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BREVE PREMESSA ALLA QUARTA LETTERA APERTA AL GEN. MOSCA MOSCHINI
ll Generale Rolando Mosca Moschini, nominato per volere del signor Vincenzo Visco a Comandante Generale della Guardia di Finanza nel lontano 1997, ha battuto ogni record in materia di promozioni, medaglie e onorificenze tanto da offuscare la leggendaria figura del Gen. Giuseppe Garibaldi che il padre di chi scrive ebbe il privilegio di conoscere due o tre anni prima della sua scomparsa a Caprera.
Il Generale Rolando Mosca Moschini, nominato per volere del signor Vincenzo Visco a Comandante Generale della Guardia di Finanza nel lontano 1997, ha battuto ogni record in materia di promozioni, medaglie e onorificenze tanto da offuscare la leggendaria figura del Gen. Giuseppe Garibaldi che il padre di chi scrive ebbe il privilegio di conoscere due o tre anni prima della sua scomparsa a Caprera.
Ammirate il suo ricco medagliere: inizia dalla cravatta e, come si può vedere dalla fotografia a lato, è molto simile a quello del compiaciuto collega alla sua sinistra. Al contrario, il Gen. Mosca Moschini appare serio come il "fratello" On. Martino e, stando all'espressione della sua faccia, contrariato da qualcosa. Invidia per l'alto Ufficiale che gli sta accanto?
Certo è che questo personaggio è benvoluto da tutti: Il Ministro Visco lo nominò Comandante della Guardia di Finanza nel 1997, il "fratello" On. Martino lo nominò Capo di Stato Maggiore della Difesa, l'ex "fratello" Berlusconi sostenne la sua candidadura alla Presidenza del Comitato Militare Europeo ed infine il nuovo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con ben cinque mesi di anticipo sulla scadenza del mandato a Bruxelles previsto per il 7 Aprile 2007, lo nominò suo Consigliere Militare a decorrere dal 6 Novembre 2006 e ciò, nonostante "L'Appello-Denuncia" del 11 Luglio 2006 (con firma legalizzata ai sensi e per gli effetti della Convenzione dell'Aia per renderlo giuridicamente valido in Italia) e la "Terza Lettera Aperta Al Gen. Rolando Mosca Moschini" indirizzata al medesimo [rolando.moscamoschini@consilium.europa.eu] e per conoscenza alla Presidenza della Repubblica ed al Consiglio d'Europa <pressunit@coe.in> con il fine di bloccare, in extremis, l'ennesimo grave affronto alla dignità degli onesti; le restanti Istituzioni centrali e periferiche, carta stampata e televisioni pubbliche e private sono stata tutte debitamente informate ed il silenzio dei media e dei politici, dall'estrema sinistra all'estrema destra, passando per il centro, la dice lunga sulla reale grave situazione della Democrazia e della Libertà in Italia.
C'è qualcosa di strano, nella fattispecie, che mi ha spinto a fare una ricerca su Massoneria ed Apparati Militari. Ma c'è molto altro che andrebbe chiarito sui comportamenti arroganti del Gen. Mosca Moschini dal quale da quasi dieci anni attendo una querela-denuncia. Comportamenti simili, in questo ultimo anno, hanno posto in essere i suoi amici di merende Napolitano, Prodi, Parisi, Padoa Schioppa che ecc.
Come si è visto in quest'ultimo mese, le anticipazioni di Panorama circa i progetti del Gen. Mosca Moschini sulle nomine bollenti nel settore delle Forze Armate hanno trovato preciso e puntuale riscontro. La scelta del nuovo Comandante della Guardia di Finanza Gen. D'Arrigo, nominato da Padoa Schioppa al posto dell'esonerato Gen. Roberto Speciale, è stata infatti delegata al "fratello" Mosca Moschini e, nella "Quarta Lettera Aperta..." che segue alla presente premessa, troverete informazioni su una promozione che nel 2003 l'allora Ten. Gen. Cosimo D'Arrigo concesse a tale Giuseppe Brienza, nel 1992 Provveditore agli Studi di Bari e dopo il mio "Promemoria" del 12 Novembre all'allora Ministro della P.I. Rosa Russo Jervolino, sfuggito alle sue responsabilità grazie ai PP.MM. Piero De Crescenzo della Procura romana e Gaetano De Bari di quella barese.
