ho dato il mio modesto
contributo, auspicai che nella formazione del Nuovo Esecutivo, il
Presidente Prodi riservasse il Dicastero della Giustizia all’On. Di
Pietro.
Rivelo qui (chiedendo
venia a Di Pietro) l’anticipazione ricevuta con la sua e-mail del 3
Maggio scorso (…)
"Io non sarò ministro della Giustizia ma credo che
chiunque lo farà saprà farsi valere, o almeno fare meglio del sig.
Castelli".
Pur penalizzato dalle mie
modeste capacità intellettuali, compresi che ben poco, rispetto al
passato, sarebbe cambiato e nella mia Home Page aggiunsi subito la
seguente espressione:
Il Nuovo Governo: Cambia il Maestro ma la musica è
sempre la stessa!
Purtroppo per gli italiani e le future generazioni, la
mia intuizione ha trovato puntuale accadimento. Per realizzare un buon
"edificio" bisogna partire dalle fondamenta: ne è esempio il Paese che ho
eletto a mia Nuova Patria, l’Argentina, ridotta alla fame dall’imperante
corruzione politica ma che da tre anni ha dichiarato guerra al malcostume
politico. Se dall’Indulto non verranno esclusi i reati di corruzione ….
invito l’On. Di Pietro a dimettersi dal Governo
consentendo che si vada a nuove elezioni.
Coloro che in questi giorni, dall’assicurata e assai
comoda poltrona, muovono "interessate" critiche a Di Pietro, paventando il
ritorno di Berlusconi al timone del Paese, sono in errore. Gli italiani,
dopo decenni di legalizzato malaffare, premieranno la coerenza dell’Italia
dei Valori, l’onestà e la determinazione del suo Presidente e degli altri
partiti che condividono gli stessi principi (onestà, integrità morale,
dignità, imparzialità, lealtà e soprattutto l’impegno a lottare contro i
corrotti per una Giustizia che sia "Uguale per Tutti").
I molti "partitini" che barattono il loro sostegno al
Governo in cambio di assai "fruttuose poltrone", pronti al ricatto al
manifestarsi della minima contrarietà che investe i propri tornaconti
personali, saranno fortemente ridimensionati.
Non posso
esentarmi, a conclusione di questo mio scritto, di spiegare il perché del
non certo onorevole titolo "VERGOGNA". Vergogna, incredibile ma vera, che
si può leggere nelle pagine del sito
www.vergogna-italiana.info
ma anche su originali cartacei presenti negli archivi del Ministero della
Giustizia, del C.S.M., della Corte dei Conti, del Comando Generale della
Guardia di Finanza, della Direzione Nazionale Antimafia e delle Segreterie
di Presidenza del Senato e della Camera.
Chiedo infine al Ministro Mastella, autore del
provvedimento di indulto a favore del quale si sono schierati l’Ulivo, Fi,
Prc, Pdci, Rosa nel Pugno, Udeur, Pdci e Verdi, se conosce un Paese del
Quarto Mondo dove accadono vicende come quelle vissute dal sottoscritto,
specificatamente per problemi di concussione e corruzione. Per brevità
richiamerò qui le vicissitudini più gravi (esclusa la prima che fece
giustizia) di cui sono stato vittima:
25 Maggio 1992 – "Promemoria"
al Tribunale Fallimentare di Bari presentato all’indomani della
richiesta di fallimento avanzata da una Banca. Questo semplice scritto,
dove rappresentavo (senza denunciare nessuno) la mia travagliata
esperienza imprenditoriale in Terra di Puglia, non conteneva riserve. Ciò
nonostante venni convocato dalla P.G. il 21 e 23 Giugno successivo e,
dalle indagini disposte dal P.M., scaturì l’iscrizione a Mod. 21 di ben 8
diversi procedimenti penali, con un arresto e 21 richieste di rinvio a
giudizio. La vicenda personale, che riguardava il Sen. Silvio Cirielli, il
Presidente della USL BA/14 di Acquaviva delle Fonti ed un Consigliere del
Comitato di Gestione giunse all’esame del Tribunale di Bari nelle udienze
del 27 Ottobre e 21 Dicembre 1994 e si concluse, pur in assenza di
costituzione di parte civile, con la
Sentenza di condanna dei sodali del senatore (nel frattempo
deceduto) ad un anno ed undici mesi di reclusione;
12 Novembre 1992 –
"Promemoria" all’allora Ministro della P.I. Rosa Russo Jervolino.
Chiamata in causa del Provveditore agli Studi di Bari
Giuseppe Brienza, apertura dell’inchiesta a Roma e Bari.
