LETTERE A PUGLIA - 26 Ottobre 1993
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BARI - Il dott. Nicola Madaro, sindaco di Sammichele, coinvolto pochi giorni  fa in una vicenda giudiziaria, spiega, in una lettera la sua versione dei fatti.
"La vicenda che mi vede coinvolto e che sta diventando oggetto di strumentalizzazione politica, così come riferita dagli organi di informazione merita qualche breve precisazione, anche e soprattutto perchè - non essendo stato mai invitato dal Magistrato a discolparmi - mi è stato finora impossibile fare alcuna dichiarazione. Perciò, invito a considerare quanto segue: l'occasione in cui è maturata la denuncia stessa, ossia oltre dieci anni dopo; il notorio non buono stato di salute, dal punto di vista neurologico, del denunciante; l'irrisoriertà dell'importo della "inventata tangente", ossia lire 2.500.000.= (che sarebbero state ripartite tra tre persone di condizioni economiche non certamente disagiate); il luogo dove sarebbe avvenuto <l'incontro> un appartamento la cui soglia non ho mai varcato, come possono confermare coloro che tuttora vi abitano: senza aggiungere che, notoriamente, al proprietario dell'epoca non mi legavano rapporti idialliaci.
La verità è che il denunciante, che non ricordo di aver mai avuto il "dispiacere" di conoscere, venne invitato a quella gara e si aggiudicò la relativa fornitura con regolari atti deliberativi, adottati all'unanimità dal Comitato di Gestione (e, quindi, anche con il voto favorevole di quella parte politica che oggi va strumentalizzando la vicenda). Va aggiunto che la stessa ditta si è aggiudicata - contrariamente a quanto afferma molte altre volte, sia prima che dopo l'avvenimento denunciato, dal 1982 al 1991 altre forniture: sembra strano, quindi, che "la tangente" l'avrebbe versata soltanto in quella occasione.
Nel ribadire la mia totale estraneità ad una vicenda , frutto di meschine macchinazioni, desidero sottolineare che ho desistito dalla legittima e naturale tentazione di rassegnare le dimissioni da Sindaco sia per le espressioni di solidarietà dei colleghi che soprattutto per la fiducia nella Magistratura, che - sono certo - farà al più presto emergere la verità.

 

Nicola Madaro

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Cuadro de texto:

 

FAX A GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - BARI - TERMINALE FAX N. 5470442

 

 

Egregio Direttore,

Chi Le scrive è quello sconosciuto personaggio che alla presentazione del libro "Gli Intoccabili di casa nostra" presso la Libreria Adriatica di Bari (21 Aprile 1993) chiese all’Autore di poter intervenire come ex imprenditore.

Parlai, in quell'occasione, di alcuni episodi di corruzione che riguardavano "una USL del barese" con il coinvolgimento del suo presidente pro-tempore (democristiano), di un consigliere socialista (collega di partito dell’avv. Mastroleo) e di un Senatore socialdemocratico, e ciò fra le frequenti interruzioni dell'Autore che giustamente si chiedeva, rivolto alla platea dei giornalisti intervenuti, cosa centrasse la sua persona con gli episodi da me raccontati, posto che all'epoca del fatti lui ricopriva la carica di Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Bari.

Con un piccolo sforzo di memoria o, se possibile, con l’ausilio della video registrazione di RTG PUGLIA, ricorderà come si evolse lo "scontro" tra il sottoscritto ed il Mastroleo e come risposi alle sue pur legittime obiezioni; tutto ciò fece seguito al racconto di quanto avvenne nello studio di quel Senatore (o ex) il giorno successivo alla visita fatta al MADARO nel suo ufficio presso la USL BA/14 e alle minacce che espressi al medesimo di ricorrere al CO.RE.CO.

Un triste incontro quello sollecitatomi e condotto dallo stesso Senatore Cirielli che, con stile e atteggiamenti mafiosi, presenti passivamente il Madaro e il Vavalle, mi invitò più volte a non fare l’ingenuo fino a quando, preso dall’ira, si alzò e battendo il pugno sulla scrivania, gridò: "Basta! Lei è disposto a dare il 20%".

Ricorderà che al termine del mio acceso intervento (vanamente contrastato dal Mastroleo) Lei chiese al sottoscritto ed ottenne, l'unica copia di quel Promemoria che precisai essere coperto dal segreto istruttorio, essendo oggetto d’indagini da parte del P.M. dott. Giovanni Colangelo.

