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LETTERA APERTA AL P.M. Dott. CATELLO PANDOLFI

(c.p.c. Direzione Nazionale Antimafia e Procuratore Generale della Repubblica)

 

Egregio Pubblico Ministero,

con Lei, curiosamente (considerato il doloroso "calvario" cui Lei mi ha "condannato" con la richiesta di archiviazione della Denuncia del 17 Novembre 1999 da me presentata contro il Comando Generale della Guardia di Finanza ed il Suo allora Comandante Generale Rolando Mosca Moschini) esordisco con un doveroso ringraziamento.

Devo gratificarLa, infatti, perchè la sua determinazione (peraltro a me già anticipata non appena saputo che la mia denuncia era stata a Lei delegata) mi ha costretto, una volta dimesso dalla struttura sanitaria dove sono rimasto ricoverato per ben due anni e mezzo, a cercarmi un’altra Patria dove potessi, con i miei modesti 838 Euro di pensione, vivere più che dignitosamente.

Oggi, a quasi due anni e mezzo dal mio arrivo in Buenos Aires il bilancio è positivo: ho ripreso a sorridere, socializzare, viaggiare e cosa importante, malgrado i miei 68 anni, mi è tornato il desiderio sessuale! Per questo, come più sopra anticipato la ringrazio di tutto cuore. Detto questo, però, devo rappresentarLe che per quanto riguarda il piacere erotico sussiste un serio impedimento a che questo possa realizzarsi nella maniera che tutti conoscono.

E questo problema, egregio signor Catello Pandolfi, è riconducibile agli effetti causati dalla massiccia somministrazione di Risperdal nei due anni e mezzo di internamento nella struttura sanitaria di Putignano seguiti alla notifica della Sua richiesta di Archiviazione.

A parte questo "inconveniente" che, come mi ha assicurato un noto neurologo di Buenos Aires cesserà intorno ai 5 anni dalla cessata somministrazione (quindi ancora due anni di attesa) tutto va per il meglio tanto che nonostante non sia più giovane, mi sento come un leone e, non potendo fare quello che nella circostanza farebbe il temuto felino, ho deciso di vestire i panni di ZORRO e lottare perchè le persone oneste vengano apprezzate e premiate e quelle che nei dizionari si incontrano all’opposto dei sinonimi, emarginati e puniti severamente per tutte le iniquità da loro commesse nell’esercizio delle loro funzioni

Nella stessa Procura della Repubblica di Roma c’è, dal 2000, un suo collega in passato alla Procura di Potenza: il P.M. Vincenzo Barba. Bene, questo suo collega, come potrà leggere dalla "Lettera Aperta..." (NDR: inserito, volutamente, link alla "Lettera Aperta..." presente sito pubblicato nel 2000...) inviatagli il 1 Marzo 2000, ha con Lei in comune l’abitudine di non ricevere le parti lese se, l’altra parte, può contare dei Santi in Paradiso.

Non è così signor P.M.? Dopo aver appreso che la mia denuncia era stata a Lei delegata e subito dopo, in via strettamente confidenziale, avvisato di non crearmi illusioni, tutte le settimane mi portavo presso la sua segreteria ma, al pari del suo collega Barba Lei, per il sottoscritto, risultava perennemente impegnato anche quando ero disposto ad attendere l’intera giornata.

Per questo motivo, il giorno 17 Marzo del 2000 mi portai per l’ennesima volta, senza illusioni, presso la sua segreteria: avevo però con me, già pronta, la seguente "Istanza".

La legga, signor P.M., e poi, quando nella sua casa si trova ad incontrare lo sguardo delle persone a Lei care, chieda alla sua coscienza: "Ho nulla da rimproverarmi?" Ho assolto ai compiti ed agli obblighi che il mio ruolo di amministratore della giustizia mi imponeva, con diligenza, correttezza, onesta o, contravvenendo con dolo e colpe gravi al solo fine di favorire altri, ho commesso una grande ingiustizia?

Lei e soltanto Lei, pensando a quello che potrà essere l’avvenire delle future generazioni, si rilegga i trascorsi non certo edificanti del personaggio da lei considerato "ignoto", e si ponga il quesito:

L’amico Gen. Rolando Mosca Moschini, alla luce della documentata e gravissima denuncia del 17 Novembre 1999, meritava nel 2001 la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa? Ed ancora, considerata la gravità dei comportamenti che emergono dalla ineccepibile, corposa documentazione circa le gravi omissioni in materia di "corruzione", aveva i titoli per essere candidato e poi nominato a Presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea che, tra i suoi compiti, ha anche quello di lottare contro la corruzione nelle pubbliche amministrazioni della Nuova Europa? Meritava, nel 2004, la terza, importante onorificienza consegnatagli dall’attuale Presidente della Repubblica Ciampi?

Con i migliori saluti ed auguri per la S. Pasqua.

 

Buenos Aires, Venerdì 7 Aprile 2006 - 00:03 GMT -3

Mario Broglio Montani

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