NESSUNA CONVOCAZIONE
12 Giugno 1993 –
Esposto-Denuncia contro il Concessionario Esclusivista Olivetti
Vittorio Spedicati e l’Amministrazione Comunale di Castellana Grotte per
turbative d’asta. Il P.M. inoltra la richiesta di archiviazione e, dopo
l’opposizione al GIP, il fascicolo viene trasmesso a Potenza e li
seppellito!
26 Luglio 1994 –
Esposto al P.M. ed al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia
Tributaria di Bari per impedire che il citato Vittorio Spedicati,
informato che la mia denuncia mirava ad ottenere in sede civile un
adeguato risarcimento, potesse "dimettere fittiziamente", come appreso da
fonte confidenziale, tutti i suoi beni immobiliari (Il seguito:
La vicenda che coinvolge il nuovo Consigliere Militare del Presidente
della Repubblica)
-
CONVOCATO IL 20 GENNAIO 1995 DOPO SEGNALAZIONE AL
PREFETTO DI BARI -
21 Dicembre 1994 – L’esemplare
Sentenza emessa dal Tribunale di Bari (ottenuta senza la costituzione
di parte civile) che avrebbe consentito non solo la "riabilitazione" del
sottoscritto fallito, ma anche il riconoscimento di un adeguato
risarcimento danni – In data 20 Novembre 1995, la Corte di Appello di
Bari,
assolveva con formula piena gli imputati e, non essendomi costituito
come parte civile, mi venne preclusa la possibilità di ricorrere in
Cassazione;
7 Marzo 1996 –
Esposto-Denuncia contro i magistrati della Corte d’Appello di Bari per
omissione di Atti d’Ufficio e, in concorso con l’avvocato difensore del
principale imputato, per corruzione aggravata. Convocazione disposta dal
P.M. per il 9 Maggio 2001 (ben 5 anni e due mesi) e subito archiviata
senza che venissi indagato per il grave reato di calunnia!
15 Marzo 1996 –
Esposto-Denuncia (con autodenuncia) contro il P.M. Gaetano de Bari per
omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento a favore dell’ex
Provveditore agli Studi Giuseppe Brienza nel frattempo eletto Senatore
della Repubblica – NESSUNA CONVOCAZIONE -.
15 Marzo 1996 - Esposto-Denuncia contro il P.M. Piero
De Crescenzo della Procura di Roma per omissione di atti d’ufficio e
favoreggiamento a favore dell’ex Provveditore agli Studi Giuseppe Brienza
nel frattempo eletto Senatore della Repubblica –
NESSUNA CONVOCAZIONE –
20 Dicembre 1996 – Esposto-Dossier "Giustizia in
Puglia" inviato alle massime Istituzioni (in calce la richiesta di essere
opportunamente ascoltato ed informato in caso di richiesta di
archiviazione) – NESSUNA CONVOCAZIONE –
Vicenda non ancora conclusa –
26 Agosto 1997 – Esposto-Integr. al citato Dossier,
specificatamente indirizzato al Comando Generale della Guardia di Finanza
ed acquisito nella stessa mattinata con Verbale redatto alla presenza
degli Ufficiali di P.G. Ten. Roberto Giampietro e M.lli Rosario Eaco e
Michele Bianco – NESSUNA CONVOCAZIONE –
20 Dicembre 1997 – Riservata Personale al Gen. Rolando
Mosca Moschini – NESSUNA RISPOSTA
-
4 Settembre 1998 – Esposto al Presidente del Tribunale
di Potenza e, per conoscenza, al Ministro della Giustizia –
NESSUNA RISPOSTA -
13 Marzo 1999 –
Esposto al Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto (miracolo:
risposta 2 Aprile 1999) -
17 Novembre 1999 –
Denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Roma per
gravissime e reiterate omissioni di atti e doveri d’ufficio da parte del
Comando Generale della Guardia di Finanza e del suo stesso Comandante Gen.
Rolando Mosca Moschini. DISATTESE TUTTE LE RICHIESTE
DI ESSERE ASCOLTATO -
Vorrei chiedere al Ministro Clemente Mastella per quale
motivo ha inserito nell’indulto anche coloro che si sono resi colpevoli
dei reati di corruzione e concussione, falso in biliancio, evasione
fiscale ecc. ecc. che hanno aggravato il già disastrato Bilancio dello
Stato. Io lo so e presto lo sapranno non solo i cittadini italiani, ma
anche quelli della Comunità Europea.