L'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, quando nel 2001 si iniziò a parlare del dossier Mitrokhin, ebbe a scrivere: il Generale Mosca Moschini e' forse il piu' intelligente e preparato ufficiale generale delle nostre forze armate, una persona onesta e di grande valore.
Orbene, visto che anche l'ex stimato picconatore sembra non avere vergogna a definire Mosca Moschini "onesto e di grande valore", tanto convinto da disattendere con temeraria arroganza l'invito espresso con le mie due e-mail inviate alla sua attenzione (al pari, peraltro, del Presidente Napolitano, Prodi, Parisi, Padoa Schioppa e di tutti gli altri politici debitamente informati sul vero curriculum del personaggio) devo fare uno sforzo e concentrarmi per cercare di capire cosa c'è dietro il vergognoso comportamento di un personaggio che, sebbene pesantemente accusato con la "Terza Lettera Aperta..." di essere da sempre un protettore di corruttori e di corrotti, si astiene dal formalizzare la sollecitata denuncia-querela!
Vergogna ed arroganza: due percezioni interiori a prima vista contrastanti che sono però condizionati dalla presenza o meno nella coscienza del personaggio di ben comprendere e provare questi sentimenti. Non è infrequente che arroganti come il Gen. Mosca Moschini, privi di valori etici e morali e che hanno come solo obiettivo il soddisfacimento dei propri desideri di gloria, non provino alcun senso di pudore e vergogna.
La dimostrazione è data dalle protezioni di cui gode, immeritatamente, il Mosca Moschini. L'arroganza, infatti, se la può permettere solo chi si nutre nella mangiatoia dei "padroni" ed ha origine proprio da quell'impunità che i suoi interessati estimatori gli garantiscono, ignorando che l'impunito ne approfitta non certo per gli interessi della collettività ma solo ed esclusivamente per trarre il massimo dei vantaggi personali e questo in barba alla Legge, con la sistematica e temeraria violazione dei codici penale e civile in ossequio all'obbedienza massonica.
Nella fattispecie, sembra mancare al personaggio il vero sentimento dell'orgoglio: infatti, sebbene i suoi non certo edificanti precedenti siano abbondantementi presenti in Internet dal marzo del 2000, il fratello Mosca Moschini non ha avuto il coraggio de venire allo scoperto per difendere la sua dignità. Le protezioni in alto loco che hanno consentito al vanaglorioso militare la folgorante carriera, hanno permesso al predetto di fare una buona scorta di temeraria spavalderia. Questa baldanza, da un anno a questa parte, grazie soprattutto alle pesanti punzecchiature dello scrivente, ha bloccato ed invertito la parabola ascendente del narcisista amico di Prodi, Padoa Schioppa, Parisi, Visco, Napolitano & C.
All'audacia sono subentrati i timori per una fine ingloriosa e quindi la ricerca di una possibile soluzione: cercare di ottenere, tramite il suo protetto, una ben ricompensata ritrattazione; in caso negativo la soluzione radicale: eliminare fisicamente il suo acerrimo nemico! Non so perchè il sicario, piu' volte invitato a raggiungere tranquillamente la mia abitazione per gustare insieme, prima dell'esecuzione, l'ottimo caffè che esce dalla mia piccola Bialetti, ha rinunciato al mandato. L'errore commesso è forse l'aver rappresentato al mio interlocutore telefonico che le carte scottanti sono ben conservate in una cassaforte?
L'origine della vicenda Mosca Moschini risale a ben 13 anni addietro, esattamente al 26 Luglio 1994 quanto il sottoscritto apprese in via strettamente confidenziale che il suo piu' "lungimirante" ex collega, venuto a conoscenza dell'esposto del 12 Giugno 1992 e delle Istanze al G.D. del 30 Novembre e 14 Dicembre 1993 che miravano ad ottenere il sequestro cautelativo dei beni immobiliari acquisiti grazia alla sua estrema professionalità in materia di corruzione di pubblici politici-amministratori, decise di "disperdere" fittiziamente i beni immobiliari potendo godere dell'appoggio di un presunto "fratello", pezzo grosso dei vertici della Guardia di Finanza.
