LA “GIUSTIZIA” IN ITALIA DALL’ERA CRAXI AD OGGI
Dopo la breve parentesi della breve e ormai dimenticata
stagione di Tangentopoli tutto come e peggio di prima..:
Impunità, prestigio, alte funzioni, agiatezze, onorificenze... a corrotti e corruttori e, agli onesti, intimidazioni e condanne anticipate senza processo quando chiamano in causa magistrati indegni della toga che indossano.
Ecco uno stralcio delle motivazioni del Tribunale del Riesame di Perugia (Dott. Andrea Battistacci, Presidente, Dott. Marco Verola, Giudice estensore, Dott. Alessandra Grimaccia g.o.t.) che il 25 Settembre del 2002, nel confermare il sequestro del sito www.brogliomontani.it e la decisione di trasmettere il Procedimento al Tribunale di Arezzo (sede del Provider) così dichiara:
“emerge chiaramente come tutto il sito WEB www. brogliomontani.it è incentrato su una vicenda che vede il BROGLIO MONTANI autore di una serie di diffamazioni e calunnie nei confronti di numerosi soggetti e personaggi”. Ed ancora: "...la presenza in detto sito di affermazioni di contenuto diffamatorio nel confronti del dott. Barba Vincenzo (...), della stessa Procura di Roma, di quella di Potenza e di Bari e di soggetti del mondo politico italiano, del CSM, della Guardia di Finanza ed alcuni avvocati ed altri". E, per finire: "...attesa la strumentalità del sito rispetto alla condotta criminosa tenuta dal BROGLIO MONTANI".
Bene... Illustrissimi Magistrati Battistacci, Verola e Grimaccia, è giunta l'ora della verità! Leggete le vicende che riguardano le "innocenti vittime diffamate e calunniate dal sottoscritto" e, per ultimo, la "Lettera Aperta al P.M. dott. Spagnuolo" (ora Procuratore Aggiunto della Procura di Catanzaro) e, quando siete al cospetto del vostri cari, guardateli fissi negli occhi e fatevi un esame di coscienza: anche voi siete corresponsabili del grave degrado della Giustizia italiana.
Avete umiliato il sottoscritto con una condanna senza processo! Avete impedito, respingendo l'istanza di dissequestro, che l'opinione pubblica venisse informata di quanto grave fosse la situazione nell'Amministrazione della Giustizia in Italia. Avete impedito, a danno dello stesso prestigio dell'Ordinamento Giudiziario, che un vostro collega venisse giustamente sottoposto a provvedimenti disciplinari per la serie incredibile di abusi, omissioni, intimidazioni commesse nella trattazione del fascicolo dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 (trasmesso in archivio dal P.M. Vincenzo Barba perchè non contenente notizia di reato!!!!!).
La temerarietà del suddetto e comprovata da moltissime circostanze, tutte documentate: l'Allegato N. 14, ultimo delle 329 pagine, era costituito dall'"Appello-Denuncia" del 25 Dicembre 1995 che il Barba ritenne di archiviare de plano come atto non costituente notizia di reato. Il 7 Luglio 1997, approfittando dell'Udienza GIP per la richiesta di rinvio a giudizio per calunnia avanzata dal suo collega dott. Paolo Severini, mi portai presso il Registro Generale e appreso che l'esposto era stato delegato al P.M. Barba mi recai nel suo ufficio per avere informazioni sulla sua posizione.
Affermò di non averlo ancora ricevuto. Fui nuovamente a Potenza nelle mattinate del 15 e 17 Settembre 1997 e, con la scusa di essere troppo impegnato, si rifiutò di ricevermi.
Il processo per calunnia venne celebrato nelle udienze del 26 Luglio e 14 Giugno del 1999 ed il P.M., nella sua requisitoria, ebbe a sostenere che il sottoscritto "non aveva fornito nessun elemento utile a conforto delle sue accuse contro i magistrati baresi..." e concluse con la richiesta di condanna a due anni e sei mesi di reclusione. Il Tribunale mi assolse.