Ebbene, facendo mente locale a "quell’animato dibattito", vorrei Lei dedicasse un po di attenzione all’articolo pubblicato ieri sul Suo Giornale sotto il titolo "Mazzette alla USL 14" – due condanne per concussione" – nonché all’articolo "Inchiesta a Sammichele – Meschine macchinazioni" pubblicato sempre dalla Gazzetta il 26 Ottobre 1993: se il Vs. articolista era il 21 scorso presente nell’aula della III sezione penale potrà confermarLe che le arringhe difensive hanno tralasciato i due più importanti punti difensivi: la "meschina macchinazione" e la presunta mia inattendibilità giustificata testualmente dal Madaro con l’affermazione temeraria che il denunciante "non è in buone condizioni di salute <dal punto di vista neurologico>".

Il primo difensore avv. Gaetano SCAMARCIO infatti (non è per caso quel Senatore del P.S.I. condannato recentemente per concussione?) ha esordito affermando che il mio Promemoria (secondo lui inventato di sana pianta) mirava a ridurre le mie responsabilità in ordine al fallimento della mia azienda, aggiungendo che le vere cause del mio dissesto erano dovute al miei dissoluti comportamenti dopo il divorzio che mi avrebbero portato a un dispendioso "andirivieni" con il Brasile come avrebbe potuto dimostrare producendo i biglietti aerei da me utilizzati!!!

Tutte falsità (in 17 anni di attività, su 7 viaggi all’estero, di cui solo 2 in Brasile, ben 6 sono stati viaggi premio offerti da aziende rappresentate dal sottoscritto) che, al pari delle diffamatorie affermazione del Madaro meriterebbero, ove ne avessi avuto la possibilità economica, l’interessamento di "un serio, onesto e determinato legale" come a suo tempo consigliato dall’avv. Nino Marazzita in diretta RAI con Oliviero Beha, disponibile ad affrontare le mie richieste di Giustizia nelle opportune sedi, senza condizionamenti e sensi di inferiorità nei confronti dei luminari del Foro barese.

Per quanto attiene le "dolorose constatazioni" del Prof. Gaetano Contento sulla pronuncia della Corte e le sue valutazioni sugli "'optional" del Tribunale, nulla posso opporre a causa delle mie modeste capacità intellettive. Per quanto riguarda però l'onestà, la serietà e correttezza personale e commerciale ereditati da principi ed educazione trasmessi da un genitore Classe 1872, non consento a nessuno, neanche al valente Prof. Contento, di darmi del bugiardo.

Ed è per questo motivo, egregio direttore, che metto a Sua disposizione gli atti processuali relativi al procedimento penale 208/A/86 P/M. dott. Magrone, affinché anche Lei, dal Suo importante osservatorio, possa intravedere tra le fitte nebbie del Tribunale di Bari, alcune delle vere, gravi ingiustizie commesse per salvare personaggi politici economicamente potenti.

Scoprirà, tra l'altro, che il Madaro, già condannato insieme al Vavalle ed altri 8 personaggi nel mese di Aprile del 1990, venne assolto dalla Corte di Appello di Bari, grazie si alla valentia del Prof. Contento ma anche, e direi soprattutto, per la cosciente grave cecità di un magistrato il cui nominativo è già sotto inchiesta presso il Tribunale di Potenza. Si evidenzierebbe anche "la bravura" in falsità dell’avv. Scamarcio che, nella sua requisitoria, ha parlato della incensurabilità del suo assistito!

Per i fatti riguardanti l'accennata mia denuncia all'allora Ministro della P.I. Jervolino circa lo scandalo dei finanziamenti P.N.I, Le rimetto invece copia della comunicazione inviata il 19 Dicembre u.s. al P.M. presso il Tribunale di Roma dott. De Crescenzo e, per conoscenza. al Procuratore Capo della Repubblica di Roma.

Distinti saluti ed auguri per le prossime festività.