Invito i visitatori a leggere l'Esposto 26 Luglio 1994 trasmesso al P.M. Giovanni Colangelo ed al nuovo Comandante del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria per impedire un reato annunciato che sarebbe stato posto in essere con la presunta copertura dei vertici della Guardia di Finanza, e le due formali denunce in relazione alla predetto esposto:
L'esposto-Integr. al dossier "Giustizia in Puglia" datato e consegnato nella mattinata del 26 Agosto 1977 al Comando Generale della GG.FF. in Roma (Verbale Ten. Roberto Giampietro e M.lli EACO e BIANCO) e la Denuncia presentata personalmente il 17 Novembre 1999 alla Procura della Repubblica di Roma, ignominiosamente archiviata senza essere mai stato ascoltato dal P.M., sebbene negli allegati fosse presente la documentazione probatoria delle gravi omissioni e della temeraria protezione concessa dal Gen. Mosca Moschini al professionista dell'evasione fiscale e della corruzione politico-amministrativa signor Vittorio Spedicati.
Mosca Moschini, come si rileva dall'arrogante menefreghismo riservato alle numerose sollecitazioni dello scrivente che miravano a fare un poco di "pulizia" all'interno del Corpo della GG. FF. (e questo nell'interesse della stessa Istituzione) disconosce il senso della vergogna e della colpa e questo lo pone in grado di commettere di tutto senza alcun pudore: si estrania da ogni contesto di dovuta onestà e legalità e con la massima tranquillità, alla stregua di un animale addomesticato, accetta senza reagire frustate pesanti che intaccano la sua indegna e subdola onorabilità come se nulla fosse accaduto.
Così facendo l'incallito irriverente riesce persino a neutralizzare la vergogna, ricorrendo proprio all’arroganza; e non è infrequente che a volte riesca anche a porsi al di sopra del bene e del male. E chi ha la sfortuna di scontrarsi con l'arrogante impenitente troverà davanti a se una montagna arrogante ed un pozzo, asciutto, di vergogna, molto spesso grazie anche al conseziente qualunquismo della gente propensa a subire anzichè reagire per porre un freno all'imperante illegalità ed al penoso decadimento della società e dei comportamenti umani.
Dominati da quell'arroganza di chi è convinto di detenere un potere incontrastato e insindacabile. Convinto di far parte di quel ristretto numero di persone che godono di quella sorta di assoluta impunibilità. Garantiti, più che dal valore della legalità, dalla consuetudine di contravvenire ai propri doveri, per interessi propri e dei "fratelli", calpestando i valori di correttezza, moralità, onestà e di etica umana.
Mar del Plata, 25 Giugno 2007
Mario Broglio Montani
Olavarria, 2422
QUARTA LETTERA APERTA AL GEN. ROLANDO MOSCA MOSCHINI
Trasmissione al Terminale Fax della Presidenza della Repubblica - 0054-06-46993125
Egregio Generale,
faccio riferimento e seguito alle tre precedenti “Lettere Aperte...” a lei indirizzate che, per sua memoria, riporto di seguito:
1. 18 Marzo 1998 : presso il Comando Generale della Guardia di Finanza – Roma;
2. 14 Gennaio 2002 : presso il Comando di Stato maggiore della Difesa – Roma;
3. 2 Novembre 2006 : presso la Presidenza del Comitato Militare Europeo – Bruxelles.
L’occasione nasce dalle seguenti circostanze: assente per 15 giorni per un viaggio nel nord dell’Argentina ed in Bolivia – senza giornali e notiziari italiani – sono rientrato in sede apprendendo tutto quanto di vergognoso accaduto in Italia durante la mia assenza.
Orbene, ho appreso, fra le altre cose, che a lei è stato delegato il compito di scegliere il nome del sostituto del Gen. Roberto Speciale, esonerato come emergerà dagli accertamenti in corso, per aver rifiutato di eseguire ordini che a suo avviso riteneva iniqui nei confronti dei subordinati che avrebbe dovuto trasferire.
IL PARAGRAFO SOTTO DEVE CONSIDERARSI ELIMINATO - TRATTASI INFATTI DI OMONOMIA
Lei, signor Mosca Moschini, al posto del rimosso Gen. Roberto Speciale, ha indicato al Ministro Padoa Schioppa di nominare il Gen. Cosimo D’Arrigo, già direttore generale per il Personale Militare del Ministero della Difesa.