Domando però al Ministro, come persona responsabile e
buon padre di famiglia che si preoccupa dell’avvenire dei suoi prossimi
nipotini, se ritiene giusto che una persona che ha avuto la "sfortuna" di
essere messo al mondo da un padre
Classe 1872 che gli ha trasmesso principi e valori non più di moda,
sia stata fortemente penalizzata e crocifissa in tutti gli aspetti della
sua vita (morali, economici, esistenziali, fisici e psichici) solo
perché non gli è stato consentito, nella sua attività autonoma seguita ai
14 anni in casa Olivetti, di poter mettere a frutto la professionalità
acquista.
Ho già richiesto al Patronato ACLI di Mar del Plata di
farmi avere l'estratto analitico delle contribuzioni pensionistiche: i
miei 871 Euro netti di pensione che ricevo qui in Argentina sono
costituiti dai contributi versati dalla Olivetti dal 1960 al 1974 e, a
dimostrazione della professionalità ed onestà, dal reddito conseguito e
denunciato nei 5 anni del periodo 1983 - 1987 allorquando venne reso
obbligatorio il cosiddetto Registratore Fiscale (in cambio di tangenti
a Craxi & C) che mi consentì di acquistare un appartamento, i locali
aziendali, il rinnovo del parco automezzi ed anche qualche vacanza
all'estero.
Concluso il quinquennio di "pacchia", con 11 dipendenti (tre dei
quali assunti con Contratti di Formazione Lavoro) non disposti a dare
le dimissioni, senza possibilità di ricevere "appalti" dagli Enti Locali
per la mia "testardaggine" a non scendere a compromessi con l'allora CAF
s.i.i. (Società a Irresponsabilità Illimitata), la mia azienda
entrò in agonia ed alla fine del 1991, dopo aver venduto casa e locali per
coprire le passività, e preso in affitto un piccolo locale per poter
operare nel settore delle Scuole Statali Superiori, scoprii che gli
investimenti fatti in funzione del Piano Nazionale Informatico non
potevano avere ritorno economico in quanto già appannaggio della "Computer
Levante s.a.s." riconducibile all'ex
Provveditore agli Studi Giuseppe Brienza, nel 2004 nominato
congiuntamente dai Presidenti della Camera e del Senato
Casini e Pera, a far parte dell'Autorità di Garanzia sui Lavori
Pubblici.
Nella sentenza emessa dagli incorruttibili magistrati
del Tribunale di Bari il 21 Dicembre si può leggere, tra le 69 pagine, il
seguente paragrafo:
"A riscontro
dell'attendibilità sul punto del Broglio Montani, della sua onestà
imprenditoriale, vi è poi il rilievo che effettivamente egli non
approfittò del "patto" intercorso col Cirielli, (ndr – Il Senatore) non
"caricando" i prezzi, tant’è che la sua offerta risultò effettivamente la
più bassa tra quelle pervenute, col più forte ribasso sul prezzo di
listino, e la più vantaggiosa anche in relazione alle prestazioni
accessorie (prevedendo, altresì, una garanzia di dodici mesi sul buon
funzionamento delle macchine fornite, con a carico del fornitore le spese
per eventuali riparazioni o sostituzioni, laddove le altre offerte o non
prevedevano nulla sul punto, o prestavano garanzia di soli sei mesi)".
A proposito di quest’ultimo paragrafo vorrei chiedere
al C.S.M., al Ministro della Giustizia, alla Corte dei Conti ecc. come
mai, nessuno dei magistrati che hanno trattato la contestata riforma della
Corte d’Appello e che hanno ritenuto legittima la partecipazione alla gara
di distinti "Concessionari Esclusivisti Olivetti per la zona…" "non
conoscono i diritti ed i doveri previsti da un siffatto contratto!!".
Il sottoscritto, essendo stato per tre anni titolare
della "Concessionaria Esclusivista Olivetti per la zona di Putignano"
(ancora oggi gestita dal citato Vittorio Spedicati) ricorda bene la
regola non scritta nel Contratto ma rigidamente applicata da tutti i
concessionari Olivetti dell’epoca, che volevano lo scambio dei fogli di
carta intestata per "formulare in casa" le necessarie tre offerte. Bene,
il sottoscritto, malgrado tutto quanto sofferto, afferma con orgoglio di
non aver mai scambiato la sua carta intestata con alcuno dei suoi tanti ex
colleghi ben amalgamati nel
Sistema Olivetti!
Questa è la sorte che i Governi succedutesi negli
ultimi decenni (centro, sinistra e destra) hanno riservato a chi
non ha mai tradito la propria coscienza!
Mario Broglio
Montani
Boulevard
Maritimo 2555
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Plata
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