Putignano, 23 Dicembre 1994

f.to Mario Broglio Montani

 

 
FAX TRASMESSO DA COLAIACONO COPY: 06-6522798 – 04 MARZO 2000 – DOPO ORE 17:00 A: 0971- 471328
ALLEGATI: COPIA “LETTERE APERTE ai PP.MM. G. DE BARI e VINCENZO BARBA”
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Al Pubblico Ministero
Dott.ssa Felicia Genovese
Procura della Repubblica di 86100                       POTENZA
 

 

Oggetto:  - Proced. 579/95 R.G. Potenza
                  - "Lettera Aperta al P.M. dott. G. De Bari" del 9/3/1999, trasmessa a Potenza il 13.4.1999
                  - "Lettera Aperta al P.M. dott. Vincenzo BARBA del I° Marzo 2000

Le trasmetto, per opportuna Sua conoscenza, copia della missiva indirizzata al Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Potenza con allegata la "Lettera Aperta al P.M. dott. Vincenzo Barba" inviata alla Procura della Repubblica in data I° Marzo 2000.

Quanto sopra perché, da documenti in mio possesso, risulta che nel Procedimento N. 579/95 di cui all’oggetto, aperto a seguito di mie accuse sulla stampa barese di favoritismi da parte dei magistrati baresi Marzano Emilio, Bisceglia Vincenzo ed altri, il Suo Ufficio, ritenendo non sussistessero elementi sufficienti a sostenere l’esame in giudizio, ne richiese l’archiviazione in data 22 Novembre 1995.

Orbene, poiché Lei ha motivato la sua decisione con la circostanza che i fatti allora addebitati ai magistrati di Bari erano gli stessi per i quali vi era stata già stata un’indagine (Proc. N. 438/94/21 P.M. dott. Rinaldi), desidero Lei sappia che in quel fascicolo, il 438/94/21 appunto, è confluito il Procedimento 8808/93/21, P.M. il dott. Gaetano De Bari, inviato per competenza a Potenza dopo la mia opposizione e che, di quel procedimento "vergognosamente" archiviato a Bari, nonostante ben sette Istanze e quasi dieci viaggi a Potenza, io non ho ancora potuto avere il Rapporto di P.G. trasmesso al P.M. a conclusione delle indagini, né la richiesta motivata della richiesta di archiviazione a firma dello stesso P.M.

In data 27 Agosto 1999, trovandomi a Potenza per ritirare la copia della sentenza che mi ha assolto senza fare giustizia, Le ho fatto recapitare, essendo Lei assente, un manoscritto avente per oggetto "Lettera aperta al P.M. Gaetano De Bari" con allegata la documentazione relativa al Procedimento N. 3969/96/21 RG Bari - P.M. lo stesso Gaetano De Bari -.

Visto "l’andazzo" non mi faccio molte illusioni! In calce a detta missiva, infatti, lo scrivente ha testualmente scritto di essere a "disposizione per ogni necessario chiarimento". A tutt’oggi non ho ricevuto convocazioni e quindi, esperienza amara insegna, è presumibile sia stata chiusa con una ennesima archiviazione, causa "elementi insufficienti".

Per finire, gentile dottoressa, una considerazione ed una domanda: se io ho parlato di favoritismi a Bari, questi, si presuppone, sono stati commessi dai magistrati chiamati in causa, nell’esercizio delle loro funzioni, ovverosia nella conduzione, valutazione e decisioni assunte dopo la ricezione del rapporto dell’attività investigativa. Al sottoscritto, come ho più sopra ricordato, non è stato possibile, pur trattandosi di un procedimento archiviato, di visionarlo né tanto meno ottenere, ancorché specificatamente indicati nelle istanze, copie di quei documenti atti a provare la responsabilità dei magistrati. Non Le sembra che, nella fattispecie, al sottoscritto sia stato negato il sacrosanto diritto di prendere visione delle carte che, come è ora accaduto per il Suo collega dott. Barba, possono invece nascondere importanti e sufficientemente provate responsabilità del P.M. procedente?

Nel leggere l’intestazione avrà recepito che, d’ora in poi, tutto quanto andrò a scrivere in materia di giustizia (o meglio di ingiustizia) verrà puntualmente pubblicato sul sito Internet. E non pensi che dico questo per fare pressioni su di Lei. Tra le tante richieste di archiviazione che mi riguardano, infatti, la Sua è l’unica, date le circostanze sopra lamentate, obiettiva e non iniqua.

Buon lavoro.

Fiumicino, 4 Marzo 2000

f.to Mario Broglio Montani

Allegati N. 2 (4 pag. con la presente)