Orbene, il suddetto generale, con Decreto del 10 Novembre 2003 di cui allego uno stralcio, ha conferito al dott. Giuseppe Brienza l’incarico di dirigente titolare della 15a Divisione – IIIa fascia retributiva – e questo, molto egregio signor Mosca Moschini, con grave aggravio di spese per il bilancio statale, considerato che il predetto dott. Brienza già godeva, immeritatamente, della IIa fascia retributiva quale Direttore della 8a Divisione della Direzione generale per il Personale Militare.
Si legge fra l’altro nel predetto Decreto, firmato da: “il direttore generale – Ten. Gen. Cosimo D’ARRIGO”:
· Visto il curriculum vitae del dott. Giuseppe Brienza;
· Valutate le attitudini e le capacità professionali....... (quali, oltre a quelle di corrotto e di delinquente abituale) come potrà vedere digitando su uno qualsiasi dei motori di ricerca “curriculum giuseppe brienza “ quali siano le sue vere capacità professionali, considerato che sebbene questi non certo edificanti trascorsi “professionali” sono presenti in Internet fin dal Marzo 2000 mai, sebbene sollecitato piu’ volte a querelarmi, si è guardato dal farlo.
Che strano Paese è diventato l’Italia: ai corrotti, ai corruttori ed ai protettori degli stessi, come ben esplicitato nella “Terza lettera Aperta” inviatale il 2 Novembre scorso al Comitato Militare Europeo, si concedono promozioni, encomi, honoris causa, medaglie al merito, sulla base di “curriculum vitae” che trasformano il profilo criminale di persone use a delinquere in “curriculum vitae” non si sa dove e da chi predisposti. Una nuova P2, Gran Oriente o che altro?
Questo andazzo, egregio signor Mosca Moschini, arreca danni assai gravi alle Casse dello Stato e non può non destare meraviglia se questi riconoscimenti vengono concessi addirittura per decisione dei massimi responsabili del Ministero del Tesoro e del Bilancio, determinazioni che per i loro effetti aggravano le già precarie condizioni economiche di moltissime famiglie italiane.
Termino questa mia quarta missiva rammentandole, qualora se ne fosse dimenticato, che il sottoscritto è impaziente di ricevere la notifica di atti giudiziari, ovverosia la sollecitata formulazione di una denuncia-querela nei miei confronti per i reati che lei ed il magistrato al quale verrà delegata la denuncia riterranno io abbia commesso, soprattutto nello scrivere che “lei è da sempre un protettore di corruttori e di corrotti” ed anche che “lei non è degno di fare da Presidente neanche alla squadra di calcio dei detenuti del carcere romano di Regina Coeli”.
Questa mia “Quarta Lettera Aperta...” verrà pubblicata in piu’ siti Internet entro le prossime 4 ore. Da Lunedì prossimo 18 Giugno, un comunicato stampa con gli indirizzi dei siti web, verrà inviato alle massime Istituzioni, ai Prefetti, ai Presidenti dei Tribunali, ai Procuratori Generali, Procuratori in sede e loro Sostituti, al Comandi Generali delle Forze Armate, ai Comandi Regionali e Provinciali dei CC. ed a tutti i Comandanti delle Stazioni Carabinieri, Agenzia di Stampa internazionali ed anche alle Associazioni Mazionali Magistrati che per il prestigio delle loro Organizzazioni dovranno valutare i comportamenti dei loro associati, quindi anche quello del P.M. romano Catello Pandolfi che, disattendendo le mie numerose richieste di audizione, ha archiviato la mia Denuncia del 17 Novembre 1999 contro il Comando Generale della GG.FF. e dell’allora suo Comandante Generale, ovverosia lei, definendolo “i g n o t o”!
Un sicario mi ha contattato piu’ volte telefonicamente, senza rispondere alle mie pressanti domande: “sei stato pagato per uccidermi” chiedevo all’interlocutore che mi faceva sentire il tocco della tastiera di un PC o di una macchina per scrivere. “Vieni tranquillo, non ho armi, e sei stato pagato per togliermi di mezzo mi fai un grosso favore.Ti offro un buon caffe e ti ringrazio sinceramente se porrai fine alle mie sofferenze”.
Buon lavoro e non dimentichi, anche a tutela della sua dignità e del suo meriti, di formulare quanto prima la richiesta denuncia-querela per grave calunnia nei suoi confronti! I dati li trova in calce alla “Terza Lettera Aperta..” del 2.11.2006.
Mario Broglio Montani
Olavarria, 2422
Mar del Plata, 15 Giugno 2007