritto, non può non fungere da riscontro obiettivo, logico e fattuale, a quanto in precedenza segnalato all'autorità giudiziaria e, in particolare:


PROMEMORIA DEL 25.05.1992 - (*11.1 al dossier "Giustizia in Puglia") Pag. 1, V° Paragr.

"Ad evitare il peggio arriva finalmente la legge sui registratori di cassa e, poiché nessun politico può frapporsi tra il sottoscritto ed il commerciante, l'azienda finalmente decolla anche se è costretta a rinunciare a una discreta fetta di commerciati, soprattutto di Castellana Grotte, non avendo accettato l'immorale proposta del loro consulente che pretendeva dal sottoscritto il 10% del costo ad registratore, e vita natural durante, il 10% sugli accessori e l’assistenza tecnica".

ESPOSTO DEL 12.6.1993 - (All. 3 al dossier «Giustizia in Puglia") Pag. 1, - VI° Paragr.

"che, parimenti, non si è indagato sull’attività e sui "comportamenti di tipo mafioso" del consulente commerciale rag. Angelo BARONE che, potendo vantare amicizie all'ufficio IVA ed alla Guardia di Finanza, ha esercitato ricatti sulla quasi totalità delle ditte dal suo studio assistite obbligandole, nella circostanza, ad acquistare prodotti per ufficio e/o registratori dì cassa esclusivamente dalla ditta Vittorio Spedicati, Concessionaria Olivetti di Putignano,"


E non è privo di significato che malgrado i suddetti due esposti (il contenuto dei quali giunse immediatamente alle orecchie dei citati sigg. Spedicati e Barone) rispettivamente datati 25 Maggio 1992 e 12 Giugno 1993 lo Spedicati, con la indiscussa complicità del rag. Angelo Barone e quella presunta o vantata di qualche "finanziere", abbia impunemente e temerariamente commesso un ulteriore, grave illecito ricatto ai danni di un proprio cliente e nocumento agli stessi interessi del sottoscritto, formulando (da appurare se da solo o in collaborazione col predetto rag.Barone) il documento con false dichiarazioni e ciò allo scopo di "espropriare" alla concorrenza (si badi bene che il registratore usato RCH, come già detto, era stato acquistato direttamente dal LOLIVA dalla Pasticceria TIO PEPE di Putignano che chiuso l’attività) un assai misero contratto di manutenzione di sole 180.000 lire annue!

Il sottoscritto, nel segnalare tutto quanto sopra a codesto Comando Generale per ogni proseguo di legge, si riserva di fornire ogni maggiore utile informazione ed a segnalare, a verbale, i nominativi delle persone che possono dare testimonianza sui fatti e sulle circostanze citate.

A codesto medesimo Comando Generale, con promemoria a parte, si rappresenterà tutto quanto inerente la richiesta di colloquio riservato formulata dal sottoscritto il 26 Luglio 1994 al nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari di cui al Procedimento N 6968/94 R.G.N.R. fornendo altresì ogni ulteriore elemento che sia utile alla ricostruzione della verità che non è quella che si rileva dalla lettura della richiesta di archiviazione del P.M dr. Giovanni COLANGELO.

Il sottoscritto, inoltre, chiede cortesemente che nei limiti previsti dalla legge possa venire informato sugli sviluppi dell'indagine, ivi compresa ogni nuova eventuale richiesta di archiviazione.

Con osservanza.

Roma, 26 Agosto 1997

f.to Mario Broglio Montani

Allegati:
1) - Istanza al G.D. del 30.11 1993 (+ allegati caso LOLIVA);
2) - Istanza al G.D. del 14. 12.1993;
3) - Copia missiva al Comandante Nucleo Regionale del 26.7.1994 + allegato;
4) - Copia Verbale Nucleo Regionale del 20.01.1995;
5) - Atti del Procedimento N. 6968/94 R.G.N.R. (Allegati al dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996)