Ebbene, la "Lettera Aperta al P.M. Vincenzo Barba" del 1 Marzo 2000 fece seguito all'informazione fornita con l'Attestato della Procura di Potenza datato 16 Febbraio 2000 e cioè che il dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 era stato delegato al suddetto e mandato in archivio lo stesso 7 Luglio 1997, evidentemente subito dopo il mio congedo tra le 13:15 e 13:30.
Ferme restando tutte le contestazioni mosse nella "Lettera Aperta..." incriminata mi chiedo e Vi chiedo: come è possibile che un magistrato onesto, scrupoloso, imparziale decida il 7 Luglio 1997 che nessuna delle 329 pp. costituenti il citato dossier contenga elementi di rilevanza penale e due anni dopo, il 14 Giugno del 1999, ritenga talmente grave e calunnioso lo stesso "Appello-Denuncia" tanto da richiedere la severa condanna a due anni e sei mesi di reclusione?
E passiamo a cose ben più gravi: le affermazioni, nella sua requisitoria del 14 Giugno del 1999, che Broglio Montani "non offre poi elementi ulteriori seri e praticamente comprovati che possano in qualche modo effettivamente far desumere una responsabilità dei magistrati di Bari e su cui incentrare un ulteriore attività da parte del Pubblico Ministero. E, più avanti: "il Broglio Montani ancora una volta non è stato in grado di chiarire quale doveva essere l'oggetto di queste ulteriori indagini che ci sarebbero dovute essere e che avrebbero, da una parte, dato credito alla tesi della colpevolezza dei magistrati della Corte d'Appello e, dall'altra, invece, alle tesi della sua innocenza".
Orbene, il P.M. fa riferimento ai contenuti dell'Appello-Denuncia del 25 Dicembre 1995 ed al Verbale di P.G. redatto nel Febbraio-Marzo del 1996 allorquando confermai al M.llo Genovese le accuse di omissioni di atti e doveri d'ufficio contro i Magistrati della Corte d'Appello di Bari. Ha dimenticato però, con dolo e colpe gravi, che agli atti del Procedimento risultava acquisita abbondante documentazione prodotta successivamente non solo per dimostrare le gravi responsabilità commesse dai Magistrati della Corte d'Appello di Bari ma anche per impedire, con gli obblighi che l'art. 55 c.p.p. pone a carico del P.M., che un reato annunciato con formale Esposto del 26 Luglio 1994 al Comandante del Nucleo Regionale di Polizia di Tributaria ed al P.M. dott. Giovanni Colangelo, titolare del Procedimento che portò alla condanna del 21 Dicembre 1994 poi riformata dalla Corte di Appello, trovasse puntuale e vergognosa attuazione.
Come si evince dalla Raccomandata inviata al Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Potenza il 21 Gennaio 1998 risulta trasmessa ed acquisita agli atti (Udienza del 26 Aprile 1999) la seguente ulteriore documentazione integrativa al dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 dal P.M. Barba ritenuto come atto non costituente notizia di reato:
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Esposto-Denuncia (Integrazione 2) del 24 Ottobre 1997; |
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Esposto-Denuncia (integrazione alla GG.FF) del 26 Agosto 1997; |
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Memoria per l'Udienza del 26 Aprile 1999 (Proc. 215/97 RG - Depositata 26/4/99); |
Prima di evidenziare elementi e circostanze presenti nella sopra indicata documentazione integrativa è opportuno ritornare all'esame ed alla decisione del P.M. Barba di mandare in archivio il dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996, perchè non contenente "notizia di reato" e ciò in palese contraddizione con la sua requisitoria del 14 Giugno 1999.
Se è vero, come è vero che nell'unico incontro avuto con il P.M. Barba il 7 Luglio del 1997 il medesimo rispose alla mia richiesta di informazioni sul fascicolo che questo non gli era ancora stato trasmesso, è altrettanto vero che con la Raccomandata del 21 Gennaio 1998 inviata al Tribunale di Potenza informavo il Presidente che come "Allegato 1" alla documentazione trasmessa andava considerato il dossier "Giustizia in Puglia" del 20 Dicembre 1996 aggiungendo testualmente: "Risulta allo scrivente, e non credo sia del tutto regolare perchè in esso di parla di magistrati di Potenza, che questo sia ancora all'esame del P.M. dr. Barba".
Orbene, questo voluminoso dossier (19 pp. relazione con 14 Alleg. per complessive 330 pp) così esordisce prima dell'Introduzione:
"Il sottoscritto .......................stanco delle tante, troppe ingiustizie subite nel corso della sua trascorsa attività imprenditoriale e post imprenditoriale, dello strapotere dei magistrati baresi e potentini che insabbiano ogni inchiesta che vede coinvolti personaggi "intoccabili", si pone l’auspicio che quanto andrà ad esporre e documentare dopo una breve "introduzione", possa essere attentamente valutato per gli aspetti penalmente rilevanti, al fine di contribuire, nell’interesse dello stesso prestigio della Magistratura, alla messa sotto accusa di tutti quei magistrati infeudati in lobby politico-affaristiche che tutto hanno fatto, tranne il proprio dovere; se è vero, come è vero, che il sottoscritto, nell’analizzare quelle stesse carte oggetto delle loro inchieste (e, stando a quanto pubblicato sui quotidiani "Puglia" e "Gazzetta del Mezzogiorno" del 26 e 27 Ottobre 1993, malgrado "il notorio non buono stato di salute, dal punto di vista neurologico ...") è rimasto raccapricciato per l’estrema superficialità con le quali le indagini sono state dirette ed esperite, tanto da non far escludere che ufficiali di P.G., magistrati inquirenti ed alti magistrati della Corte di Appello di Bari che hanno trattato tali vicende, potessero essere stati colpiti da grave patologia agli organi visivi.
Più avanti, dopo la Premessa, e prima di confermare con documentazione probatoria il suddetto assunto, ben conoscendo i diritti e doveri previsti dal Contratto di Concessione Esclusiva di Zona (avendo iniziato la mia attività autonoma come "Concessionario Esclusivista per la zona di Putignano") ma anche le norme, non scritte ma rigidamente applicate da tutti i Concessionari Esclusivisti Olivetti Italiani (escluso il sottoscritto) fornivo un primo spunto per l'inquirente al punto 2.0
ATTESO
3° Paragrafo
"Non è fantasia ipotizzare che, se al posto del P.M. dr. DE BARI ed ancora prima del Dr. BISCEGLIA, ci fosse stato un P.M. comparabile, per acume e intuizione, al dr. DI PIETRO, noi avremmo avuto la nascita di Tangentopoli già nel 1989, con l'estensione delle indagini a tutte le Procure d'Italia, posto che sarebbe risultato subito oltremodo palese e facilmente riscontrabile in decine di migliaia di Delibere (Giunte Comunali, Provinciali, Regionali, Comitati di Gestione USL ecc. ecc.) che i "Concessionari Esclusivisti Olivetti" <autorizzati quindi per contratto ad operare limitatamente ed esclusivamente nel proprio territorio> non potevano, se non in virtù di poco leciti, reciproci accordi di convenienza, presentare preventivi ad Enti (Ospedali, Comuni, USL, Scuole ed altre Istituzioni locali) aventi sede in zone non di propria competenza!
ATTESO
2.2
Giunto a questo punto, pressato dalla mia compagna che temendo una mia ricaduta in depressione mi sollecita ad uscire, sono costretto a chiudere velocissimamente, non prima di rappresentarVi l'ultima chicca del vostro "irreprensibile" collega dott. Vincenzo Barba.
Dopo la condanna senza processo (Settembre 2002) che meritava, per la gravità delle vostre affermazioni, un denuncia-querela con richiesta di risarcimento per danni morali, il sottoscritto, nell'udienza presso il Tribunale di Arezzo del 31 Maggio 2005 è stato condannato, per sola diffamazione, a 4 mesi di reclusione.
Ma anche in questo caso è stata commessa una grave iniquità: Il Barba, infatti, presentò querela per calunnia e diffamazione in data 26 Giugno del 2002 scrivendo nella denuncia e confermando in aula di non aver mai avuto cognizione della "Lettera Aperta.." inviatagli alla procura di Potenza il 1 Marzo del 2000. Il Giudice di Arezzo ha ritenuto veritiera la deposizione del Barba ed ha quindi disatteso l'Attestato rilasciato dalla Procura di Potenza circa il regolare ricevimento e la trasmissione, per competenza, al Tribunale di Catanzaro.
Per il ricorso in Appello, non potendo certo provare la falsa deposizione del P.M. Barba con il Fax trasmesso il 2 Marzo al Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Potenza, mi sono premurato di richiedere alla Procura di Catanzaro l'estrazione di copie dal Fascicolo 76/00 li trasmesso il 29 Marzo del 2000. E qui, dopo un mese di bugie (il fascicolo non si trova....) l'ammissione della verità da parte dell'onesta Signora Sdanganelli, costretta subito dopo a "rimangiarsi" il tutto per proteggere colui che, nel Superiore Interesse della Giustizia, vuole evitare al collega Barba grane giudiziarie.
Avendo sotto mano la copertina della Sentenza del 31 Maggio scorso, ho riletto il capo d'imputazione formulato dal GIP laddove mi addebita "...scritti contenenti frasi ed argomentazioni volte ad affermare la sottoposizione del Dr. Vincenzo Barba - Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma - a centri di potere, nonchè l'esercizio ......." accusa subito respinta con la Memoria... laddove precisavo che io mi ero limitato solo ed esclusivamente a rappresentare fatti e circostanze cadute sotto la mia personale cognizione. Ma a questo punto, legittimamente, sorge un inquietante interrogativo! Come mai di questa gravissima accusa non c'è stata alcuna contestazione? Il sospetto, constatato che tutti i magistrati che da più di dieci anni hanno trattato la vicenda che mi contrappone agli alti Magistrati della Corte d'Appello di Bari, tutto hanno fatto tranne che il loro dovere, è più che legittimo: la Lobby esiste davvero!
Ed eccomi alla fine. Più sopra ho parlato di iniquità facendo riferimento solo alla falsa deposizione del P.M. Barba. L'altra iniquità è quella che i 4 mesi di condanna sono stati erogati con l'aggravante della reiterazione del reato per aver pubblicato, successivamente al sequestro del 27 Agosto del 2002, la stessa "Lettera Aperta..." incriminata, nello spazio web http://space.tin.it/edicola/ibbrog/b0.htm .
La verità la trovate nel Fax del 2 Marzo 2000 in alto a destra, sotto il numero di telefono dove è esattamente riportato il sito che mi è stato considerato come reiterazione del reato. La conferma probatoria doveva fornirmela la Telecom attestando la data di pubblicazione del sito e quello dell'ultimo accesso, successivo alla registrazione del nome a dominio e quindi nell'autunno del 2000. Ma la Raccomandata alla Telecom non ha avuto riscontro.
Le menzogne del delinquente P.M. Vincenzo Barba dovevano essere corroborate dalla documentazione probatoria richiesta (dopo il ricevimento dalla Procura di Potenza dell'Attestato relativo all'invio della "Lettera Aperta al P.M. Vincenzo Barba" del 1 Marzo 2000) a Catanzaro con il fax del 28 Settembre 2005, e dalla accorata (senza esito) sollecitazione inoltrata alla Segretaria del falso eroe P.M. De Magistris il 2 Febbraio 2006. Puó invece succedere, come nella fattispecie, che i delinquenti sodali del criminale Vincenzo Barba, dopo controverse versione sull'irrintracciabilitá del fascicolo, facciano redigere una falsa attestazione che non c'entra nulla con quella richiesta. Si scopre anzi, da questo attestato, che il fascicolo fa riferimento ad un Procedimento aperto a carico di BROGLIO MONTANI nel 2002 mai richiesto perché del tutto, a tutt'oggi, sconosciuto.
Questa é la CLOACA dove l'eroe DE MAGISTRIS, uso anch'esso all'uso strumentale del potere, ha deciso insieme al GIP f.d.p. Luigi GIGLIO, di mandare in archivio oltre1400 pp. che gridano VENDETTA!!! Prossimamente su www.ilresto.net e su www.tribunaledelpopoloweb.org il vero curriculum della toga sporca, sicuramente prossimo politico del malaffare.
in aggiornamento